Nostalgia e riconoscenza, a volte ritornano


Alcuni giocatori ormai a fine carriera, hanno deciso di terminare la propria attività agonistica nei club con i quali hanno passato più stagioni. Portanova, Cirillo, Miccoli…

– di Massimo Righi –

Cirillo e Belardi con il presidente Lillo Foti (ph strettoweb.com)

Cirillo e Belardi con il presidente Lillo Foti (ph strettoweb.com)

Alcuni movimenti di mercato poco altisonanti, indicano come il calcio a volte vada oltre i soldi e la fama. Ci sono alcuni giocatori che hanno deciso di terminare le rispettive carriere più o meno gloriose, nei club che li hanno lanciati, che gli hanno dato maggior lustro o cui semplicemente si sono maggiormente legati affettivamente. Vediamo alcuni esempi.

Recentemente in casa Reggina, c’è stato un triplo ingaggio. I vecchi lupi di mare Belardi, Aronica e Cirillo hanno scelto di accettare la proposta del presidente Foti, per aiutare il club a salvarsi. Ma non è tutto perché gli amaranto, ad oggi ultimi nel girone C di Lega pro e penalizzati di 4 punti per alcune irregolarità economiche, sono oberati dai debiti e rischiano grosso. Belardi e Cirillo sono peraltro prodotti del vivaio della Reggina e per loro la scelta è sicuramente più sentita: “Questa squadra non è una delle tante nella quale abbiamo avuto la fortuna di giocare nella nostra carriera ma rappresenta la nostra squadra del cuore”, ha detto chiaramente il portiere.

Quest’estate, Giuseppe Biava ha coronato il sogno di giocare nella sua Atalanta, sua squadra del cuore, con la quale giocò nelle giovanili senza mai però riuscire a scendere in campo con la prima squadra. Terminata in maggio l’avventura con la Lazio, Biava ha potuto finalmente realizzare il proprio desiderio firmando per la Dea il 20 luglio scorso, dichiarando: “Ho aspettato ma ne è valsa la pena, ho realizzato un sogno e spero di ripagare la fiducia del club”.

Il Siena invece, ha ritrovato una vecchia gloria come Daniele Portanova, che militò nella Robur per 5 anni dal 2004 al 2009 collezionando ben 158 presenze, record personale in carriera. Dopo essersi svincolato dal Genoa di Gasperini di cui era capitano, ma sul quale il tecnico ha preferito non puntare più, Portanova è rimasto svincolato fino a gennaio quando è sceso in D, accettando la proposta del Siena: “Ho rifiutato proposte dalla B, sono venuto per la maglia. Senza il Siena non so se avrei fatto la carriera che ho fatto. Anche quando sono stato ceduto, non ho mai abbandonato la città con il cuore. Ora dobbiamo pensare a risalire subito in Lega Pro”.

Ci sono altri due casi di ritorni alle squadre predilette. Il primo riguarda Paolo Castellini, ex esterno di Parma, Sampdoria e Livorno, che svincolatosi dai labronici ha firmato per la Cremonese in Lega Pro. Con i grigio-rossi, Castellini fece le giovanili prima di entrare in prima squadra dove rimase dal 1996 al 2000. Il secondo invece, è Adrian Ricchiuti, fantasista argentino che in estate è tornato a giocare nel Rimini, nel quale già militò per 7 anni dal 2002 al 2009 scendendo in campo per 284 volte e ottenendo ben due promozioni, prima in C1, poi in B. La scelta di tornare in Romagna a 36 anni è avvenuta, dopo le parentesi di Catania ed Entella: “Sono orgoglioso e felice di indossare ancora la maglia che mi ha fatto crescere calcisticamente. Sono tornato per cercare di dare il mio contributo e per portare il Rimini nei campionati che più gli sono consoni”, ha spiegato Ricchiuti.

Il più celebre fra questo tipo di trasferimenti in tempi recenti è avvenuto nel 2013, quando Fabrizio Miccoli, svincolatosi dal Palermo, ha finalmente coronato il sogno di giocare per il Lecce, squadra per la quale ha sempre tifato, militante in Lega Pro Prima Divisione, diventandone subito il capitano.

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