Ora l’attacco di quel Bologna gioca davvero tutto in Paradiso


L’addio a Perani arriva dopo quelli a Bulgarelli, Nielsen, Haller e Pascutti: tutto l’attacco di quel mitico Bologna dello Scudetto

– di Marco Vigarani –

Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janic, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti. Semplice come una filastrocca, bello come una favola: questo era il Bologna dell’ultimo Scudetto. Nel 1964 il calcio si giocava alla domenica, si guardava ancora in bianconero e i numeri non erano legati a strani vezzi così la formazione tipo diventava familiare come un elenco di amici o un registro scolastico. Quella squadra, derivazione diretta di quella che giocava come in Paradiso, entrò nei cuori di un’intera città ben oltre i meriti sul campo ed oggi ha perso ormai tutto il proprio reparto d’attacco.

Il Bologna della stagione 1963/67, vincitore dello Scudetto allo spareggio contro l’Inter (ph. Wikipedia)

Il primo a salutare è stato l’icona storica del calcio bolognese, Giacomo Bulgarelli che si è spento nel 2009 a soli 68 anni portando via con sè 8 gol di quella magnifica cavalcata verso il Tricolore. Tre anni dopo è arrivato il momento di Helmut Haller, il rigorista di quella splendida squadra ed autore di 7 reti comprendenti quella realizzata ai danni della Lazio nell’ultima giornata regolare di un campionato poi deciso allo spareggio. Un evento assolutamente unico. Sono passati altri tre anni e nel 2015 si è riformata in Paradiso la coppia straniera di quel Bologna: si è spendo Harald Nielsen che fu straordinario trascinatore a suon di gol con 22 reti che lo laurearono anche capocannoniere del campionato. Arriviamo infine a questo terribile 2017 che si è aperto subito con l’addio ad Ezio Pascutti che in quella stagione trionfale vestiva i panni del veterano con i suoi 26 anni pur senza smettere quelli del bomber visto che chiuse con 8 gol all’attivo. Ieri infine un altro estremo saluto è andato a Marino Perani, ala formidabile ed autore di altre 6 reti a cui va aggiunta anche quella di Paride Tumburus, pilastro di quella squadra purtroppo scomparso a sua volta prematuramente nel 2015.

Cinque uomini che hanno firmato con il gol la loro vita sportiva, sei ragazzi che hanno fatto parte di un sogno che si è realizzato con il sudore e l’impegno quotidiano. Nessuno di loro è arrivato a compiere 80 anni ma ognuno ha lasciato un ricordo indelebile e con esso un vuoto incolmabile. Una squadra come quel Bologna non esisterà mai più anche perchè intanto il calcio è cambiato: si gioca in ogni giorno della settimana, si vede in HD ed ormai abbiamo visto anche il numero 10 sulle spalle dei portieri. Chi però ha visto giocare dal vivo Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti e gli altri ha tramandato ai figli e ai nipoti quelle emozioni che ancora oggi vengono celebrate da chi non ha potuto assaporarle ma che vivranno per sempre.

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