Più di 25mila tifosi al Dall’Ara? Una volta su dieci


Analisi sugli ultimi 10 anni di tifo rossoblù: il Dall’Ara ha superato le 25mila presenze solo nel 13% delle gare interne del Bologna. Cause ed effetti di un amore ad intermittenza

– di Luca Nigro –

L’argomento sul nuovo stadio continua a tenere banco. In attesa dell’ok definitivo per l’avvio del processo di ristrutturazione del Dall’Ara, a dividere la tifoseria è l’effettiva capienza che il prossimo impianto avrà a disposizione. Le ultime indiscrezioni fanno pensare che i posti oscilleranno tra i 25000 e i 28000. C’è chi pensa che 25000 seggiolini siano abbastanza, c’è chi dice addirittura che 28000 siano pochi. L’assessore allo Sport Luca Rizzo Nervo nei giorni scorsi aveva parlato di un Dall’Ara da 28000, ma la società sarebbe orientata ad una cifra minore. La cosa certa, aspettando il progetto finale, che nelle intenzioni sarà uno stadio moderno e a misura d’uomo. Ma in quante circostanze i tifosi bolognesi negli ultimi anni hanno superato queste quote? I numeri non sono per niente alti, anzi. Analizzando le ultime 10 stagioni (3 di B e 7 di A) su un totale di 196 partite giocate a Bologna, solo 25 volte si è superata quota 25000. In termini percentuali non si scavalca il 13 %. Ovviamente vi sono delle attenuanti che vanno evidenziate.

Suggestiva vista dall'alto del Dall'Ara in occasione di Bologna-Juventus (ph. Bologna)

Solo nel 13% delle gare degli ultimi dieci anni si sono superate le 25mila presenze al Dall’Ara (ph. Bologna)

La prima è certamente la tendenza italiana legata principalmente ai risultati. Se una squadra non gioca in una serie adeguata o la stagione risulta balbettante, l’appeal dello stadio scende drasticamente. Nel Regno Unito, per esempio, anche tra le serie minori si registra molto spesso il tutto esaurito. Ciò è legato principalmente alla modernità delle strutture e alle norme ferree che permettono a tutti, comprese famiglie e bambini, di poter assistere allo spettacolo in modo del tutto tranquillo e adeguato. E qui tocchiamo il secondo punto. In Italia gli stadi vecchi e fatiscenti, non regalano nessuna attrattiva se non i 90’ minuti di gioco. Senza considerare l’odio che regna tra le tante tifoserie. Intendiamoci, anche in Inghilterra esiste, ma dentro e fuori gli stadi non succede nulla. Al massimo si danno appuntamento in posti isolati per suggellare o riconquistare le proprie leadership. Si accennava allo spettacolo. Di certo in Premier League c’è molta più qualità che in serie A. Questo spunto ci permette di analizzare il terzo punto. La struttura tecnica della squadra. Più è forte e più attira gente, semplice no? La classifica in Italia è di vitale importanza. Se lotti per lo scudetto o l’Europa, forse riempi gli stadi. Se lotti per la retrocessione, non proprio. Discorso che all’estero non vale, questa fidatevi è una nostra prerogativa assoluta. Ultimo ma non meno importante, quello legato alle Tv. Oggi rispetto a qualche anno fa, l’intero campionato è visibile in diretta e in abbonamento. Ciò ha incentivato le pantofole a discapito degli stivali. In Premier, nonostante i diritti Tv siano maggiori che in qualsiasi altro campionato nel mondo, non tutte le partite sono trasmesse in diretta. Questo aiuta le società a riempire gli impianti.

Il settore Distinti del Dall'Ara gremito per la finale playoff

L’ultimo bagno di folla in assenza di una grande squadra è stato in occasione di Bologna-Pescara, gara del ritorno in Serie A

Dopo tali doverose precisazioni e spostando la lente di ingrandimento sul Bologna, si evince che il Dall’Ara ha superato la quota di 25000 utenze molto spesso con Juventus, Inter, Napoli, Inter, Milan e Roma in cui il numero di presenze di supporters ospiti è stato riguardevole. Solo in 6 occasioni la città ha tinto interamente il Dall’Ara di rossoblu, ma solo per eventi eccezionali. Con il Pisa nel 2008, giorno della promozione in A. Contro Lecce e Catania nel Maggio del 2009, partite decisive per la salvezza. Con il Cagliari nel 2011, ancora contro il Catania nel 2014 (partita che sancì l’effettiva retrocessione) e dulcis in fundo il 9 Giugno 2015 data del ritorno in serie A dopo il pareggio ottenuto con il Pescara nel ritorno della finale play off. Questi dati sono significativi e devono far riflettere. Se è vero che nelle ultime stagioni il Bologna non ha lottato per le prime posizioni in serie A e non ha avuto società solide alle spalle, è altrettanto vero che la media dei fedelissimi si aggira intorno ai 16000. Anche per tal motivo, già da quest’anno, la capienza del Dall’Ara è stata diminuita. Una fidelizzazione maggiore è necessaria e la società in sede di abbonamento è tenuta a prenderne atto. I tifosi tuttavia, devono da par loro riavvicinarsi alla squadra e lasciare la tv in casa. Per far ciò, non è necessario avere Cristiano Ronaldo in squadra, basta tornare a sostenere i propri colori riempiendo ogni domenica lo stadio che sia contro l’Empoli o contro l’Inter lasciando agli ospiti il solo settore a loro riservato. Ovviamente con la speranza e il sogno di ritornare a lottare un giorno per le zone alte della classifica di A. I proventi di un impianto di proprietà, sono certamente una delle chiavi di volta per un futuro sereno e competitivo. Per informazioni, chiedere alla Juventus.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *