Racing Club Campione d’Argentina


Il club di Avellaneda dove gioca Diego Milito, vince il campionato argentino dopo 13 anni dall’ultima volta. River Plate secondo dopo un entusiasmante testa a testa

– di Massimo Righi –

Diego Milito festeggia la vittoria del Racing (ph. olè.ar.com)

Diego Milito festeggia la vittoria del Racing (ph. olè.ar.com)

Il Racing Club di Avellaneda, è campione d’Argentina. L’Academia, così soprannominato per via dalla tradizione e delle vittorie del club biancazzurro nel secolo scorso, ha avuto la meglio dopo un lungo testa a testa in campionato con il River Plate campione uscente, fermatosi a due lunghezze dal Racing. E così, davanti a un Cilindro (lo stadio del Racing), stracolmo di gente che contava quasi 64mila presenze, il popolo albiceleste ha potuto festeggiare una vittoria meritata e di grande spessore.

La vittoria del torneo per il Racing è stata sancita dalla vittoria sul Godoy Cruz nell’ultimo turno di campionato, quando in virtù del gol dell’ex genoano Ricardo Centurion, l’Academia ha avuto la meglio sul Tomba, vanificando la concomitante vittoria esterna del River Plate sul campo del Quilmes. Al triplice fischio il Racing, una delle cosiddette “cinque grandi del calcio argentino”, si è laureato Campione d’Argentina dopo 13 anni dall’ultima volta. Curioso e indicativo il fatto che oggi come allora, a guidare la squadra al successo, sia stato l’ex interista Diego Milito. El Principe, 35 anni, dopo aver lasciato i nerazzurri in estate, aveva voluto fortemente tornare in patria per rivestire la maglia dell’amato Racing, squadra che l’aveva lanciato nel calcio che conta e che lasciò esattamente dieci anni fa per approdare al Genoa. “Tutto questo è un sogno – ha detto il campione argentino – ne vado fiero. È la ricompensa dopo tutto il lavoro fatto. Il Racing è la mia vita. Sono tornato per restare”.

La vittoria del Racing Club è ancor più speciale. Quello appena chiusosi era infatti il Torneo de Transicion, un campionato transitorio strutturato alla vecchia maniera, creato in attesa di aprire l’era di un campionato unico a 30 squadre, senza più Apertura e Clausura (recentemente chiamati Inicial e Final). Il progetto, ufficializzato già nell’aprile scorso, è stato confermato dagli organi federali nonostante le polemiche legate alla bontà della scelta. Sono infatti in molti a sostenere che si tratti di una scelta politica per generare più introiti a discapito dello spettacolo, che proporrebbe sfide di scarso interesse, dato l’allargamento del campionato a squadre meno competitive.

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