Paralimpiadi: addio Rio! La squadra italiana conquista 39 medaglie ed è 9°


La cerimonia di chiusura del Maracanà pone fine ai Giochi Paralimpici di Rio 2016: l’Italia, con 39 medaglie conquistate, è tra le prime 10 dopo 44 anni 

– di Tiziano De Santis –

I colori del Maracanà alla chiusura dei Giochi Paralimpici di Rio 2016 (ph. Sportfair.it)

I colori del Maracanà alla chiusura dei Giochi Paralimpici di Rio 2016 (ph. Sportfair.it)

Le Paralimpiadi di Rio 2016 volgono al termine. La cerimonia di chiusura ha luogo in un variopinto Maracanà, in cui musica e spettacolo si fondono in una scena dall’incantevole suggestione, non incurante, tuttavia, del tragico evento che ha velato l’edizione di un’atmosfera di tristezza: il frastuono dell’impetuoso fiume di gioia delle spedizioni che hanno preso parte alle varie competizioni quasi si annulla in un sentito e commosso minuto di silenzio in ricordo di Bahman, il ciclista iraniano che ha perso la vita sabato mattina al Pontal, per via dell’incidente durante la prova su strada. Il Presidente del Comitato organizzatore di Rio 2016 Carlos Nuzman inizia il suo discorso porgendo le proprie condoglianze alla famiglia e ai compagni di squadra di Golbarnezhad.
L’Italia, in tutto questo, si colloca al 9° posto del medagliere finale, alla luce dei 39 riconoscimenti ottenuti: la presenza della nostra Nazione tra le prime 10 posizioni non si verificava da ben 44 anni, un motivo in più per essere orgogliosi dei ragazzi azzurri. Dieci ori, quattordici argenti e quindici bronzi è lo straordinario bottino di quella che molto probabilmente rimarrà alla storia come una delle edizioni più vittoriose del Movimento Paralimpico Italiano: solo Atlanta 1996 compete con i risultati ottenuti quest’anno; la doppia cifra negli ori che supera quella di Londra 2012 e 39 podi totali superano di undici i precedenti 28 conquistati in terra inglese.

Beatrice Vio, oro nella prova individuale di scherma ai Giochi Paralimpici di Rio (ph. Oasport.it)

Beatrice Vio, oro nella prova individuale di scherma ai Giochi Paralimpici di Rio (ph. Oasport.it)

Un motivo in più per sorridere è dettato dalla competitività dell’Italia in quasi tutte le discipline, come testimoniano le tredici medaglie nel nuoto (raggiunte da otto atleti diversi) ed i cinque ori nel ciclismo su strada, oltre all’importante ruolo ricoperto, nel nostro palmarès, da atletica, scherma e triathlon, con quest’ultimo che, nell’esordio paralimpico, ha regalato due medaglie agli azzurri. Tra i podi dell’Italnuoto, da ricordare è il primato europeo di 40″51 fatto segnare da Arjola Trimi, seconda solo all’australiana Rachel Watson. E che dire del ciclismo su strada, disciplina in cui l’Italia si è distinta grazie ai cinque ori ottenuti: le imprese di Alex Zanardi sono da documentario in quanto a tenacia e forza di volontà dell’ex pilota di Formula 1.
Certo, forse sarà impossibile competere con Cina, Gran Bretagna, Ucraina e Stati Uniti, che chiudono rispettivamente l’esperienza a Rio con 239, 147, 117 e 115 medaglie, madri, queste ultime, dei 1°, 2°, 3° e 4° piazzamenti ottenuti nella graduatoria finale; ma il lavoro del presidente del CIP Luca Pancalli e dell’intero Movimento Paralimpico Italiano, rappresentati dal magico sorriso della portabandiera Beatrice Vio (oro nella scherma), ha partorito dei risultati pazzeschi, con l’augurio di una conferma e, perchè no, di un ulteriore miglioramento in Giappone, dove, nel 2020, sarà Tokyo ad ospitare i XVI Giochi Paralimpici.

 

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