Più fiducia al mister: calano gli esoneri in serie A


La serie A risparmia e sceglie la strada della fiducia con i propri allenatori. A 3 mesi dalla fine del campionato, sono solo 4 gli esoneri decisi e fra questi, non c’è Zamparini

– di Massimo Righi –

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini (ph Zimbio)

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini (ph Zimbio)

Se i costi per il calciomercato in Italia si mantengono elevati, nonostante gli affari siano qualitativamente inferiori al resto d’Europa, le società del massimo campionato italiano hanno imparato a fidarsi maggiormente nell’operato dei propri allenatori. Lo dimostrano i fatti. Negli ultimi 10 anni infatti, i presidenti di serie A non hanno mai esonerato poco come quest’anno. Il picco negativo è stato toccato nel 2009/10 e nel 2011/12, quando il calcio nostrano che viveva già un momento di difficoltà economica piuttosto avanzato, vedeva avvicendarsi ben 13 allenatori. L’anno scorso invece i tecnici cacciati dalle rispettive panchine sono stati 11, solo due in meno rispetto alle stagioni record, dopodiché ecco l’inversione del trend. Quest’anno infatti, sono saltate solamente 4 panchine sino ad ora: Chievo-Corini, Mazzarri-Inter, Bisoli-Cesena e Zeman-Cagliari.

Posto che il dato è significativo a prescindere, ricercare le motivazioni di questa inversione è piuttosto immediato: risparmiare soldi. Spesso la sostituzione della guida tecnica è unilaterale e costringe la società a continuare ad onorare il contratto in essere con il mister esonerato, quindi, la necessita di ingaggiare un nuovo tecnico. Senza contare che sia l’allenatore uscente, sia quello entrante, hanno spesso uno staff che va a libro paga. Vien da sé che mantenendo la prima scelta sulla panchina, escono meno denari. Chiaramente in caso di risultato fortemente negativo o in caso di rapporti irrimediabilmente deteriorati fra le parti, questo discorso viene meno, in barba al risparmio.

A onor del vero, mancano 3 mesi alla fine del campionato e in questo periodo gli esoneri potrebbero anche aumentare: in fin dei conti gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e il calcio è troppo versatile e volta gabbana per immaginare che tutto fili liscio. Quel che fa notizia è la resistenza di Iachini in sella al Palermo di Zamparini, notoriamente riconosciuto come “mangia allenatori”, il quale ha deciso di fidarsi del suo allenatore, anche dopo un inizio di campionato poco incoraggiante. Si tratta di un vero e proprio cambio di rotta. In passato, sono stati in pochi ad avere il privilegio di superare i momenti difficili sotto la sua gestione, visti i 44 allenatori cambiati da Zamparini in 25 anni di presidenza nel calcio. La scelta ha premiato il numero uno rosanero, perché il suo Palermo gioca un buon calcio e soprattutto è nono in classifica. Il trionfo della pazienza.

All’estero, nell’Europa di alto livello, una volta tanto e tenendo presente che il risultato è parziale, hanno fatto peggio. Sono infatti già stati 6 gli esoneri in Premier League e altrettanti nella Liga, mentre in Bundesliga sono fermi a 5, dove è anomalo il caso del tecnico del Borussia Dortmund Klopp: fino a prima del weekend scorso ultimo in classifica, è ancora miracolosamente al suo posto. Scelta societaria? Si, perché di certo i soldi alla dirigenza giallonera non mancano per sostenere un cambio di guida tecnica.

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