Quattro Bologna per Donadoni contro l’Atalanta


Ieri pomeriggio il tecnico rossoblù Donadoni ha cambiato per quattro volte la disposizione tattica del suo Bologna provando anche una difesa a tre spuria e Brienza a centrocampo

– di Marco Vigarani –

Buona la prima per Donadoni sulla panchina del Bologna (ph. Schicchi)

Donadoni ha chiesto ben quattro cambi di modulo al suo primo Bologna (ph. Schicchi)

La vittoria del Bologna per 3-0 sull’Atalanta era talmente imprevedibile anche solo fino a ieri che i giudizi sull’operato di Roberto Donadoni nella manciata di giorni a disposizione a Casteldebole hanno subito portato all’esaltazione dell’ex tecnico parmigiano. La realtà però è ben diversa e racconta di una squadra che deve ancora iniziare davvero a lavorare agli ordini del nuovo allenatore macinando teoria e pratica, video e movimenti sul campo fino ad applicare con disinvoltura la traccia che l’allenatore bergamasco riterrà più opportuna. Già nel pomeriggio di ieri al Dall’Ara si è però intuito che la chiave del lavoro di Donadoni sarà la duttilità tattica e la richiesta primaria ai suoi giocatori sarà quella di poter interpretare più di un modulo anche nel corso della stessa partita: ieri sono stati almeno quattro i cambiamenti evidenti nell’identità dell’undici rossoblù, coincidenti praticamente con i tre cambi effettuati.

Minuti 1/45 – Il primo tempo ha messo in mostra un Bologna molto simile a quello della gestione Rossi, bloccato in un 4-3-3 prevedibile in cui gli esterni non cercavano mai il fondo ed i centrocampisti faticavano ad inserirsi finendo per intasare soltanto gli spazi costringendo il giovane play Diawara a sterili appoggi laterali. In fase di non possesso il Bologna risultava invece chiuso in un 4-5-1 in cui un esterno o un interno si alzava a dar man forte a Destro in un tentativo di pressing blando sul lato forte dell’azione.

L'ingresso di Brienza che si è posizionato a centrocampo

L’ingresso di Brienza che si è posizionato a centrocampo

Minuti 46/59 – L’ingresso di Maietta ha permesso a Donadoni di giocarsi la carta della difesa a tre (anche se in versione spuria) che potrebbe trasformarsi nel futuro tattico del Bologna. In copertura in realtà i rossoblù si disponevano con un quadrato 4-1-4-1 con Rossettini terzino destro ma in fase di possesso palla Masina si alzava trasformando il modulo in un più offensivo 3-4-2-1 con un movimento del singolo che Donadoni nella sua precedente esperienza a Parma chiedeva spesso a Cassani a destra o a Gobbi a sinistra per dare dinamismo ed imprevedibilità alla manovra.

Minuti 60/79 – Ottenuto il doppio vantaggio, Donadoni ha scelto di varare definitivamente un 4-1-4-1 in entrambe le fasi di gioco ma di inserire un fantasista come Brienza a giocare come interno di centrocampo per garantirsi qualità nella gestione del pallone ed imprevedibilità nello sviluppo dell’azione offensiva. Scelta coraggiosa e messaggio importante alla squadra per evitare di abbassare il baricentro e rinunciare a giocare: una carta a sorpresa che alla fine ha pagato portando alla perla del 3-0 siglata proprio dall’ex Cesena.

Minuti 80/94 – Confermato il 4-1-4-1 in copertura con Diawara schierato pochi metri davanti alla difesa, l’ingresso di Rizzo per Mounier ha portato maggiore dinamismo e forze fresche sulla destra consentendo di applicare in fase di possesso un 4-2-3-1 in grado di alleggerire la pressione sulla difesa nei minuti finali con Brienza tornato nel suo ruolo naturale di trequartista e la difesa bloccata con Masina e Rossettini larghi e la coppia Gastaldello-Maietta a difesa della porta.

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