Il post-Platini si chiama Aleksander Ceferin: è lui il nuovo presidente Uefa


Ieri, ad Atene, è stato eletto il nuovo presidente dell’Uefa: Aleksander Ceferin vince su Michael Van Praag con 42 voti su 55. Sarà lui il post-Platini

– di Tiziano De Santis –

Aleksander Ceferin, neo-presidente Uefa (ph. Espnfc.com)

Aleksander Ceferin, neo-presidente Uefa (ph. Espnfc.com)

Il 14 settembre 2016 è una data importantissima per l’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche (UEFA) e per il calcio europeo: ad Atene, infatti, in occasione del 12° congresso straordinario, è andata in scena la votazione per il successore di Michel Platini, confermato prima ai vertici del football del nostro continente nel Marzo 2015 e squalificato, successivamente, per quattro anni dal Tas per la vicenda dei due milioni di franchi ricevuti da Blatter (in quel tempo presidente Fifa) nel 2011 per una consulenza svolta, a sua volta, tra il 2008 e il 2012. A spuntarla, tra i due contendenti al trono Uefa, è stato Aleksander Ceferin, che con ben 42 preferenze su 55 ha battuto Michael Van Praag: il successore del Roi è un 49enne sloveno avvocato, dalla vocazione di rappresentare club di calcio ed atleti agonistici sin da giovane. La carriera di Ceferin parla da sola: nel 2005 si impegnò per la squadra di calcio a 5 KMN Svea Lesna Litija, importantissima nel suo genere; dirigente dell’Olimpia Lubiana dal 2006 al 2011, il neo presidente fu eletto a capo della Federcalcio slovena, incarico in cui venne confermato nel febbraio 2015.

Michel Platini, ex-presidente dell'Uefa, saluta i partecipanti al 7° congresso straordinario di Atene (ph. Corrieredellosport.it)

Michel Platini, ex-presidente dell’Uefa, saluta i partecipanti al 7° congresso straordinario di Atene (ph. Corrieredellosport.it)

Il primo in bocca al lupo è stato proferito dal discorso di Michael Platini, che ha aperto il congresso di Atene con un mix di pensieri sul passato e sul futuro:”Voi dovrete proseguire questa bella missione senza di me: sappiate che la mia coscienza è tranquilla e che sono certo di non aver commesso il più piccolo errore, motivo per cui voglio continuare la battaglia giudiziaria. Un ringraziamento a chi mi ha sempre sostenuto è doveroso. Amo il calcio, che, a sua volta, mi ha amato e mi ha regalato le più grosse soddisfazioni; abbiamo intrapreso, insieme, l’impegno di sviluppare il gioco più bello e popolare del pianeta preservandolo da ogni eccesso, da ogni deriva che il suo successo globale può generare. Vi auguro dei risultati rosei nel proseguimento di questa missione. Il treno è avviato su buoni binari, ma il viaggio è ancora lungo e c’è molto da fare perché il calcio resti un gioco nonostante le gravi derive che lo minacciano. Perché non può esistere un calcio delle grandi nazioni o un calcio dei piccoli Paesi, un calcio dei grandi club mondiali o quello dei raduni della domenica tra ragazzi, ma uno solo. Un solo football. E questo non appartiene né alla Fifa, né all’Uefa. Appartiene a ciascuno fra noi, appartiene a tutti“. Parole intense, seguite, poco dopo, dalla prima riflessione del successore del francese:”Grazie per il vostro fantastico supporto, per me questo incarico significa molto ed è motivo di grande onore e grande responsabilità al tempo stesso. La mia famiglia è molto orgogliosa, così come la mia bellissima Slovenia. E spero che un giorno anche voi sarete orgogliosi di me”. L’augurio di buona fortuna è doveroso, a tal punto, per un calcio meno sporco e più vicino all’identità di lavoro-gioco più comune e seguito nel panorama internazionale.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *