Pizzoferrato: “Vi racconto chi è Paulo Sousa”


Per conoscere meglio l’attuale allenatore capolista in serie A, abbiamo raggiunto il collega di sport.ch Gianluca Pizzoferrato, che ci ha raccontato l’anno trascorso in Svizzera dal tecnico portoghese. Tra controlli ferrei, un rapporto teso con i media e l’approdo in Italia…

– di Luigi Polce –

Gianluca Pizzoferrato, collega di sport.ch

Gianluca Pizzoferrato, collega di sport.ch

Con il campionato fermo causa sosta per le nazionali, è tempo di fare un primo bilancio su quanto visto sin qui in Serie A. In particolare, è giusto e doveroso soffermarsi sulla Fiorentina, capolista a sorpresa, guidata dall’ottimo Paulo Sousa. Per conoscere e capire meglio la figura del tecnico portoghese, abbiamo fatto due chiacchiere con Gianluca Pizzoferrato, collega del portale sport.ch, che nella passata stagione ha seguito da vicino le gesta di Sousa sulla panchina del Basilea.

Fiorentina prima in Italia, Paulo Sousa nuovo fenomeno mediatico: Gianluca, raccontaci un po’ del suo anno trascorso a Basilea

“Onestamente, devo dire che prima del suo arrivo a Basilea non lo conoscevo, sapevo solo che aveva fatto bene al Maccabi e poco più. Per questo motivo, ho ritenuto subito che la scelta fosse interessante. L’impatto di Paulo Sousa con i media svizzeri non è stato però dei migliori: fin da subito si è mostrato freddo, distante, e ha fatto capire che non intendeva imparare il tedesco in maniera intensiva. Anche i giocatori piano piano si sono allontanati da lui, per i suoi metodi un po’ “invasivi” dal punto di vista lavorativo”

Spiegati meglio…

“I suoi ragazzi erano controllati sotto ogni punto di vista, dall’alimentazione alle ore di riposo, monitorate tramite dei microchip che i calciatori dovevano mettersi sul petto. Luca Zuffi, centrocampista del Basilea, l’anno scorso venne a trovarci in redazione e ci fece capire che il mister sapeva esattamente che lui era lì in quel momento. I risultati, però, gli hanno dato ragione: ha vinto il campionato e ha raggiunto gli ottavi di Champions League, traguardo non scontato per il Basilea. L’unico neo è stata la brutta sconfitta per 3-0 in finale di coppa di Svizzera, contro il Sion”

Poi l’addio in estate, e l’approdo alla Fiorentina

“Sousa è un professionista, e la scelta di venire al Basilea era legata al fatto di farsi conoscere in Europa, per poi spiccare il volo verso una piazza più ambiziosa. Anche per questo motivo, con la società non si è lasciato benissimo: si dice che abbia addirittura pagato una clausola di tasca sua per potersi liberare”

Alla Fiorentina, dopo l’iniziale diffidenza della piazza per i trascorsi di Sousa alla Juventus, è partito forte e si ritrova in testa al campionato dopo 7 giornate, rendendosi protagonista del miglior avvio di stagione nella storia della Viola. Ti aspettavi un inizio così?

“Mi aspettavo che potesse fare bene, ma sinceramente non così bene, anche perché per un allenatore vale lo stesso discorso che si fa per un giocatore: serve tempo per adattarsi, soprattutto in un campionato difficile come quello italiano, anche perché in Svizzera il Basilea è la squadra più forte, mentre la Fiorentina è nel lotto di quelle che si battono per un posto in Europa. Sono molto sorpreso da questo avvio”

Dopo la sosta, la Fiorentina è attesa da un test importante contro il Napoli. Dove arriveranno i viola a fine stagione?

“Credo che la Fiorentina possa arrivare quarta al massimo, non la vedo tra le prime tre. Dando uno sguardo alla rosa, hanno un undici titolare buono, ma secondo me la panchina è un po’ corta, mancano i ricambi all’altezza. Molto dipenderà da Rossi: se lui si riprende, potranno fare molto bene. Anche Kalinic è un valore aggiunto, si sta dimostrando non solo un attaccante d’area ma anche un rifinitore. Una sua eventuale perdita, così come quella di Rossi, può essere problematica per la Fiorentina, che si ritroverebbe con il solito problema della mancanza di punte”

E In Europa?

“In Europa è sempre difficile fare un pronostico sulle italiane, anche se Sousa ha detto di voler prendere sul serio l’Europa League. Secondo me può arrivare in semifinale, molto comunque dipenderà dalla fortuna nei sorteggi”

Bene Gianluca. Chiudiamo la parentesi su Sousa e la Fiorentina, e apriamone una sulla Serie A. Che idea ti sei fatto?

“E’ un campionato bellissimo perché incerto, soprattutto perché nessuno si aspettava una Juve a dieci punti dalla capolista: questo rende il campionato interessante, visto che negli anni passati la Juventus era già in fuga dopo 10 giornate. I bianconeri per me restano i favoriti per la vittoria finale, ma mi piacciono anche Roma e Napoli. Le milanesi? L’Inter di Mancini gioca più o meno come nella passata stagione, ma con la differenza che ora ha elementi come Jovetic e Perisic in grado di risolvere le partite. Il Milan mi è piaciuto solo nel derby, pensavo che Mihajlovic riuscisse a fare qualcosa in più. I rossoneri hanno sbagliato le scelte, soprattutto in difesa: Romagnoli ed Ely sono ancora troppo giovani, sugli esterni non è arrivato nessuno. Mi piace Calabria, ma mi sembra che con lui stiano facendo lo stesso errore commesso con De Sciglio, ovvero lo stanno caricando di troppe pressioni”

Chiudiamo con una battuta sul Bologna, ultimo a tre punti. Quali le cause secondo te?

“Gli acquisti del Bologna sono arrivati troppo tardi, non puoi far lavorare l’allenatore in queste condizioni. C’è stata la sosta delle nazionali a settembre, è vero, ma quelle due settimane non sono paragonabili al lavoro estivo, che Rossi ha praticamente svolto a vuoto. Adesso il Bologna deve accumulare più punti possibili fino alla sosta natalizia per poi lavorare con la squadra al completo, mentre sul mercato andranno fatti alcuni innesti importanti. Destro? Dopo una stagione buona a Siena non è mai riuscito a confermarsi del tutto. Può arrivare in doppia cifra, ma deve sbloccarsi: per un attaccante, ogni partita che passa senza segnare diventa più difficile. Non è scarso, ma non lo vedo in una grande squadra: secondo me, può diventare il Paloschi del Bologna”

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