Prima regola: non prenderle. Il Bologna difende l’area ma trema ancora sulle fasce


Primo per ammonizioni ma anche per cross concessi, il Bologna sta lavorando con applicazione sulla fase difensiva dentro l’area. Helander in crescita

– di Marco Vigarani –

Se il Bologna è arrivato alla seconda sosta del campionato regalando un sorriso di soddisfazione ai propri tifosi, non si può certo dire che sia stato per merito dell’attacco. Avendo ancora negli occhi le giocate di Palacio e Verdi tale affermazione sembra un controsenso ma in realtà le cifre della Serie A ci rivelano che quest’anno Donadoni ed il suo staff stanno lavorando duramente sul geometrie e tempi della fase difensiva.

Filip Helander è protagonista di 6,2 spazzate a partita (ph. Zimbio)

Dopo sette giornate infatti il Bologna con soli 7 gol subiti può contare sulla quinta miglior difesa del torneo alle spalle di Inter, Juventus, Napoli e Roma e guida anche la classifica delle ammonizioni con ben 23 cartellini gialli (18 per azione fallosa) a cui però fortunatamente non ha mai fatto seguito quello rosso. I felsinei combattono su ogni pallone, superano le regole ma non perdono mai il buonsenso e questa è già una differenza enorme con quanto accadeva soltanto un anno fa. Si può e si deve ancora migliorare visto che comunque il Bologna è solo undicesimo per falli fatti (12,1 a gara) e quindi continua a commettere qualche ingenuità di troppo ma la fase di non possesso presenta dati sostanzialmente incoraggianti. Dimostrano tale applicazione tanto i 17,1 contrasti effettuati quanto i 14,3 duelli aerei a partita che vedono i rossoblù tra le prime squadre del campionato in entrambe le specialità ma forse la statistica più importante è quella che vede la squadra di Donadoni terza per tiri concessi da fuori area: il 51% li colloca alle spalle soltanto di Inter e Juventus. Nell’area di Mirante o di Da Costa insomma non si entra tanto facilmente e neppure è così semplice cogliere del tutto sbilanciato il Bologna che non ha ancora subito nemmeno un gol su azione di contropiede grazie ad un baricentro sempre basso e ad un’ottima compattezza tra i reparti.

Adam Masina subisce 1,5 dribbling a partita (ph. Zimbio)

Tra le note positive merita un cenno lo svedese Filip Helander che, consapevole dei suoi limiti tecnici, non si fa problemi a spazzare via il pallone (6,2 volte a gara) oppure ad immolarsi per respingere un tiro avversario (è accaduto 6 volte su altrettante presenze). Come già ricordato in precedenza però non possono essere solo rose e fiori ed infatti le statistiche evidenziano chiaramente la necessità di continuare a lavorare sulla difesa nella zona esterna visto che il Bologna risulta la squadra che concede più cross agli avversari: ben 27 in media a partita. In tal senso il più sollecitato della rosa è sicuramente Adam Masina visto che il 22% dei tiri arriva dalla sua fascia di competenza ed il terzino di origine marocchina subisce in media 1,5 dribbling a gara cercando però di sopperire con fisico ed agonismo: è infatti protagonista anche di 2,8 contrasti (come Mbaye) e 2 intercetti in media ad ogni incontro. Si tratta ovviamente di cifre parziali ma che fotografano un aspetto magari meno appariscente del lavoro quotidiano svolto a Casteldebole e che possono risaltare sottolineando che finora Mimmo Maietta, il miglior difensore disponibile in rosa, ha disputato una sola gara intera a causa di vari problemi fisici che continuano a tormentarlo.

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