Pari per resistere. Inter salda sul podio, Milan stoico e d’istinto


Tregua tra Inter e Lazio ed i nerazzurri sciolgono la mini-crisi, nella sfida senza reti. Istantanea la reazione del Milan sulla Fiorentina, per strappare il pari in trasferta

– di Enzo Cartaregia –   

Nel dubbio, sarà anche meglio restarci. Un pari, al giro di boa, non potrà infatti risolvere i fin troppi interrogativi posti dalle classiche crisi da mezza stagione. Ma novanta minuti di tregua, senza vincitori né vinti, migliorano senz’altro l’umore di Inter e Milan. Ed adesso, all’ombra del Duomo, sarà lecito pensare al brindisi di Capodanno.
Lontano da momenti peggiori e soprattutto da un Natale da horror, le milanesi potranno guardare al 2018 con meno spettri intorno.
Poco contano i risultati, purché non allunghino strisce negative. Per i rossoneri tenere botta sul campo della Fiorentina sa già di desiderio esaudito. Rinviare a tempi migliori il confronto con la Lazio, senza nemmeno aprirlo, riporta invece il sereno tra i nerazzurri.

Non si sblocca la sfida tra Inter e Lazio (ph. Zimbio)

COMPROMESSO INTER, CHAMPIONS APERTA – Un conflitto, l’Inter, l’ha finalmente risolto. Sul gong del girone d’andata, smettono allora di fare a botte le due anime della formazione di Luciano Spalletti. Difficile, certo, resta capire se mai tornerà sulle scene il plotone rimasto infallibile per sedici gare, o l’equipaggio naufragato a mare (totalmente) piatto. Intanto, i nerazzurri ritrovano almeno le mezze misure, più che una virtù quando è necessario ammutolire le avvisaglie di crisi. Ed i 60mila di San Siro accolgono di buon grado uno 0-0 che lascia invariate le distanze, nel vero inizio della corsa alla Champions.

Nello spareggio senza reti regge quindi la difesa nerazzurra, ridisegnata con Santon e Cancelo ai lati. Lo spavento per l’infortunio (a gara in corso) di Ranocchia è soltanto passeggero e dal suo rientro la Lazio ha poco da raccontare. L’Inter, davanti, non trova però di meglio da fare, ancora a caccia di scintille. Dall’esplosivo 5-0 al Chievo, ultima vittoria, i meneghini non trovano più soluzioni. Ed ecco che in avanti il braccio di ferro con Strakosha dura giusto uno scampolo di primo tempo. L’attacco interista resta svagato, seppur meno prevedibile rispetto alle ultime uscite. E si fa pacifico, a centrocampo, il dialogo tra nerazzurri e biancocelesti. Il palleggio è praticamente equivalente e lo score non si sblocca. Sperano soltanto in un colpo di scena gli uomini di Inzaghi, ma la Var non premia Immobile, né le prime impressioni di Brocchi, nell’unico sussulto emotivo del match, ad inizio ripresa.

Nel finale i nerazzurri soffrono il ritorno degli incubi, ma strappano il pari senza reti.
Gli aquilotti restano così a -4 dall’Inter, mentre il calendario sorride ad entrambe. La Roma impatta appunto col Sassuolo e manca l’aggancio ai nerazzurri. Il terzo posto è salvo per Icardi e compagni, seppure entrambe le capitoline dovranno recuperare una gara. Intanto il Napoli vola a +8, seguito a ruota dalla Juventus.
E ci sarà sì un pezzo di patrimonio perduto, per i nerazzurri, nella nuova classifica. Ma il 2017 ha segnato davvero l’inizio di un nuovo ciclo, che nel girone di ritorno non avrà forse più bisogno di troppe sorprese, per saziare dei nerazzurri con sogni da adulti. Adesso sì, che è tutto possibile.

Gianluigi Donnarumma torna in porta e salva il Milan nel primo tempo. I rossoneri superano indenni il test Fiorentina (ph.Zimbio)

BATTI-RIBATTI, IL MILAN E’ VIVO – Una botta di adrenalina ed è tutto meno difficile. Tre minuti, quelli trascorsi tra il gol di Simeone e quello di Chalanoglu, bastano allora a cambiare qualcosa. Il Milan, per lo meno, si rialza sul gong di un 2017 da dimenticare.
Sul campo della Fiorentina il pari che tiene stabile la classifica è allora un’impagabile boccata d’ossigeno, per una formazione ben più ammaccata di quanto non dicano i risultati.
L’1-1 siglato al “Franchi” salva quindi la faccia e l’orgoglio dei rossoneri. Perché ciò che più conta, nell’incubo in loop da inizio stagione, è aver trovato un gancio con attaccarsi al treno verso la normalità.

Non sarà il prima, né forse l’ultimo tentativo. Ma se di impotenza, di eterno ritorno delle proprie paure si è trattato, per la formazione di Gattuso non incassare l’ennesima sconfitta è già un obiettivo raggiunto.
Raccolti i cocci, il Milan sa dunque resistere. Nel primo tempo sono infatti i viola gli unici a provarci, bloccati da Gigio Donnarumma in ben tre occasioni. Al rientro in campo si fa sentire l’uomo-gossip dei rossoneri, che restano a galla ma non si fanno mai vivi dalle parti di Sportiello. Nella ripresa, gli uomini di Pioli spingono allora sull’acceleratore e stavolta non basta il portiere rossonero. Simeone ringrazia Bonucci e Romagnoli, che non si intendono e spianano la strada all’incornata dello spagnolo. E’ l’effimero vantaggio dei toscani, che richiama dal profondo tutto l’istinto di sopravvivenza del Milan.

Basta una bomba non trattenuta e Chalanoglu non perdona Sportiello, alleggerendo subito le ansie dei rossoneri. Ed ai punti, vista la non brillantezza dei padroni di casa, sembra un pari onestamente guadagnato da parte dei meneghini.
In chiusura rispunta il sorriso sul volto dei rossoneri, giusto per il tempo necessario a lasciarsi alle spalle, con ritrovata dignità, un anno fallimentare. Gattuso rilancia, ricordando del derby vinto in Coppa Italia e puntando sullo “spirito di squadra”, quello di una formazione “non bella” che non ci sarebbe stata a sprofondare ancora.
E complici gli altri risultati il centro classifica resta compresso, con quattro squadre nel raggio di tre punti e l’Europa distante cinque lunghezze.
I rossoneri arrestano intanto la caduta libera, in attesa di San Siro, del Crotone e di un calciomercato tutto da decifrare. Un risultato positivo, inatteso, segna già un rimbalzo. C’è vita, sul pianeta Milan. Chissà se in evoluzione.

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