Può bastare Rosselli a risolvere due anni di problemi in Fortitudo?


Il momento della Fortitudo analizzato partendo dall’evoluzione degli ultimi anni della storia biancoblù fino al prossimo ingaggio di Guido Rosselli

– di Luca Corbelli –

Ed Daniel in azione

In soli tre giorni si è passati da ‘siamo stati inaccettabili’ al ‘si devono riscattare gli stessi’. Non è proprio la stessa cosa. A mio avviso la doppia o tripla veste di Boniciolli (peraltro da me sempre contestata) sta portando a galla situazioni di sfrido notevoli. Questa società ha sicuramente speso più di qualsiasi altra in questa A2 negli ultimi due anni accontentando anche in maniera eccessiva il proprio allenatore, ma non ha raggiunto l’obbiettivo desiderato e corre il rischio che non succeda nemmeno in questa stagione. Nel ricordare che in tre anni il “frullatore” ha macinato ben 33 giocatori diversi e che con l’arrivo di Rosselli saranno 34, vorrei non sentir mai più parlare di continuità e mi sento in obbligo di fare un passo indietro nel tempo.

La squadra che vinse la B e che poi con pochissime correzioni (i due Usa, Quaglia e Amoroso) sfiorò la promozione al primo tentativo soprattutto riavvicinò squadra e popolo Fortitudo. Questo accadde perchè era un gruppo con atletismo, fisicità e difesa asfissiante, gerarchie ben precise e fatta di uomini che nell’impresa della promozione in A2 avevano creato e consolidato uno spogliatoio granitico che sapeva (lo ha dimostrato con l’infortunio di Flowers) esaltarsi nelle avversità e andare oltre ogni limite. Proprio come i tifosi che nel momento più basso della loro storia sono riusciti nell’impresa, contro tutto e tutti, di fare in modo che esistesse una nuova Fortitudo.

Ma questo spirito si è perso immediatamente nel corso dell’estate successiva in cui si è rinunciato anzitempo a giocatori importanti (Carraretto, Daniel, Amoroso). È stata una stagione fatta di proclami prima sbandierati, poi celati e poi addirittura quasi negati, fatta di tagli di stranieri senza nemmeno dare loro il tempo di dimostrare il proprio valore (Roberts cambiato alla 5a giornata senza giocare le ultime 2 gare), fatta di sconfitte inopinate (Mantova-Imola-Piacenza-Udine in casa ed infine a Roseto) senza dimenticare l’inserimento di un giocatore avuto in prova per oltre un mese e poi a sua volta tagliato e tanto sbagliato da far rabbrividire chiunque ogni volta che in questa vita sentiremo pronunciare la definizione “giocatore di sistema”.

Justin Knox stoppato dal futuro biancoblu Giovanni Pini

Fondamentalmente si trattava di una squadra sbagliata nella scelta di due stranieri su tre, fatta da tre playmaker di cui nessuno adatto per vincere. Uno era di famiglia, definito prima uno dei migliori viventi e poi dopo qualche mese mediocre. Uno era giovane ed è passato da essere definito il play della Nazionale per i prossimi dieci anni ad essere quello che faceva perdere le partite perchè passava la palla agli avversari. Infine uno il cui ingaggio è sembrato inutile all’intero globo. Era una squadra che non aveva atletismo e fisicità, nessun giocatore verticale e soprattutto gerarchie ben precise, arrivando ad incassare un -22 e un -20 per due volte in Gara2 e Gara5 di semifinale con Trieste dimostrando anche l’incidenza fondamentale del fattore campo. L’annata si è comunque conclusa con 14 ingaggi con annessi e connessi.

La stagione attuale è cominciata all’insegna dell’abbandono del progetto giovani per affidarsi a una squadra esperta, competitiva e solida, dal consolidato vissuto cestistico e con un dogma chiaro da giugno: “Che tiri chi ha tiro, chi non ha tiro che vada a rimbalzo”. È l’unica assieme a Biella tra le candidate al ballo finale ad aver fatto la scelta dei due USA nel reparto esterni e che non ha mai fatto nessuno tra le formazioni promosse negli ultimi anni.

La Fortitudo oggi ha il solo 36enne Bryan come giocatore verticale ed un solo vero atleta esplosivo che è Amici. Ci sono poi un solo play (Fultz) ed un solo specialista nel tiro (Legion) insieme a diversi buoni giocatori ma uno solo davvero insostituibile ovvero Mancinelli. Si tratta di una struttura sbagliata perchè deficitaria nei ruoli chiave di play e pivot. Nel primo il 35enne Fultz potrebbe insegnare pallacanestro a chiunque, ma è solo ed è bersagliato da infortuni a ripetizione, nel secondo Gandini e Pini non garantiscono la fisicità e la tecnica richieste risultando più utili come buoni cambi con un pivot Usa davanti.

Rosselli è pronto per diventare un nuovo giocatore della Fortitudo (ph. Virtus)

L’arrivo di Rosselli migliorerà le cose? Chissà! Sicuramente la squadra più lunga e costosa dell’intera A2 ha sicuramente compiuto un atto di appropriazione a discapito delle altre pretendenti (“Dovevamo provare a portarlo qua e a non farlo andare da dirette avversarie” cit. Pavani). Si va così ad arricchire la fase di costruzione del gioco, perchè Rosselli ha dimostrato nel campionato scorso di essere il play occulto per buona parte della stagione ovviamente a discapito dell’atleticità, ma si inserisce anche nel gruppo uno dei due testimoni nella disputa Amici-Umeh per la squalifica del primo. Forse si restituirà il giocatore al suo ruolo tradizionale senza obbligarlo a pensare e a snaturare il proprio gioco fatto di istintività ed energia (lo abbiamo visto solo a Ferrara) che lo sta portando verso un taglio assurdo se si pensa che in estate in Virtus veniva definito “la miglior ala piccola della serie A2” e che doveva “giocare in una delle prime 4 squadre di A” e che adesso è diventato “un giocatore di talento con un carattere difficilmente gestibile”.

Quando Boniciolli si gira verso la panchina per attuare qualche cambiamento ha tanti buoni giocatori ma tutti molto simili tra loro e nessuno specialista. Sostanzialmente le squadre degli ultimi due anni hanno un vizio importante nella loro costruzione: la mancanza di un pivot atletico dominante e l’assenza di verticalità. Credo che gestire dodici giocatori quando si è già in difficoltà a gestirne dieci sia un’utopia ed un investimento inutile che crea solo malumori (difficile per chiunque se non infortunato accettare la tribuna) quindi ritengo necessario e doveroso il taglio di due giocatori. Non mi stupirei di quello di Legion anche se è l’unico tiratore vero della squadra per arrivare a quel lungo Usa che darebbe verticalità ed esplosività a tutto il reparto. Personalmente rinuncerei più volentieri a McCamey che non è certo il giocatore che ci fu presentato come solido ed in grado di difendere sui 2 e i 3 con capacità di condividere e risolvere le partite, ma piuttosto un ibrido indefinito che gioca meglio da guardia che attacca il ferro che da play. Si tratta di un tassello facilmente sostituibile da Cinciarini e dallo stesso Legion.

Provate ad immaginarvi un quintetto con: Fultz, Legion, Rosselli, Mancinelli e Daniel. Secondo me per gli altri rimarrebbero solo le briciole.

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