Ramagli: “Virtus, che emozione! Sarà il nostro anno zero”


Si è presentato alla città Alessandro Ramagli, nuovo coach della Virtus che ha mostrato idee chiare sul futuro del club bianconero

– di Marco Vigarani –

Trovato, Ramagli e Bucci (ph. Virtus)

Trovato, Ramagli e Bucci (ph. Virtus)

Dopo un lungo inseguimento, la Virtus ed Alessandro Ramagli hanno potuto celebrare il loro matrimonio e ieri sera si sono presentati per la prima volta insieme al proprio pubblico. Nella sede dell’Arcoveggio sono stati il presidente Bucci ed il gm Trovato a fare gli onori di casa premettendo che le notizie arrivate da Caserta di un iter completato per l’iscrizione alla A1 potrebbero non essere così nette e definitive come appaiono ora ma soprattutto confermando la totale convergenza di idee nella scelta del nuovo allenatore e la composizione dello staff tecnico formato da Cavicchi, Fedrigo, Largo e Voltolini. Ramagli ha poi iniziato la sua avventura bianconera dicendo: “Il fatto di essere davanti a tante persone mi conferma che questo non è un posto come un altro. Sono orgoglioso ed emozionato di essere stato chiamato dalla Virtus, una culla storica del basket italiano ed europeo. Ho già ben chiari i nostri punti di forza: un pubblico numeroso e competente, una società vicina alla gestione sportiva ed un vivaio importante. Da qui dovremo ripartire per rialzarci da una situazione complicata e ricostruire con la consapevolezza di dover essere sempre umili e uniti anche per gestire una pressione che sarà inevitabile ma che conosco già abbastanza bene dalle esperienze in luoghi come Pesaro e Siena. Adesso penso solo alla A2 e voglio lavorare su questa prospettiva chiedendo di non aspettarsi nulla di diverso: in ogni caso questo sarà un anno zero da cui ripartire“.

Alessandro Ramagli è il nuovo coach bianconero (ph. Virtus)

Alessandro Ramagli è il nuovo coach bianconero (ph. Virtus)

Ramagli poi introduce anche i suoi concetti sulla formazione della squadra partendo però da un’idea generale chiarissima: “Questo è un campionato duro che va affrontato con la maggiore cazzimma possibile unendo grinta ed umiltà anche se sappiamo che la storia della Virtus la dovrebbe portare ad essere altrove. Qui però dovremo lottare in 32 per una sola promozione e quindi l’aspetto motivazionale è decisivo: il talento non basta. In A2 conta sempre e solo sudare dentro la maglia che si indossa. Credo che i giocatori abituati alla categoria possano essere un valore aggiunto importante perchè sanno già come devono comportarsi a maggior ragione visto che vorremo dare un percorso da seguire ai nostri giovani ma saranno loro a doversi meritare spazio e considerazione. Se però vorremo far giocare i nostri ragazzi dovremo anche mettere nel roster qualcuno in grado di guardare loro le spalle quindi ovviamente in linea teorica non prenderemo due stranieri di 19 anni a meno che non si tratti di rookie che ci fanno davvero perdere la testa. I nostri giocatori esperti però saranno italiani mentre invece non ritengo che sia indispensabile un passaportato. Quello che conta davvero è che tutti i tasselli che ora ho in mente vadano poi davvero bene uno accanto all’altro“. Idee assolutamente chiare e precise che ora dovranno diventare fatti concreti grazie al supporto della società.

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