I premi per gli atleti di Rio nella delusione per una Roma olimpica mancata


Il presidente del CONI Giovanni Malagò annuncia i premi per gli atleti olimpici in un’atmosfera di sconforto per il no del Comune di Roma alle Olimpiadi

– di Tiziano De Santis –

Giovanni Malagò, presidente del CONI (ph.Glgs-ussi.it)

Giovanni Malagò, presidente del CONI (ph.Glgs-ussi.it)

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha annunciato i premi per gli atleti che hanno dipinto d’oro, argento e bronzo la spedizione italiana a Rio 2016. Saranno 5,4 i milioni di euro totali stanziati: 150 mila euro ai primi posti, 75 mila e 50 mila rispettivamente per le seconde e le terze posizioni. Il tutto in un atmosfera di delusione partorita dalle parole di Virginia Raggi circa la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. “Non abbiamo mai cambiato idea, abbiamo rafforzato la nostra posizione. Ci viene chiesto di assumere altri debiti, noi non ce la sentiamo. Sarebbe, pertanto, da irresponsabili dire sì. Lo sport è parte integrante del nostro programma elettorale, ma non vogliamo che lo sport stesso sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento sulla città“, aveva dichiarato la sindaca di Roma in conferenza stampa nella giornata di mercoledì dopo aver disertato l’incontro con la delegazione dello sport azzurro in Campidoglio.
Malagò ha anche evidenziato l’impossibilità di una ricandidatura di Roma per i prossimi 20 anni, in quanto “bisognerà essere consapevoli della perdita di credibilità internazionale del nostro Paese“. Il volto triste di chi crede nello sport essendone anche il rappresentante a livello olimpico si schianta contro la soddisfazione di aver stanziato delle spese significative per i premi da assegnare ai propri atleti. “Siamo felici di aver speso questi soldi. Quello della candidatura è un tavolo a tre gambe, con Governo, Comune e Coni. Senza una gamba la candidatura cade per forza“, ha tuonato con compiacimento e amarezza Malagò, specificando, nel particolare, che le cifre espresse sono riconducibili al lordo.

Niccolò Campriani, due volte oro nella carabina a Rio 2016 (ph. Outdoorblog.it)

Niccolò Campriani, due volte oro nella carabina a Rio 2016 (ph. Outdoorblog.it)

Tra i 69 ricompensati, Niccolò Campriani, due volte oro nella carabina a Rio 2016, ha ammesso:”Non si può fare un’analisi solo con le cifre. Vi chiedo, avendo anche simpatizzato per voi, di entrare nel merito. Se aveste aperto il dossier… Con un no a prescindere e neppure con un sì a prescindere non si fa strada, bisogna entrare nel merito. Quando sarete al Governo, gli italiani vi chiederanno di fare delle proposte, cerchiamo di darci una mano. Speravo che voi faceste da garante per un’Olimpiade trasparente. Da cittadino penso: ma questo referendum consultivo che fine ha fatto? È stata una scelta politica e Raggi è nella facoltà di farla, ma in realtà – e qui faccio l’ingegnere – un romano su tre si è espresso a favore della Raggi considerando l’affluenza al voto. Che male c’è a fare un referendum? Chiedo di farlo, di coinvolgere i romani. Roma va salvata a prescindere, per i romani che vivono e lavorano a Roma. Ma è anche ovvio che l’Olimpiade potrebbe rappresentare un ulteriore impulso, una rivoluzione culturale come è avvenuto in tutte le città, come ad esempio a Londra, dove ho vissuto due anni dopo le Olimpiadi e dove l’anno dopo un sondaggio ha rivelato che malgrado i soldi spesi la gente, soprattutto i giovani sotto i 25 anni, era stracontenta di averle fatte. E non credo siano masochisti. Io sono dovuto emigrare negli Stati Uniti per laurearmi perché non riuscivo a proseguire la mia carriera“. Sulla stessa onda, anche Valentina Vezzali, prima schermitrice al mondo ad essersi aggiudicata tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre consecutive edizioni, ha confessato:”Il no della Sindaca Raggi obbliga l’Italia ad uscire sconfitta da una sfida senza nemmeno parteciparvi. Inoltre, non aver voluto incontrare il Presidente Malagò ed il comitato Roma 2024, dimostra una mancanza di rispetto non tanto nei confronti delle singole persone, ma verso ciò che queste rappresentano: lo sport italiano. l sogno di un’intera nazione si è trasformato in «capriccio» politico ed argomento da campagna elettorale“.
Ne beneficeranno sicuramente Parigi, Budapest e Los Angeles, città in corsa per i XXXIII Giochi Olimpici.

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