Palermo, si cambia ancora: Barros Schelotto torna in Argentina!


Una volta appreso che l’iter per conseguire il patentino sarebbe stato lungo un anno, l’ormai ex tecnico del Palermo ha deciso di fare ritorno in patria. Al suo posto, contro il Torino, ci sarà l’allenatore della Primavera rosanero Giovanni Bosi, il quinto stagionale per il club di Zamparini

– di Luigi Polce –

E' già finita l'avventura di Barros Schelotto sulla panchina del Palermo (ph. direttanews)

E’ già finita l’avventura di Barros Schelotto sulla panchina del Palermo (ph. direttanews)

Iachini, Ballardini, Schelotto, o meglio Viviani e Tedesco, alla fine Bosi: a vederla così sembra una lista della spesa, più che una lista di allenatori. In realtà, si tratta di tutti i tecnici transitati da Palermo dalla prima giornata fino ad oggi, quando mancano ancora tre mesi abbondanti alla fine della stagione. Una situazione ai limiti del paradossale per il club di Zamparini, che mai come quest’anno sta rafforzando la sua fama di mangia allenatori, anche se stavolta non è solo colpa sua: ben 5 avvicendamenti in poco più di un girone di campionato comunque è roba da record, di certo non in positivo. Tutto sommato però, dopo l’avvio con Iachini (sostituito alla 12esima giornata) e la breve parentesi Ballardini (fino alla 19esima), sembrava che in Sicilia potesse tornare la serenità con un progetto a medio-lungo termine, impostato sul nome di Guillermo Barros Schelotto, volto storico del Boca Juniors delle ultime due decadi. L’intoppo però sta nel fatto che il tecnico argentino è sprovvisto del patentino da allenatore, un problema che a Palermo avevano considerato di poco conto optando per questa soluzione: in panchina va Viviani (contro il Verona) prima, e Giovanni Tedesco poi, in rappresentanza dell’allenatore in pectore il quale dirige la squadra durante la settimana, per poi defilarsi nel week-end: niente panchina, niente interviste, ma tribuna come uno spettatore qualunque.

Tutto – relativamente – ok fino all’ultima trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, poi la scoperta: dopo un tentativo di ricorso alla FIFA, il Palermo ha appreso che l‘iter burocratico di Barros Schelotto per arrivare al patentino sarebbe stato lungo un anno. Troppo per l’allenatore argentino, che ha allora comunicato al presidente Zamparini (per una volta dalla parte di chi viene “scaricato”) la decisione di tornare in patria, in attesa di una nuova chiamata per potersi rimettere in carreggiata. Finisce dunque senza lieto fine una storia che pareva avere tutti i prodromi per diventare la base di una bella sceneggiatura. A Barros Schelotto, invece, restano solo la vittoria col Frosinone, i pareggi contro Carpi e Sassuolo e le sconfitte contro Genoa e Milan, e i rimpianti per un’avventura che poteva essere e che invece non è stata. Intanto, contro il Torino si cambierà ancora: sulla panchina rosanero siederà Giovanni Bosi, allenatore della Primavera, coadiuvato da Tedesco. Sarà il quinto di questa travagliata annata rosanero, e il traguardo è ancora relativamente lontano…

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