Pascutti: “L’opportunismo era la mia arma vincente”


Ezio Pascutti, ala sinistra del Bologna dal 1954 al 1969 e vincitore dello scudetto del ‘64, si è raccontato al “Pallone Gonfiato Monday Night” dove ha ripercorso la sua storia calcistica

– di Massimo Righi –

Un sorridente Ezio Pascutti (ph comune.bologna.it)

Un sorridente Ezio Pascutti (ph comune.bologna.it)

Nel corso del Pallone Gonfiato Monday Night, andato in onda ieri sera dalle ore 20 su Telecentro, Ezio Pascutti è stato ospite di Alberto Bortolotti, che grazie all’idea ed ai filmati di Marco Dall’Olio, ideatore e promotore della puntata, ha ripercorso la carriera di uno dei giocatori del Bologna più forti di sempre. Ezio Pascutti non ha perso il suo sorriso, la sua cordialità e la sua disponibilità, qualità che ha mostrato ancora una volta, raccontando un calcio che non c’è più ma che per Bologna rappresenta storia, tradizione e blasone. Pascutti è stato un’ala sinistra come poche, capace di sbucare dal nulla e capitalizzare l’azione grazie al suo impareggiabile istinto del gol. A fine carriera avrà segnato 130 gol (senza rigori) in 296 presenze nel Bologna, unica squadra della sua gloriosa carriera, dove figura come terzo miglior marcatore di sempre con 142 reti segnate in gare ufficiali.

Ezio Pascutti è nato in Friuli a Mortigliano in provincia di Udine, il 1 giugno 1937. Dopo aver giocato nelle giovanili dell’Udinese, Pascutti approda nel Bologna nel 1954 “Fu Vittorio Pasti a scoprirmi e a portarmi qui”. Pasti era un osservatore di giovani talenti che operava soprattutto in Veneto e in Friuli, che scoprì altri giocatori come Pivatelli, Janich, Furlanis, per citarne alcuni. Il giovane Pascutti arriva in rossoblù appena 17enne, debutta con gol a Vicenza un anno più tardi, segnando quello che sarà il primo di una lunga serie. “Abitavo in via Otto Colonne, in centro e andavo ad allenarmi alla Virtus in via Valeriani. Arrivai come ala sinistra, ruolo dove ho sempre giocato”.

L’ARRIVO E L’ESORDIO – Come accennato, Pascutti esordì in un Vicenza-Bologna 2-3 del 1956, in cui si presentò segnando di testa il gol del 3-0 dopo le marcature di Pozzan e Valentinuzzi: “Mi ricordo. Ero più bello allora, coi capelli (ride). Nel Vicenza c’era Pavinato, ma non mi marcava perché giocava dall’altra parte rispetto a dove stavo io. Dopo il gol Viani, (l’allenatore n.d.r.) non mi disse nulla, perché non era tipo da chiacchiere, ma mi teneva in considerazione: per gli attaccanti aveva un occhio particolare”, vedere alle voci Pivatelli e Bacci. Di Pascutti si dice che sbucasse dal nulla in area, pronto all’appuntamento con il gol: “Era una mia dote. Ho sempre guardato poco a quel che facevano gli altri. Partivo da lontano e aspettavo solo che mi arrivasse il passaggio giusto in area. Avevo due qualità: partecipavo all’azione e poi avevo il tempismo giusto sotto porta. Pascutti negli anni ‘60, segnò per 10 partite consecutive, record superato solo da Batistuta nel 1994. In attacco, si trovava bene a giocare con Pivatelli: “Era più adatto a me di Nielsen, che invece mi somigliava di più. Pivatelli aiutava molto di più la squadra”. Fra i difensori più difficili da affrontare, Pascutti non ha dubbi: “Tarcisio Burgnich”. Difficile invece il rapporto con gli arbitri: “Non ero uno che stavo zitto. Se subivo un brutto fallo reagivo e mi lamentavo, per quello sono stato squalificato spesso dagli arbitri. Da allenatore è successo di meno invece”.

La celebre immagine del gol di Pascutti che prende il tempo a Burgnich (ph storiedicalcio.altervista.org)

La celebre immagine del gol di Pascutti che prende il tempo a Burgnich (ph storiedicalcio.altervista.org)

I RICORDI – Giocatore completo, abile con entrambi i piedi “ma ero più destro”, sia di testa, Pascutti ricorda alcuni compagni con cui ha condiviso la sua carriera a Bologna: Renna? Quando sono esploso, lui era un’ala che si faceva tutta la fascia e metteva sempre dei palloni dove c’ero io. Perani era meglio di lui, ma Renna mi serviva spesso. Bulgarelli invece sapeva giocare dappertutto: fu determinante sia per me, da lui ricevevo molti palloni in profondità, sia per il Bologna, teneva in piedi la squadra. Haller era fortissimo tecnicamente, quando mi sganciavo in avanti mi trovava sempre”. Un ricordo anche per il Dottor Bernardini: “Era intelligente, ci sapeva fare con noi e lo rispettavamo. Era un signore, non si arrabbiava mai e a fine partita diceva quel che doveva senza dire parole fuori posto. Lo chiamavamo Dottore, gli eravamo tutti molto affezionati”. Poi il presidente Dall’Ara: “Non mi voleva mai dare lo stipendio, quando già prendevo pochi soldi. Una volta andai da lui e gli dissi che se non mi pagava avrei buttato per aria tutto. Allora mi fece avere un orologio. Poteva vendermi all’Inter, io lo seppi dopo, ma lui mi disse che non era vero che l’Inter mi voleva e mi trattenne. Dopo la vittoria dello scudetto andammo dalla vedova del presidente, la signora Nella, che mi chiamava sempre per nome”. Un ricordo anche per lo sfortunato portiere Giuseppe Vavassori: “Aveva grande personalità, avevo rispetto di lui come lui di me. È stato un grande”, e per Attilio Santarelli: “Al suo posto venne Negri, non era un portiere scarso, però aveva un difetto: ogni tanto usciva contro l’attaccante troppo presto e quindi commetteva qualche errore, ma fra i pali non gli si poteva dire niente”.

LO SCUDETTO E LA PERMANENZA – Lo scudetto vinto contro l’Inter allo spareggio è ancora indigesto agli interisti, ma Pascutti non lo giocò a causa di un infortunio: “Ero in tribuna, dove aspettai gli altri per festeggiare. Eravamo un gruppo di amici, nessuno parlava male dei compagni ed era quella la nostra forza. Con gli interisti siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. In Nazionale non parlavamo spesso con loro, anche perché Fabbri chiamava o me, o Corso”. Dopo la fine della carriera agonistica, durata dal 1954 al 1969 sempre e solo con la maglia del Bologna, Pascutti ha scelto di restare nella città che lo aveva adottato, senza tornare alle sue origini: “Arrivai giovane, mi sposai ed ebbi figli qui a Bologna. Poi al mio paese non c’era niente, non era nemmeno laureato e rimasi qui per continuare a lavorare nel calcio”.

Pascutti in Nazionale (ph storiedicalcio.altervista.org)

Pascutti in Nazionale (ph storiedicalcio.altervista.org)

LA NAZIONALE – Lo score di Ezio Pascutti con la Nazionale Italiana registra 17 presenze e 8 gol fra il 1958 ed il 1967. Partecipò anche ai mondiali del 1962 e del 1966. Durante quel periodo, Pascutti era fra i più forti nel suo ruolo, ciononostante la sua carriera in Nazionale si chiuse anzitempo a causa del famoso episodio contro l’URSS quando reagì ad un fallo di Dubinskyj guadagnandosi un’espulsione, nonostante non avesse colpito l’avversario che simulò di aver ricevuto un colpo dall’allora giocatore rossoblù. Quel fatto segnò la carriera di Pascutti in Nazionale, che iniziò a Parigi nel 1958: i primi gol arrivarono contro l’Austria al Prater nel 1962, quando gli Azzurri vinsero a Vienna proprio grazie ad una doppietta dell’attaccante del Bologna, ispirato da Rivera, ma anche con la collaborazione delle parate decisive del portiere e compagno di squadra William Negri. Sul capitolo nazionale, un ricordo della partita persa contro la Corea del Nord per 1-0, ai mondiali del 1966: “Fummo sfortunati perché abbiamo avuto tante occasioni, mentre loro una sola e hanno fatto gol. Poi siamo andati in crisi: la partita iniziò male e finì peggio. Al rientro a casa ci tirarono i pomodori, ma per fortuna non mi colpirono!”. Sul CT Fabbri: “Non era considerato in Italia, ma lui si poneva male. Capiva certamente di calcio, ma lo trasmetteva nel modo sbagliato”.

Fra cent’anni come vorrebbe essere ricordato Ezio Pascutti? “Vorrei che mi ricordassero come uno che sapeva stare insieme agli altri e ai tifosi, che mi hanno sempre voluto bene”. Come diceva Giorgio Comaschi: “Ezio faceva gol e cominciava a sorridere prima che il pallone andasse in portae come ricorda Gianni Marchesini “Ezio esultava con una gioia che non è da tutti adesso. Le sue erano esultanze vere, genuine”.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *