Quando anche il VAR non basta: il caso di Italia-Zambia e l’elemento umano


Ieri ha fatto scalpore il caso di Italia-Zambia in cui il VAR ha evitato un rigore ma non un’espulsione: ecco cosa dobbiamo imparare

– di Marco Vigarani –

L’arbitro Zambrano espelle Pezzella su consiglio del VAR (ph. Picenotime)

Prima ancora della sua entrata effettiva in vigore, in tanti hanno esultato all’introduzione del VAR nel calcio italiano pensando che la tecnologia potesse dare un colpo di spugna al passato cancellando ogni possibilità di errore. Ieri però improvvisamente ecco l’amaro e precoce risveglio dalle utopie di un calcio perfetto e proprio in una partita che vedeva coinvolta la Nazionale italiana. Ricapitoliamo in breve l’accaduto. Nella gara tra Italia e Zambia valida per i quarti del Mondiale Under 20, al 42′ del primo tempo l’africano Chilufya vola verso la porta italiana. Al limite dell’area il terzino azzurro Pezzella sfiora la spalla dell’attaccante che scarta il portiere Zaccagno e poi si tuffa a terra senza aver subito ulteriore contatto. A quel punto l’arbitro Zambrano, pur essendo completamente fuori posizione, concede il rigore tra le proteste giustificate dei difensori italiani. Ecco però l’intervento del VAR ed in particolare del collega Vigliano che analizza l’episodio dalla cabina di regia ed invia un messaggio al direttore di gara suggerendo di annullare la concessione del rigore procedendo invece all’assegnazione di un calcio di punizione dal limite con espulsione di Pezzella.

Pierluigi Collina sperimenta il sistema VAR (ph. Sportyou)

Una doppia valutazione corretta solo al 50% ma che induce l’arbitro a modificare completamente la propria decisione finendo per sbagliare e generare un danno importante per l’Italia che deve continuare così la gara in inferiorità numerica. Pur risultando formalmente ineccepibile (il VAR si utilizza solo in quattro casi: gol, rigori, espulsioni e scambi di persona), l’impiego della tecnologia ha dimostrato di non poter garantire l’ineccepibilità delle decisioni arbitrali. Probabilmente infatti la scelta corretta sarebbe stata la concessione di una punizione a favore dell’Italia con ammonizione di Chilufya per simulazione. Eppure anche la tecnologia ha bisogno dell’intervento dell’uomo che visiona le immagini, sceglie il tipo di suggerimento da inviare all’arbitro che a sua volta può decidere di approvarlo o rigettarlo. Zambrano addirittura si fida a tal punto del collega da scegliere di non rivedere in prima persona l’episodio. A questo punto sorge spontanea una riflessione: può bastare una telecamera per annullare davvero le polemiche o contestualmente servirebbe anche un corso di formazione per chi deve far applicare i regolamenti? Non possiamo dimenticare infatti che anche l’impiego degli addizionali d’area venne salutato con grande favore ma questi due ulteriori riferimenti in campo dal 2012 ad oggi hanno prodotto in media ben più costi che benefici.

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