Parma allo sbando, sta fallendo anche la dignità


Prosegue il dramma sportivo del Parma con i calciatori pronti a pagarsi la prossima trasferta mentre vengono pignorati anche gli oggetti di uso quotidiano. Manenti continua a prendere tempo

– di Marco Vigarani –

Giampietro Manenti, presidente del Parma dall'8 febbraio (ph. Zimbio)

Giampietro Manenti predica ancora fiducia (ph. Zimbio)

Nove mesi fa il Parma perdeva il diritto di partecipare all’Europa League per la stagione successiva ed infuriava la polemica per una decisione apparsa a qualcuno iniqua ma che di fatto fu l’anticamera dell’inferno. L’Irpef pagata in ritardo fu il definitivo campanello d’allarme per una situazione che è degenerata rapidamente fino all’attuale dramma sportivo gialloblù che sta richiamando l’attenzione di tanti protagonisti del calcio e non solo in una tardiva e velleitaria battaglia per salvare una situazione disperata. Quando c’era da vigilare qualcosa non ha funzionato ed ora è tardi per recuperare una crisi ormai in fase talmente avanzata da aver fatto rinviare a data da destinarsi una partita del campionato per mancanza anche dei fondi necessari per aprire lo stadio Tardini.

Lo stato di sbando in cui versa il Parma è testimoniato dai tanti piccoli pezzi persi giorno dopo giorno che rappresentano tasselli di dignità umana e sportiva. In principio furono i furgoni aziendali ad essere pignorati da Equitalia, ieri è stato il turno dei computer dei dipendenti in sede prelevati dal locatore del leasing. Chiuso ormai anche il negozio ufficiale e pignorate anche le attrezzature della palestra, oggi è stato pubblicato sul sito delle vendite giudiziarie del Tribunale di Parma anche il lotto comprendente l’arredamento dello spogliatoio che verrà battuto all’asta il prossimo 5 marzo. Ribadito che dietro alla realtà sportiva c’è sempre un’azienda che sfama decine di famiglie, intanto anche i calciatori vivono ormai in una situazione surreale e, ricevute proposte di aiuto economico da parte sia del prossimo avversario che dei tifosi organizzati gialloblù, hanno deciso di andare a Genova per giocare la prossima gara di campionato con i propri mezzi privati. Resta da capire chi salderà il conto dell’albergo per la notte di ritiro.

Lucarelli e compagni concedono ancora fiducia al club (ph. Zimbio)

Lucarelli e compagni dovranno lavare a casa le divise? (ph. Zimbio)

All’interno di questo scenario ormai apocalittico, si staglia la figura del presidente parmigiano Giampietro Manenti che continua a fare proclami e promesse: “Abbiamo ultimato nella notte la due diligence – spiega – ed ora finalmente abbiamo un quadro più chiaro dei numeri e di come procedere. Le provviste non sono un problema e la prossima gara contro il Genoa si giocherà regolarmente poi capiremo quando recuperare anche quella con l’Udinese. Venerdì incontrerò il sindaco Pizzarrotti ma l’appuntamento più importante è quello che avremo in Procura comunque non intendo portare i libri in Tribunale“. Di fronte a tanta sicurezza, vanno rilevate la parole del capitano Lucarelli che dichiara: “La lavanderia non accetta più il materiale del Parma quindi da domani probabilmente ci porteremo a casa le casacche da lavare“.

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