Perez potrebbe restare spalmando l’ingaggio


Perez da tempo ai margini, potrebbe arrivare ad un accordo con la società per spalmare l’ingaggio e restare un altro anno in rossoblù. L’uruguayano è al Bologna dal 2010

 di Massimo Righi

Diego Perez potrebbe rimanere spalmando l'ingaggio

Diego Perez potrebbe rimanere spalmando l’ingaggio

Pronto soccorso Perez – Proprio come l’anno scorso, Diego Perez potrebbe tornare in rosa per dare una mano al Bologna. Nell’estate 2013 infatti, il Ruso rimase senza contratto senza trovare squadre pronte ad accoglierlo, ricevendo solo i timidi approcci del Verona. Poi il Bologna a metà agosto vendette Taider e Pioli chiese immediatamente un rinforzo: Guaraldi, dopo aver chiarito le incomprensioni con Perez, glielo riprese. Quest’anno la vicenda è differente perché il centrocampista è sotto contratto col club ma si allena da tempo con i vari esclusi (Pazienza, Acquafresca, ecc.), ma potrebbe per l’appunto essere reintegrato in rosa per rinforzare le mediana.

Un favore per due – Il giocatore incontrerà la società e discuterà del suo rientro, perché Perez a Bologna sta bene e proprio in ragione di questo, potrebbe proporre di spalmare il suo ingaggio annuale sue due stagioni. Così facendo, Diego Lopez potrebbe beneficiare dell’innesto effettivo di un giocatore, dal momento che il club non dispone di liquidità per andare sul mercato. Ciononostante il tecnico non si accontenterà, eventualmente, del solo Perez. Non si tratta però di una formalità, le parti devono parlarsi e anche il procuratore del giocatore avrà il suo ruolo nella vicenda.

Il declino dopo l’Atalanta – Perez non gioca in campionato da Bologna-Parma 1-1, ma è nella gara persa 2-0 contro l’Atalanta due settimane prima, che qualcosa s’incrinò nella stagione del giocatore. Il Ruso infatti si fece sostituire all’intervallo addossandosi le colpe per il primo gol degli orobici, ammettendo di non essere in forma. Dopo quell’episodio, Perez giocò 2’ a San Siro con l’Inter e un quarto d’ora con i ducali in casa, salvo poi sparire dalla circolazione, alimentando diverse voci sul suo stato psico-fisico, senza mai trovare alcun riscontro se non il silenzio. Il fatto suscitò ancora più clamore perché l’uruguayano non era solo diventato il capitano dopo l’addio di Diamanti, ma perché da parte sua, conoscendo l’uomo, ci si aspettava una spiegazione.

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