Real, Bale basta e avanza: in finale sarà derby con l’Atletico


Un tiro-cross del gallese deviato da Fernando regala la vittoria sul City e il pass per la finale di Milano, dove come due anni fa sarà derby con l’Atletico

– di Luigi Polce –

A Milano, solitamente, sono abituati a vivere il derby tra Milan e Inter. Per una notte però, all’ombra del Duomo andrà in scena una stracittadina diversa, ma ugualmente molto sentita. Soprattutto se si tratta di ‘revancha’, di rivincita, rispetto alla finale di due anni fa. Il Real Madrid supera di misura il Manchester City e ottiene il pass per l’ultimo atto della Champions League, dove troverà i cugini dell’Atletico Madrid. Basta un tiro-cross di Bale deviato in porta da Fernando per regalare ai Blancos la possibilità di vincere la ‘Undecima’.

Tutti ad abbracciare Bale dopo il vantaggio del Real Madrid (ph. zimbio)

Tutti ad abbracciare Bale dopo il vantaggio del Real Madrid (ph. zimbio)

Lo 0-0 dell’andata nasconde, almeno potenzialmente, parecchie insidie per gli uomini di Zidane, che deve fare ancora a meno di Benzema (dentro Jesè) ma recupera Cristiano Ronaldo, regolarmente al suo posto nel tridente dopo un’assenza che durava ormai dallo scorso 20 aprile. Il City di Pellegrini invece, alla caccia della prima finale della sua storia, conferma il 4-2-3-1 più propenso però a non prenderle che a darle, in una sorta di 4-5-1 mascherato con Aguero lasciato solo lì davanti in balìa della coppia Ramos-Pepe. Il Real Madrid conduce le danze sostanzialmente senza grossa opposizione, forte di una superiorità tecnica a metà campo che lascia poco spazio alle trame dei Citizens, costretti alla prima sostituzione al 12′ quando entra Mangala al posto dell’infortunato Kompany. Il vantaggio del Madrid è solo questione di tempo, e arriva al minuto 20 in maniera quasi fortuita: Otamendi tiene in gioco Bale, che da posizione defilata sceglie una soluzione mediana tra un tiro ed un cross. Fernando devìa in maniera impercettibile, ma quanto basta per far prendere al pallone una traiettoria imparabile per Hart: un bacino al palo lontano e poi via in fondo al sacco, il Real è avanti 1-0. I ragazzi di Zidane gestiscono senza affanni, l’unico pericolo arriva sul finire di frazione quando Fernandinho tenta la conclusione dalla distanza, che si va a stampare sul palo (44′).

Il palo colpito da Fernandinho al 44', unico vero brivido per Navas (ph. zimbio)

Il palo colpito da Fernandinho al 44′, unico vero brivido per Navas (ph. zimbio)

Nella ripresa ci si aspetta una reazione del Manchester City, che tra la gara di andata e il primo tempo del ritorno non ha praticamente mai provato a far male all’avversario, nemmeno col pensiero. Il copione non cambia nel secondo tempo, quando anzi il Real sfiora ripetutamente il bis in un crescendo di azioni pericolose: al 52′ Modric stoppa meravigliosamente un assist al bacio di Bale, ma a tu per tu con Hart si fa ipnotizzare dal portiere inglese, bravo a salvare anche su Ronaldo per ben due volte (55′ e 59′). Al 64′ invece è la traversa a respingere uno stacco imperioso di Bale, già pronto ad esultare. La risposta del City arriva solo al minuto 89 con un lampo di Aguero, che prova l’eurogol dai 25 metri non trovando la porta di Navas (ancora imbattuto in questa Champions al Bernabeu) per questione di centimetri. Ma è ormai troppo tardi per rimettere le cose a posto, e dopo 4′ la finale tutta spagnola diventa realtà. A Milano, il prossimo 28 maggio, sarà Simeone vs Zidane, sarà Real vs Atletico. Un pezzo di Madrid trapiantato in Italia. E chissà se il risultato sarà lo stesso rispetto a due anni fa, quando vinsero i Blancos di Ancelotti. Anche se, come detto impone, la ‘revancha’ è un piatto che va servito freddo.

Real Madrid (4-3-3): K. Navas; Carvajal, Ramos, Pepe, Marcelo; Modric (88′ Kovacic), Kroos, Isco (66′ James Rodriguez); Bale, Jesè (57′ Lucas Vazquez), Ronaldo. All.: Zidane
Manchester City (4-2-3-1): Hart; Sagna, Kompany (12′ Mangala), Otamendi, Clichy; Fernandinho, Fernando; Navas (69′ Iheanacho), Yaya Touré (61′ Sterling), De Bruyne; Aguero.
A disp.: Caballero, Kolarov, Delph, Bony. All.: Pellegrini

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