Parla Fusco: “Orgoglioso del mio lavoro, Bologna ha creduto in me”


La sintesi della lunga chiacchierata avvenuta durante “Il Pallone Gonfiato Monday Night” con il direttore sportivo del Bologna Filippo Fusco

– di Massimo Righi e Marco Vigarani –

Filippo Fusco si è assunto le proprie responsabilità nel post match contro l'Entella

Fusco a ruota libera a “Il Pallone Gonfiato Monday Night”

Presente negli studi di Telecentro, il direttore sportivo del Bologna Filippo Fusco è stato ospite della seconda puntata de “Il Pallone Gonfiato Monday Night” parlando a ruota libera di numerosi argomenti e chiarendo vari aspetti riguardo la gestione tecnica passata e futura del club. Si parte ovviamente dalla sconfitta patita per mano del Brescia nell’ultimo turno di Serie B: “Ogni partita credo sia una storia a sè visto che contro il Carpi abbiamo giocato una gara importante, a Livorno siamo stati comunque bravi mentre invece contro il Brescia la prestazione non è stata all’altezza delle nostre potenzialità. Il Brescia di fatto ha avuto la supremazia e giocato il suo calcio. Non mi dispero però oggi come non mi esaltavo un mese fa: i conti si fanno sempre alla fine“. Il Bologna sembra aver perso confidenza con il gol ma il direttore sportivo, pur non negando la possibilità di un rinforzo a gennaio, spiega: “Aldilà del gol è fondamentale avere equilibrio e giocare a calcio, a volte siamo penalizzati quando il ritmo è basso visto che quando la palla gira velocemente siamo in grado di esprimere la nostra qualità che credo sia al livello delle migliori del campionato come Catania e Bari. Poi bisogna aggiungere che in questa prima parte del campionato l’agonismo la fa da padrone a scapito della tecnica ma ci sarà tempo per invertire la tendenza. Nello specifico questa squadra nasce senza Acquafresca che poi è rimasto lavorando bene insieme a Cacia come nel caso delle gare contro Pescara e Cittadella ma credo che la rosa possa essere integrata a gennaio con un attaccante“.

Lopez nel post Bologna-Brescia

Il tecnico del Bologna Diego Lopez

Nell’occhio del ciclone oggi più che mai le scelte del mister Lopez a proposito del quale Fusco dice: “Mi confronto quotidianamente con lui e credo che abbia un grande equilibrio interiore che viene trasmesso quotidianamente alla squadra. Inoltre le scelte compiute ritengo siano state legittime e soprattutto basate sempre sui valori espressi in campo e mai su preconcetti. Lo dimostra il fatto che chi è entrato dalla panchina ha fatto bene e che il gruppo sia coeso. Quando ho scelto Lopez ho pensato che fosse l’uomo giusto perché è giovane, ama fare un calcio propositivo, ha saputo mettersi in discussione rinunciando ad un anno di contratto e ha già affrontato anche situazioni complesse a Cagliari dimostrando di sapersi isolare e conseguire risultati importanti. Ovviamente dobbiamo lavorare sull’atteggiamento perché contro Livorno e Brescia ad esempio uno sforzo in più sul piano dell’agonismo ci avrebbe consentito di fare qualche punto in più che sarebbe stato importante per il nostro obiettivo che è la promozione“. Inevitabile quindi parlare anche di un altro allenatore, inscindibilmente legato al nome di Filippo Fusco: “Con Zeman ho grande affinità culturale, morale e di visione del calcio oltre che un’amicizia profonda ed una grande stima professionale. Quando venne esonerato ingiustamente a Napoli decisi di dimettermi rinunciando ad un ingaggio triennale“.

Partendo proprio dal ricordo dell’esperienza a Napoli, Fusco poi tratteggia la figura ideale di un presidente di una squadra di calcio: “Ha la facoltà di fare delle scelte ma se delega un manager deve anche supportarne le scelte. Credo per fare una battuta che il presidente debba essere come il papa: incontrato raramente per non perdere l’emozione della sua presenza. Quando poi è espressione di un gruppo di proprietari, è giusto che ci siano delle deleghe perchè egli stesso la riceve dai soci“. Si parla quindi della sua giornata per conoscere quelle che sono le sue tante mansioni all’interno del Bologna: “Dipende dalle fasi dell’anno ma aldilà della frenesia del calciomercato normalmente seguo gli allenamenti, organizzo il lavoro con l’allenatore, mi confronto con i giocatori, lo staff medico, il settore giovanile e con chi fa scouting. In sostanza devo creare le condizioni migliori per far esprimere al meglio il gruppo gestendolo anche a livello psicologico ma allo stesso tempo sono anche gestore di un flusso complesso di informazioni che devono portare ad indirizzare nel modo migliore il lavoro della società“.

Francelino Matuzalem, oggi uno dei migliori in campo

Matuzalem è stato uno dei colpi di mercato di Fusco

Parlando di giocatori che Fusco ha cercato e fortemente voluto questa estate in sede di calciomercato, il direttore gonfia il petto per l’ingaggio di Matuzalem, a cui l’avvocato rende merito: “Sono contento che giocatori del calibro di Matuzalem abbiano accettato Bologna al di là dell’aspetto economico rinunciando al ricco contratto che aveva col Genoa. La cosa mi inorgoglisce e ringrazio pubblicamente il giocatore perché mi è venuto incontro ed è stata una grande manifestazione d’amicizia venendo qui a darmi una mano, nonostante le offerte che aveva ricevuto. Anche stasera (sabato per chi legge n.d.r.) ha fatto molto bene in campo. Io lo conosco da tempo e di lui parlano bene tecnici come Zeman, Lucescu e Guardiola. Matuzalem è un giocatore che ha vinto e si è tolto tante soddisfazioni, ciononostante ha deciso di rimettersi in discussione venendo a giocare a Bologna in serie B, dopo una carriera che sarebbe potuta essere ancora più importante ma che è stata limitata da numerosi infortuni”. Il brasiliano è un leader, ma non è l’unico all’interno della rosa rossoblù e Fusco ammette di aver ricercato giocatori di un certo tipo in estate: “Questa rosa è ricca di giocatori di personalità, come Coppola, Maietta e Cacia oltre a Matuzalem. Li ho voluti fortemente per dare alla squadra una spina dorsale importante; si tratta di professionisti eccezionali che fanno e faranno il bene della squadra e che possono essere una guida per il gruppo. Portarli a Bologna era il mio scopo e sono molto contento di avercela fatta, così come sono felice della squadra e di come sta lavorando ogni giorno”.

Panagiotis Kone con la maglia dell'Udinese

Panagiotis Kone con la maglia dell’Udinese

Sempre in estate però, il Bologna si è privato di Alessandro Capello, uno dei giovani di miglior prospettiva del club, dopo la risoluzione della comproprietà a proprio favore con l’Inter: “Il Cagliari di Zeman ci ha fatto una richiesta importante per lui in un momento in cui noi necessitavamo di soldi per rientrare nei parametri per l’iscrizione alla B. In cambio ci offrivano soldi più Oikomomou, giocatore per me molto valido che poteva fare il caso nostro. Abbiamo fatto l’operazione sacrificando un dicembre ’95 (Capello n.d.r.), considerando le opportunità derivate da un’offerta economica importante. Nel Bologna però ci sono altri giovani importanti come Masina e Ferrari che possono fare il bene del club negli anni a venire con questa maglia, valorizzati da professionisti come Corazza e Colucci. Se c’è la possibilità sono del parere che bisogna far crescere i giocatori in casa, perché oltre a generare eventuali risorse, è una conseguenza naturale del lavoro di un club che comprende ovviamente anche le giovanili”. Sempre in tema mercato, in estate il Bologna ha dovuto cedere due pezzi grossi dello scorso campionato, i due greci Christodoulopoulos e Kone. Fusco ha fatto chiarezza sulle scelte fatte: “Abbiamo scelto di vendere Lazaros dopo un ottimo mondiale disputato, facendo così fronte alle scadenze relative ai parametri fondamentali per l’iscrizione al campionato. Abbiamo tenuto Kone che veniva invece da un Mondiale sfortunato e che abbiamo poi venduto in seguito, peraltro molto bene visti i 5 milioni ricavati e che rispecchiano il valore del giocatore”. Parlando della sua incerta permanenza a Bologna in futuro, Fusco non si è chiaramente sbilanciato: “Lavorare qui per me è un orgoglio personale e lo faccio in maniera seria per fare il bene della società di cui faccio parte e sono dirigente, proprio come ho fatto in altri club per cui sono stato alle dipendenze. Sono rimasto anche senza Zeman anche se con lui c’era grande affinità, al di là di questo ho visto che il mio lavoro è stato apprezzato. Come Guaraldi sia arrivato a me? Non lo so a dire il vero”.

Pantaleo Corvino: prossimo ds rossoblù?

Pantaleo Corvino: prossimo ds rossoblù?

Sul discorso riguardante la possibilità di convivere in società con Corvino, il direttore sportivo rossoblù è parso poco possibilista: “Non ho alcun problema con Corvino, siamo persone diverse, provenienti da una generazione diversa ma non è questo il punto. I giocatori devono avere una persona di riferimento e non di più. Fenucci? Con lui non ci sarebbe conflitto d’interesse, anche perché abbiamo ruoli diversi, lui è un uomo d’amministrazione”. Parlando invece più nello specifico di budget e mercato: “Non abbiamo parlato di un budget, ma mi confronterò con l’allenatore. Senza dubbio bisognerà effettuare qualche cessione. Riguardo la situazione dei giocatori riscattabili, Buchel è in prestito con diritto di riscatto senza contro riscatto come Paez, Laribi è in prestito con contro riscatto del Sassuolo con la possibilità di rinnovo del prestito con contro riscatto più alto di quello del Sassuolo, mentre Improta e Bessa sono in prestito con diritto di riscatto e contro riscatto. A gennaio comunque, molto dipenderà dalle risorse che vorrà impiegare la società e dalle ambizioni della stessa, rimane il fatto che serve un inserimento di capitali anche se le plusvalenze realizzate in estate hanno dato un sostegno al club”. Il direttore Fusco ha poi confermato l’interesse di investire sul centro tecnico di Casteldebole: “L’idea di investire sul posto da parte della nuova proprietà c’è, così come serve raggiungere la serie A per poter fare da traino a questo discorso”.

Passando infine a tematiche più generali, dalla serie B all’Europa calcistica del domani, Fusco ha esposto la sua idea a riguardo: “In serie B c’è una squadra più forte di tutte, mi riferisco al Catania. Ha fatto fatica, è indietro ma ha giocatori importanti e può vincere anche dieci partite di fila e tornare in corsa per le prime posizioni – per chiudere, riguardo al futuro delle competizioni europee – Si va verso un accentramento della Champions League a discapito di tutto il resto, visto che si parla di voler istituire una grande competizione fra i grandi club che verosimilmente prenderà corpo fra una decina d’anni. Il tutto si sviluppa in un calcio ricco di problemi e carenze, come il discorso legato agli stadi: dobbiamo creare un modello nostro che non viva solo di calcio televisivo ma che faccia in modo di riportare la gente allo stadio. Bisogna attualizzare il prodotto, farlo nostro e spazzare via il modello vecchio che vive troppo alla giornata. Nonostante tutto, qui a Bologna i tifosi continuano a venire a vedere la partita prendendosi la pioggia: sono encomiabili”.

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