Oggi esiste una potenziale anti-Juve in Serie A?


A poco più di un mese dall’inizio del campionato, una domanda sorge spontanea: sarà ancora la Juve a dominare o, quest’anno, c’è la possibilità che il titolo sia conteso fino all’ultimo?

-di Calogero Destro-

Gigi Buffon, capitano della Juventus che ha vinto gli ultimi sei scudetti di fila (ph. zimbio)

539 punti nelle ultime 6 stagioni, 165 vittorie su 228 partite: 6 scudetti consecutivi in bacheca con almeno 94 punti di distacco totali accumulati su ogni inseguitrice. Sono i numeri della Juventus più vincente di sempre, una macchina perfetta capace di dominare campionati facendo terra bruciata alle proprie spalle. Da Antonio Conte a Massimiliano Allegri, la musica non è poi cambiata più di tanto: il primo ha forgiato un gruppo dalla tempra inossidabile,il secondo ha impresso il suo sigillo garantendo quel pizzico di tranquillità in più nei momenti più delicati. In mezzo anche 3 successi di fila in Coppa Italia e due finali di Champions League in 3 anni: queste sì, perse, ma forse più per un male atavico dei bianconeri che non per disparità di mezzi tecnici con le avversarie. A poco più di un mese dall’inizio del campionato, una domanda sorge allora spontanea: sarà ancora la Juve a dominare (quasi) incontrastata, o c’è la possibilità che lo scudetto sia conteso fino all’ultimo?

Le avversarie- Ad oggi, le avversarie più credibili per arrestare il dominio della Juventus, sono cinque: Napoli, Inter, Roma e Milan. Il parametro di valutazione per inscrivere una squadra nel numero delle contender, naturalmente, non può essere solo il mercato. Ci sono diversi fattori che vanno ad incidere sulla nomina di “anti-Juve”.

Il Napoli di Maurizio Sarri ha svolto in questo biennio un lavoro straordinario, ed è l’unica squadra, a livello di qualità di gioco, a potersi porre sul livello della Juve – e, secondo alcuni, su un piano addirittura più alto. La scoperta di Mertens da “falso nueve” ha reso ancora più imprevedibile l’attacco azzurro, accompagnato costantemente da un centrocampo che fa del palleggio la propria arma migliore. Manca un po’ di fisicità in mezzo e qualche distrazione in meno dietro, oltre a qualche innesto importante per rimpolpare la panchina.

Luciano Spalletti: avrà il duro compito di risollevare l’Inter (ph. Zimbio)

L’Inter, già dalla passata stagione, può vantare un parco calciatori di prima fascia: l’arrivo di Skriniar, da affiancare all’esperienza di Miranda in difesa, può garantire una maggiore solidità al pacchetto arretrato ma servirà anche lavorare sui movimenti difensivi della mediana, che troppo spesso, durante lo scorso campionato, ha lasciato sguarnita la propria retroguardia. L’arrivo di un top player in mezzo – si parla insistentemente di Nainggolan – darebbe consistenza al reparto, mentre la scelta di affidare la panchina a Spalletti sembra la più logica per dare nuova linfa ad un gruppo potenzialmente importante ma che ha dimostrato poca personalità.

La Roma, sulla carta, è la contender che si è indebolita di più: persi Salah, Paredes, Rudiger e Mario Rui – senza dimenticare il carisma di Francesco Totti – può contare finora sull’arrivo del terzino olandese Karsdop  e degli ottimi Gonalons e Pellegrini in mezzo. Ma se si analizzano bene, le mosse di Monchi, non appaiono poi così deleterie: Salah è un contropiedista e fatica troppo ad aprire le difese schierate. 45 milioni, per lui, sono un’affare. Basterà solo sostituirlo adeguatamente. Il centrocampo, con i due innesti sopra citati, è molto più completo e può inoltre contare su un’ulteriore pedina. Dell’esuberanza fisica di Rudiger in difesa si sentirà la mancanza, ma anche lì c’è ancora tempo per intervenire. La carta, spesso, mente: la struttura della squadra è solida e collaudata e l’arrivo di Di Francesco potrebbe far bene dopo un anno caratterizzato da fin troppe tensioni.

Sempre sulla carta, invece, il Milan è la compagine che si è rafforzata di più: ma i tanti arrivi basteranno per far compiere alla truppa di Montella quel salto di qualità ulteriore per portarla a rigiocarsi uno scudetto? Difficile da dire, perché assemblare una squadra con così tanti nomi nuovi è sempre un’arma a doppio taglio e l’anno prossimo, se tutto va come deve, per i rossoneri ci sarà pure da far fronte all’impegno infrasettimanale in Europa League.

Questione di numeri- Ma cosa rende la Juventus così superiore rispetto alle altre? Sicuramente un organico di valore assoluto e un gruppo compatto, dalla forza mentale non comune: una forza che, negli ultimi 6 anni, ha portato i bianconeri a dominare sia contro le dirette avversarie che con le cosiddette piccole. In questi 6 anni, negli scontri diretti, i campioni d’Italia hanno collezionato il 72% di vittorie a fronte del 46% delle seconde classificate. Nelle partite con le squadre che si sono piazzate nelle ultime 5 posizioni, invece, la Juventus può vantare  l’89% di W, contro contro il buon 88% della squadre che hanno chiuso come seconde. I dati parlano chiaro: la differenza, in fondo, la fanno i punti ottenuti nelle gare che pesano e la Juve, quando conta – in Italia – non sbaglia mai.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *