Poco da salvare nel Bologna: Mancosu e l’orgoglio


Poche note positive nella sconfitta per 2-1 del Bologna all’esordio contro la Lazio: buona mentalità e finalmente un gol di Mancosu

– di Luca Nigro –

Mancosu finalmente in gol contro la Lazio (ph. Bologna)

Mancosu finalmente in gol contro la Lazio (ph. Bologna)

Cerchiamo di prendere il lato positivo. Il Bologna fino all’ultimo secondo è rimasto in partita e nel recupero, ha pure sfiorato il gol del pareggio con quel colpo di testa di Matteo Brighi. Forse sarebbe stato troppo. Ma almeno denota che un piccolo passo avanti rispetto all’indecorosa sconfitta di Vicenza con il Pavia è stato fatto. Se non nel gioco, almeno nell’atteggiamento. Certo, di fronte c’era la Lazio, non proprio l’ultima arrivata. Le differenze nella qualità di palleggio e nelle giocate, erano arcinote già alla vigilia. E per tutto il primo tempo, sono apparse evidenti. Ovvio, è un Bologna ancora incompleto e la sfida dell’Olimpico lo ha ulteriormente evidenziato. Sulle fasce, i seppur bravi giovani Masina e Ferrari sono andati in enorme difficoltà di fronte alle scorribande dei vari Candreva, Kishna e Keita. La squadra dopo un ottimo inizio, si è abbassata troppo ed ha rischiato di imbarcare una goleada di proporzioni importanti, evitata solo da uno strepitoso Mirante. Almeno era questa la sensazione che si percepiva dalla tribuna Monte Mario fino al 43’ del primo tempo. I centrocampisti, non riuscivano a neutralizzare i vari Biglia, Lulic e Parolo. Crimi, gettato subito nella mischia dopo appena due giorni dal suo arrivo, ha sofferto non poco. Crisetig, non è quasi mai riuscito ad impostare, giocando spesso in orizzontale. I soliti lanci lunghi non favorivano per nulla i due attaccanti.
Poi però, succede che Brienza si ricorda di avere grande qualità nelle sue corde. Verticalizzazione improvvisa che finalmente premia le caratteristiche di Mancosu. Scatto bruciante, grande controllo in corsa, Radu può solo guardare e Berisha non può far nulla su quel tiro che sbatte sulla traversa e s’insacca. Proprio lui, Matteo Mancosu tanto criticato, a volte forse giustamente, altre sinceramente no. Se non altro per l’impegno. Lui è un attaccante che ha bisogno degli spazi, delle verticalizzazioni come il pane. Quante volte lo scorso anno il gioco della squadra lo ha favorito? Di giocate di prima e in profondità, sinceramente, faccio fatica a ricordarmene. Ti aspetti Destro ed invece trovi Mancosu. La scelta di Rossi, aveva lasciato più di una perplessità. Premiata? Direi di si, e non solo per il gol. L’attaccante sardo si è sbattuto per tutti i novanta minuti pressando e attaccando la profondità e la difesa biancoceleste. Un passo indietro invece lo ha fatto Acquafresca. Il migliore per distacco in tutto il precampionato, non è riuscito ad essere mai pericoloso, arenandosi tra Gentiletti e De Vrij. Gli ingressi di Pulgar, Destro e Diawara nella ripresa, hanno migliorato il palleggio e la velocità del passaggio.

È giusto però anche dire che la Lazio, seppur pericolosa in un paio di circostanze sventate dal solito Mirante e da un sontuoso Oikonomou, è calata vistosamente alla distanza come già successo in Supercoppa e nell’andata di Champions. L’imminente ritorno a Leverkusen, avrà pesato. Ma quantomeno, si è visto un Bologna più vivo nonostante abbia creato decisamente poco per raggiungere il pareggio. Come dicevo, le indicazioni maturate dalla sfida di Roma sono sempre quelle. A parte Destro, servono altri rinforzi di qualità e abituati a giocare in A. Brienza e Brighi saranno utili alla causa, ma hanno la loro età. Ben vengano i giovani, e adesso il Bologna ne ha tanti. Ok Donsah, diciannovenne di grande prospetto. Ma non basta. Il 31 è ormai alle porte. Servirà un grande sforzo.

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