Otto titolari fissi per Donadoni, nessuno cambia meno del Bologna


Da febbraio il Bologna ha otto titolari fissi e nessuno in Serie A cambia meno di Donadoni. Taider-Diawara-Donsah sempre insieme da fine gennaio: le riserve non esistono?

– di Marco Vigarani –

Roberto Donadoni in compagnia del ds Corvino (ph. Bologna)

Donadoni e Corvino nel giorno della presentazione ufficiale (ph. Bologna)

Domenica prossima il Bologna farà visita all’Atalanta e quindi significa che è ufficialmente trascorso un intero girone dall’arrivo di Roberto Donadoni a Casteldebole ed in questo lasso di tempo i rossoblù hanno compiuto una vera e propria galoppata che li ha portati dai miseri bassifondi della classifica ad un ruolo stabile nella zona sinistra addirittura con flebili sogni europei. Evidentemente questi risultati straordinari ottenuti sul campo sono frutto di un lavoro costante e meticoloso tanto in settimana quanto in campo ma sono costati anche un grande dispendio di energie fisiche e nervose alla squadra ed in particolare le ultime settimane stanno mostrando non solo esiti incerti ma anche una stanchezza sempre più evidente. Se da un lato è vero che il Bologna continua a percorrere oltre 100 km a gara, dall’altra è anche evidente che dal punto di vista mentale sono state sparate molte cartucce ed ora le armi sembrano ormai in riserva addirittura più per i baby che per i veterani. Maietta ad esempio sembra vivere oggi il momento migliore della sua carriera mentre invece la fiamma di Giaccherini è sempre meno ardente e la fisicità esuberante dei giovanissimi Diawara e Donsah appare ormai appannata. Tutto questo però non può meravigliare visto che, esaminando le ultime sei giornate, spicca che il Bologna è la squadra che ha confermato il maggior numero di titolari in tutta la Serie A: ben otto.

Saphir Taider ha giocato più di tutti nelle ultime dieci giornate (ph. Zimbio)

Taider non esce dall’undici titolare di Donadoni dallo scorso 6 dicembre (ph. Zimbio)

Mbaye, Gastaldello, Maietta, Donsah, Diawara, Taider, Giaccherini e Destro dal 6 febbraio in poi non hanno mai smesso di scendere in campo dal primo minuto ed evidentemente costituiscono il nucleo forte individuato da Donadoni, tecnico che anche nelle precedenti esperienze ha sempre applicato con estrema moderazione il turnover. In realtà nel medesimo periodo anche il Napoli ha schierato sempre otto undicesimi della squadra titolare ma uno di essi è il portiere Reina che, a differenza del rossoblù Mirante, non ha dovuto saltare alcun impegno per infortunio. Ecco allora che il record rossoblù con soli uomini di movimento resta intatto con Torino e Verona ferme a quota sette e Sampdoria a sei (compresi anche in tutti questi casi i portieri): tutte le altre squadre hanno invece cambiato più di metà della formazione iniziale per scelta tecnica, turnover, squalifica o infortunio. In generale le squadre di alta classifica non hanno confermato praticamente nessuno con la Lazio addirittura priva di punti fermi e l’Inter limitata a capitan Icardi mentre la Roma non prescinde dai soli Szczesny e Salah mentre la Juventus ha in Buffon, Bonucci e Barzagli i suoi unici punti cardine. In particolare si nota che il Bologna da fine gennaio ha praticamente sempre proposto il terzetto di mediani composto da Taider, Diawara e Donsah (unico a godere di un turno di stop in nove giornate) mentre invece in Serie A nessun altro centrocampo è stato impiegato in blocco con altrettanta continuità.

Pulgar (ph. Zimbio)

Donadoni ha concesso appena 121 minuti in campo al cileno Pulgar (ph. Zimbio)

Diventa così piuttosto chiaro immaginare che questi protagonisti forzati del cammino verso la salvezza anticipata stiano presentando il conto degli sforzi fatti non tanto a livello fisico quanto in termini di lucidità ed intensità. Eppure numericamente le alternative parrebbero esistere e lo stesso Donadoni non ha mancato di citarle almeno in conferenza stampa. Il tecnico ha speso parole per Crisetig (“Non ho dubbi su di lui. È giovane e bravo, ha delle potenzialità e deve essere convinto di se stesso” 18 dicembre), Pulgar (“Sta lavorando anche più degli altri e sa che avrà il suo spazio” 21 novembre), Brighi (“Secondo le mie conoscenze calcistiche è tra i centrocampisti migliori in assoluto negli inserimenti” 5 marzo) e persino per Zuculini (“Un ottimo professionista che merita rispetto, da parte mia c’è la volontà di dargli un’opportunità da qui alla fine” 11 marzo). In totale però questi quattro atleti sotto la gestione Donadoni hanno collezionato 884 minuti di cui 707 soltanto per Brighi che però non gioca con continuità dalla sconfitta di Frosinone. Sono appena 402 invece i minuti concessi a Brienza dal tecnico bergamasco che però è stato ripagato con tre gol e due assist: bottino decisamente più cospicuo di quello offerto dall’intero terzetto dei titolari in mediana. Ora si tratta di decidere una volta per tutte se continuare ad insistere sempre sui soliti noti a costo di vederli spegnersi gara dopo gara oppure ridare fiducia alle alternative presenti in rosa: da qui passa una buona percentuale del futuro del Bologna in questo finale di stagione.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *