Playoff NBA: Golden State è ancora viva ma Okc è dura a morire


I campioni in carica di Golden State conquistano una vittoria d’orgoglio nel primo dei due “elimination game” contro i Thunder, piegati però a fatica

– di Calogero Destro –

Il 2015 ha incoronato Stephen Curry come nuovo volto mondiale del basket (ph. Zimbio)

Stephen Curry trascinatore dei suoi nel primo elimination game contro i Thunder (ph. Zimbio)

Forse la più bella partita di questi playoff, forse il lampo che riaccende definitivamente l’orgoglio sopito dei Warriors: la vittoria di Golden State alla Oracle Arena contro i Thunder tiene ancora vive le speranze di qualificazione dei campioni NBA ma la gara ha detto anche qualcos’altro. Ha detto che Okc ha un’anima immensa e una difesa stratosferica, ha detto che le soluzioni in attacco sono parecchie e tutte diverse tra di loro. In poche parole? Okc non muore mai. Nemmeno sotto di 10 a meno di 2 minuti dalla fine, perché se a 1’15” dalla sirena finale fosse entrata l’ennesima bomba di un indomabile Durant (40 punti, 4 assist, 7 rimbalzi), Okc sarebbe stata a -3 (111-114) e forse adesso parleremmo di qualcosa di diverso. Invece si deve parlare di gara 6, del secondo “elimination game” per Curry e soci, della partita più importante dell’anno per entrambe le franchigie. Un vero e proprio spartiacque che dirà tanto, probabilmente tutto: dalla valutazione della stagione, al futuro prossimo che odora di free agency e possibili sconvolgimenti.

Okc mostruosa, Warriors d’orgoglio – E’ stata una partita tesa fin dall’inizio, Okc ha mostrato i muscoli, ma Golden State, trascinata da uno stratosferico Curry (31 punti, 6 assist, 7 rimbalzi, 5 rubate) è riuscita a finalmente a battere un colpo dopo i massacri della Chesapeake Arena. Ma anche le cifre possono ingannare: nonostante i numeri impressionanti la difesa dei Thunder sta entrando sotto pelle all’Mvp e al gemello Thompson che soffrono e non poco i cambi esasperanti e l’intensità senza fine che i ragazzi di Donovan riescono a mettere sul parquet. Steven Adams è il simbolo della solidità di Oklahoma su ambedue le metà campo e in attacco le soluzioni di certo non mancano, con i gregari che sanno attendere il loro momento come Ibaka nel quarto periodo. I Warriors se vorranno sbancare Oklahoma dovranno mettere qualcosa in più sul parquet: il sistema deve riacquistare fluidità e la difesa salire ancor più di colpi perché in questo momento Okc sembra avere qualcosa in più su entrambi i lati del campo. Una serie meravigliosa, che potrebbe concludersi nella notte tra Sabato e Domenica sperando che possa durare all’infinito per farla gustare a tutti i ragazzini che si apprestano a muovere i primi passi con una palla a spicchi in mano.

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