Pazzo derby cinese: Candreva e Icardi illudono il biscione, il Diavolo non muore mai e pareggia al 97′. Juve e Napoli, vittorie facili. La Dea ferma la Roma. Empoli, trionfo a Firenze per la A


Il riassunto della 32^ giornata di A: il Milan affonda e risorge contro l’Inter. Napoli e Juve ok. Roma, pari pericoloso per il 2° posto

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza di Alessio Romagnoli dopo il gol del momentaneo 2-1 del Milan nel derby contro l’Inter (ph. Acmilan.com)

E’ una vigilia di Pasqua all’insegna del calcio quella che si consuma in Italia nella 32^ giornata di Serie A: si parte con il derby di Milano, insolitamente fissato per le 12.30, giusto per infuocare ancor più l’agonismo di Inter e Milan, club ormai del tutto “conquistati” dai cinesi e in piena lotta per l’Europa in campionato. Il fascino dell’incontro, nonostante un tasso qualitativo di gioco sicuramente non elevato, permane sino all’ultimo secondo del match: già perchè se i rossoneri si dimostrano più in palla nei primi minuti sui piani della quadratura e della spinta offensiva – sfiorando il gol due volte con Bacca e una con Deulofeu, il cui destro al 15′ si schianta sul palo -, i nerazzurri passano in vantaggio al 36′ con Candreva, che, lanciato in profondità da Gagliardini, fa fuori in una manciata di secondi De Sciglio, Donnarumma e il buonumore di tutto il popolo milanista. Giusto otto giri di orologio e San Siro ruggisce ancora, perchè Icardi si sblocca superando il portierone avversario su un cross rasoterra di Perisic, ottimo nel volare sulla sinistra per mettere al centro una palla al bacio da spingere dentro. Nessuno probabilmente avrebbe puntato su una rimonta del Milan all’83’, quando, tuttavia, la squadra di Vincenzo Montella gela i nerazzurri andando a segno con Romagnoli, bravo nell’anticipare Gagliardini e co. sul cross tagliato di Suso spedendo la sfera in rete e riaprendo un match per i più già compromesso. Mentre Locatelli sfiora l’espulsione per un brutto calcio rifilato a Nagatomo, San Siro si risveglia nuovamente perchè i minuti di recupero sono ben 7, un’infinità per poter chiudere definitivamente i conti da un lato, per riportarsi in parità dall’altro: e allora perchè non aspettare l’ultimo secondo per capire le sorti di un match indemoniato? Novantasette i minuti sull’orologio di Orsato, angolo dalla destra per il Milan, paura e voglia di spazzare la palla per l’Inter; Deulofeu mette al centro, Bacca anticipa il proprio marcatore trovando involontariamente sul secondo palo Zapata, che, tutto solo, colpisce la traversa con una semigirata aerea in equilibrio precario. La palla sbatte sul palo e scende giù, oltre la linea della porta difesa (male) da Handanovic e co., l’arbitro si porta il fischietto in bocca e convalida il gol, per l’euforia di Montella e del presidente Yonghong Li e per l’incredulità dell’intero popolo nerazzurro.

Manuel Pasqual esulta coi compagni dopo il rigore trasformato all’ultimo contro la Fiorentina (ph. Videogazzetta.it)

Un punto a testa e posizioni invariate in classifica per le due milanesi, col Milan, sesto a 58 punti, che si porta a -2 dall’Atalanta, e l’Inter all’inseguimento, lontana sole due lunghezze dai cugini. Proprio la Dea, reduce dal pari casalingo col Sassuolo, si mostra ancora una volta una certezza al quinto posto della classifica fermando l’irriconoscibile Roma di Spalletti sull’1-1 all’Olimpico: alla volè di Kurtic del primo tempo, risponde Dzeko al 50′, mentre palo e traversa inchiodano in un nulla di fatto le conclusioni di De Rossi e Nainggolan per il pareggio finale. A beneficiarne sono Juventus e Napoli, che travolgono senza problemi Pescara e Udinese rispettivamente all’Adriatico e al San Paolo: se Higuain con una doppietta porta i bianconeri a +8 sulla Roma inseguitrice, Mertens, Allan e Callejon regalano ai partenopei una vittoria fondamentale che li spedisce a -2 proprio dai capitolini per una volata finale per il 2° posto sempre più accesa. La Fiorentina di Paulo Sousa cade incredibilmente in casa al Friuli sotto i colpi dell’Empoli di Giovanni Martusciello: lo 0-1 di El Kaddouri sul finire del primo tempo fa capire le difficoltà dei Viola nel trovare la via del gol, infranta, tuttavia, da Tello al 64′; ma a tre minuti dal termine, il presunto fallo in area di Borja Valero su Pucciarelli viene prima valutato regolare e poi punito dal direttore di gara col rigore che porta Pasqual – ex capitano della Viola – a timbrare il definitvo 1-2 in favore dell’Empoli. La Fiorentina è costretta a dire addio all’Europa, mentre il team di Martusciello può allungare a 5 punti il proprio vantaggio sul Crotone, terzultimo in graduatoria e con il sogno permanenza in A sempre più inverosimile, nonostante il buon 1-1 rifilato all’Olimpico contro il Torino di Sinisa Mihajlovic. Se Chievo e Sampdoria cadono per mano di Cagliari e Sassuolo, vincitori delle rispettive partite coi risultati di 4-0 e 2-1, il Palermo di Diego Bortoluzzi non va oltre uno scialbo 0-0 contro il Bologna di Roberto Donadoni e dice addio a ogni improbabile speranza di rimanere in A. A risollevarsi dal periodo no è, infine, il Genoa di Ivan Juric, capace di passare due volte in vantaggio tra le mura amiche contro la Lazio di Simone Inzaghi, prima di essere ripresa in altrettante occasioni da Biglia e Luis Alberto, per un 2-2 finale ricco di emozioni

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