Ombra doping sulla Champions: quasi 900 casi in 5 anni


Uno studio della UEFA ha rivelato quasi 900 casi di testosterone anomalo fra calciatori che hanno partecipato a gare di Champions League tra il 2008 ed il 2013

– di Marco Vigarani –

Champions League

Ombra doping sul 7,7% delle gare di Champions League del quinquiennio 2008-2013

Un paio di mesi fa l’ombra del doping si era allungata seriamente sul mondo dell’atletica mettendo in discussione Olimpiadi e Mondiali dal 2001 al 2012 mentre invece oggi l’uso di sostanze illecite potrebbe sconvolgere il mondo del calcio europeo. Ancora una volta è il Sunday Times a portare a conoscenza dell’opinione pubblica i dati di un’indagine conoscitiva svolta dalla UEFA tra il 2008 ed il 2013 su 4195 calciatori che hanno partecipato a gare di Champions League. I dati erano stati ovviamente secretati in seguito alla scoperta di ben 879 casi di valori anomali di testosterone e 68 di chiaro utilizzo di sostanze anabolizzanti: la percentuale di dubbio è quindi pari al 7,7%. Lo studio si proponeva di analizzare in forma assolutamente anonoma l’urina degli atleti professionisti al termine delle partite della massima competizione continentale ed i risultati gettano un’ombra significativa sulla possibile alterazione delle prestazioni sportive mediante l’uso di sostanze proibite. La UEFA oggi, colta alla sprovvista, ha tentato di giustificare o almeno minimizzare la portata dello studio dichiarando: “I dodici laboratori che hanno svolto le analisi si sono avvalsi di procedure non comuni e tali modalità rendono incerti gli esiti delle stesse. Inoltre va precisato che l’anonimato garantito agli atleti rende ovviamente impossibili le controanalisi che sarebbero richieste dalla WADA per accertare i casi di doping e pertanto lo studio non può presentare una vera e propria evidenza scientifica. Certamente però abbiamo implementato la ricerca di steroidi nei test che svolgiamo annualmente sugli atleti che partecipano alle nostre competizioni“.

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