Primavera fucina di disoccupati: la metà dei ragazzi non diventano calciatori


Il 51% degli ex Primavera dal 2015 non gioca in squadre professionistiche e solo il 5% è arrivato in A. E anche gli ex Nazionali Under non stanno meglio

– di Marco Vigarani –

Il 51% dei ragazzi usciti dalla Primavera abbandona il calcio professionistico

Nella giornata di ieri Repubblica ha presentato un’inchiesta interessante sul panorama del calcio giovanile e sulle prospettive lavorative che può offrire. Se infatti è ormai diventato un luogo comune affermare che sfondare nel mondo del pallone è un’impresa difficile che richiede tanti sacrifici, leggere i freddi dati fa davvero capire quanto sia dura la realtà. Prima di iniziare occorre una piccola specifica metodologica: quotidiano si è basato come campione di riferimento soltanto sulle squadre Primavera dei club di Serie A.

Analizzando tutti i ragazzi usciti dalle squadre Primavera a partire dalla stagione 2014/15 si scopre che appena il 5% di loro oggi è arrivato ad ottenere un contratto in A, l’11% si è fermato alla B, il 23% non è andato oltre la Lega Pro ed il 10% ha trovato fortuna all’estero. Resta un corposo e disarmante 51% che dopo appena un paio di stagioni non riesce a vivere di calcio: il 30% continua a praticarlo in formazioni di Serie D mentre il restante 21% fa parte di squadre di Eccellenza o addirittura ha smesso. In pratica per ogni ragazzo che è riuscito a coronare il proprio sogno di bambino di militare in Serie A ce ne sono altri dieci che invece si sono ritrovati ad essere praticamente disoccupati del pallone.

L’obiezione più ovvia riguarda la qualità dei singoli atleti visto che far parte di una squadra Primavera non implica necessariamente il possesso di doti fisiche, tecniche o mentali degne di un futuro da campione. La seconda analisi va quindi oltre e restringe il cerchio ai soli membri di squadre che negli ultimi cinque anni hanno vinto il campionato Primavera: ecco che si scopre che il 12% è arrivato in A, il 13% ha ottenuto un contratto in B, il 20% è in Lega Pro ed il 13% si è spostato fuori dai confini nazionali. Anche in questo caso però, pur alzando il livello del campione, troviamo un clamoroso 42% di atleti rigettati dal mondo del calcio visto che il 25% gioca in Serie D e l’ultimo 17% si divide tra Eccellenza e ritiro anticipato.

La disamina si chiude con un terzo livello di ricerca ancor più approfondita e che restinge il campo ad una vera e propria elite: quella formata da ragazzi che sono stati selezionati per la Nazionale Under 20 a partire dal 2011. Il 27% di loro oggi è in Serie A, il 42% è arrivato alla B (prevalenza assolutamente netta che racconta di come la Cadetteria sia già oggi di fatto assimilabile al più volte citato campionato riserve) ed il 23% si è fermato alla Lega Pro. Anche qui però resiste un dato significativo di ragazzi che in pochi anni sono passati dalla maglia Azzurra alla disoccupazione tra dilettantismo e rinuncia totale ai propri sogni di gloria: sono il restante 8% del campione.

Print Friendly



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *