Progetto Tavecchio con meno squadre e più giovani italiani


Il presidente FIGC Tavecchio ha presentato il suo piano di riforme per il calcio italiano che prevede la riduzione del numero delle squadre iscritte ai campionati ma anche uno snellimento ed un ringiovanimento delle rose

di Marco Vigarani

Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC

L’era di Carlo Tavecchio a capo della FIGC sta davvero per iniziare ed il progetto presentato accanto al consigliere delegato alle riforme Claudio Lotito potrebbe davvero dare un volto diverso al calcio italiano nei prossimi anni. La nuova coppia di potere del pallone tricolore ha infatti studiato una serie di innovazioni che dovrebbero portare ad una riduzione delle squadre nei vari campionati ma contemporaneamente anche ad un aumento dei giovani italiani nelle rose a loro volta ridotte.

Proprio il presidente laziale Lotito ha spiegato: “Puntiamo ad avere una riduzione delle rose fino a 25 giocatori già dalla prossima stagione pur consentendo alle squadre inadempienti un margine di tempo per adeguarsi. Si consentirà di snellire gradualmente l’organico con un provvedimento simile a quello preso quest’anno riguardo alle comproprietà“. All’interno dei 25 giocatori però troveremo ulteriori novità visto che ben 8 tesserati dovranno provenire dal settore giovanile di cui la metà da quello del club stesso. Resterà poi anche in vigore il limite già fissato dei due extracomunitari di cui però dovrà essere ulteriormente valutato il curriculum per aprire le frontiere del nostro calcio soltanto a calciatori realmente in grado di fare la differenza ed aumentare il livello complessivo del movimento senza ridurre inutilmente le occasioni per i giovani italiani provenienti dalle squadre giovanili.

Claudio Lotito, contestatissimo dalla tifoseria

Claudio Lotito, consigliere federale

L’altro tema bollente è poi quello della riduzione drastica del numero delle squadre partecipanti ai campionati professionistici. L’idea è quella di portare la Serie A a 18 club al pari della B (a cui potrebbe essere concesso di arrivare almeno inizialmente a 20) con uno snellimento anche dell’organico della nuova Lega Pro rispetto alle 60 formazioni che si sono presentate ai nastri di partenza pochi giorni fa. “La riforma dei campionati è la madre di tutte le battaglie – ha detto il presidente Tavecchioè inutile che ci giriamo intorno da anni e non concretizziamo“. Lotito è poi stato ancor più chiaro specificando: “È inutile nascondere che non siamo in situazioni floride: questa riforma consente l’autosussistenza economica del sistema. Abbiamo una serie di società che saltano e vogliamo evitare campionati all’insegna della precarietà“. I tempi per realizzare questa modifica profonda dei campionati sono ancora una volta piuttosto stretti e si parla di una rivoluzione da compiere nell’arco massimo di tre anni.

Il progetto di Tavecchio punta poi anche ad un aiuto economico al movimento del calcio femminile adottando una sorta di fair play finanziario che porti a creare un campionato con 12 formazioni legate ai grandi club maschili. Verrà poi portato avanti anche il tema della regolamentazione delle multiproprietà nel calcio professionistico che per Lotito appare decisamente importante vista la doppia presenza all’interno di Lazio e Salernitana e la grande vicinanza al Bari.

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