Pantani non fu ucciso, caso archiviato a Rimini


La Procura di Rimini ha deciso di archiviare il caso relativo alla morte di Marco Pantani riaperto nel 2014: non fu omicidio e morì da solo

– di Marco Vigarani –

Pantani al Giro d'Italia in maglia rosa (ph Zimbio)

Per la Procura di Rimini la morte di Pantani nel 2004 non fu omicidio (ph Zimbio)

Per quasi due anni gli appassionati di ciclismo ed i tifosi di Marco Pantani hanno coltivato la speranza di trovare finalmente una spiegazione alla morte prematura del Pirata, oggi quel sogno svanisce. Era il luglio del 2014 quando l’esposto presentato dalla famiglia dell’ex campione aveva di fatto riaperto il caso portando ad un supplemento di indagine da parte della Procura di Rimini e da allora erano emersi ulteriori fatti sospetti. Dalle tempistiche degli interventi nella tragica notte del 14 febbraio 2004 al Residence Le Rose ad un’alterazione della scena del crimine con lavandini spostati ed una pallina di cocaina e pane apparentemente posta di fianco al cadavere in un momento successivo. La madre Tonina con l’instancabile avvocato De Rensis hanno lavorato sodo per tenere accesa la luce dei riflettori sulla tragica fine di Marco Pantani, morto per l’effetto di un mix letale di droghe e medicinali nella triste solitudine di una notte di San Valentino lontano da quel mondo delle due ruote che gli aveva dato e tolto tutto. Viene quindi accolta la richiesta del procuratore riminese Paolo Giovagnoli che aveva richiesto l’archiviazione per assenza di prove a sostegno della tesi di omicidio volontario e la verità giudiziaria resta quindi incline ad una condotta suicida dell’ex campione. Nelle prossime settimane è attesa invece la decisione riguardante l’esclusione di Pantani dal Giro d’Italia del 1999: il 6 luglio nello specifico si svolgerà l’udienza presso il Tribunale di Forlì per valutare se ammettere nuovi elementi riguardanti l’intromissione della Camorra e scongiurare quindi una nuova archiviazione del caso. L’incognita riguarda però a questo punto i tempi di prescrizione che ormai farebbero decadere ogni accusa di corruzione: l’unica speranza è l’assegnazione del caso alla Procura Antimafia.

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