Real Madrid, è Undécima! Atletico beffato ai rigori


Dopo l’1-1 nei 120′, la Champions League va al Real Madrid di Zidane grazie ai calci di rigore, dove è decisivo l’errore di Juanfran. CR7 non sbaglia

– di Luigi Polce –

E alla fine fu Undécima. Il Real Madrid di Zidane alza la sua undicesima Champions League battendo ancora una volta i cugini dell’Atletico, in un copione per certi versi simile a quello scritto nella finale di due anni fa a Lisbona: il gol di Sergio Ramos, il pareggio al termine dei 90′, la sconfitta amara per i Colchoneros. In Portogallo bastarono i supplementari, a San Siro sono serviti invece i calci di rigore per assegnare il trofeo, dopo 120 minuti molto equilibrati. Decide l’errore di Juanfran (palo pieno), mentre CR7 è glaciale nell’insaccare il penalty decisivo.

Il vantaggio firmato da Ramos... (ph. zimbio)

Il vantaggio firmato da Ramos… (ph. zimbio)

Il racconto della partita. Nel primo tempo il Real Madrid si fa preferire all’Atletico per ordine, geometrie e possesso palla. Non che lo spettacolo sia memorabile, d’altronde la strategia dei Blancos è semplicissima: aggiramento sulle corsie delle due linee compatte disposte da Simeone nel 4-4-2, e convergere al centro per Benzema o chi per lui. In un contesto del genere, vanno benissimo anche i calci da fermo e proprio da uno di questi Benzema sfiora il vantaggio al 6′: punizione di Bale, palla che arriva dalle parti del francese che da distanza ravvicinata indirizza verso la porta di Oblak, bravissimo a respingere con un guizzo. L’Atletico prende paura e arretra il suo baricentro, cancellando il pressing alto e quel ‘cholismo’ così fondamentali nel cammino per arrivare fino a Milano. Ed allora, ecco il vantaggio del Real, scaturito da un’altra punizione: Kroos pennella nel cuore dell’area, Bale prolunga di testa e Sergio Ramos (in posizione di offside) corregge in rete beffando Oblak con un tocco da due passi. Per il capitano del Real il gol in Champions mancava da due anni, proprio da quella finale ripresa per i capelli grazie ad una sua rete a tempo ormai scaduto. Ci si aspetta la reazione dell’Atletico, ma la banda Simeone è stranamente poco dinamica e non riesce a trovare le solite ripartenze, con il solo Griezmann a tentare un timido assalto dalle parti di Navas. Al riposo è 1-0 Real.

... e il pareggio di Carrasco (ph. zimbio)

… e il pareggio di Carrasco (ph. zimbio)

La ripresa si apre con una mossa decisiva da parte del Cholo, che inserisce subito Ferreira Carrasco per uno spento Fernandez dando così un chiaro segnale ai suoi: baricentro più alto e maggiore spinta offensiva, alla caccia del pareggio. E dopo nemmeno un minuto, Pepe stende in area Torres regalando a Griezmann l’opportunità di rimettere in carreggiata l’Atletico: il francese calcia forte, troppo forte, e il pallone si stampa sulla traversa per la disperazione dei supporters biancorossi assiepati sugli spalti di San Siro. Ma la banda di Simeone adesso gioca in maniera totalmente diversa rispetto alla prima frazione, e subito dopo va ancora vicina al punto del pari, quando Savic non riesce a trovare la porta dopo una mischia nata da un corner. Chiaro che l’Atletico, scegliendo la via della spregiudicatezza, si espone anche alle veloci ripartenze dei Blancos, per due volte vicini al colpo del ko prima con Benzema, poi con una doppia chance per Cristiano Ronaldo e Lucas Vazquez: ma uno strepitoso Oblak e Savic salvano la baracca. Passata la paura, l’Atletico applica alla lettera le regola del “gol mangiato, gol subito”: combinazione tra Gabi e Juanfran, triangolo lungo che si chiude col terzino che di prima mette al centro proprio per Carrasco, che anticipa Danilo e insacca l’1-1 al minuto 79, prolungando la partita di altri 30′.

Il rigore decisivo di CR7 (ph. zimbio)

Il rigore decisivo di CR7 (ph. zimbio)

Nei supplementari succede poco o nulla, le due compagini denotano segni di stanchezza e non vogliono rischiare, si arriva così senza troppi sussulti ai calci di rigore. I primi 7 tiratori sono perfetti, arriva il turno di Juanfran che, visibilmente spaventato (si guarda la punta dei piedi senza mai fissare la porta) allarga troppo il piattone centrando in pieno il palo alla destra di Navas, che pure aveva intuito. Il match-ball capita ovviamente sui piedi di Cristiano Ronaldo, che trasforma con gran freddezza regalandosi una notte da eroe dopo una gara tutt’altro che brillante, complicata da qualche problemino fisico. Poco importa nell’economia del risultato finale: il Real Madrid è nuovamente campione d’Europa con Zidane che, dopo soli cinque mesi dal suo arrivo, si iscrive nell’esclusivo club di coloro i quali hanno alzato la coppa sia da giocatore sia da tecnico. A Simeone restano i rimpianti per la seconda finale persa in tre anni, che apre un periodo di riflessione su quello che sarà il futuro.

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