Record di espulsioni in Europa: allarme disciplina per il Bologna


Nessuna squadra in Europa ha lo stesso numero di espulsioni dirette e solo in due hanno collezionato più rossi del Bologna

– di Marco Vigarani –

Gastaldello viene espulso da Mascara in Bologna-Genoa 0-1 (ph. Sportmediaset.mediaset.it)

L’espulsione di Gastaldello in Bologna-Genoa
(ph. Sportmediaset)

Si può scandagliare a fondo tutto il calcio europeo dagli Urali fino all’oceano Atlantico ma nessuna squadra è davvero paragonabile al Bologna in quanto ad espulsioni. Che siano tutte corrette o meno a norma di regolamento, non si può negare che quello dei cartellini rossi stia diventando un pessimo vizio e quindi un problema da risolvere per Donadoni. Per trovare termini adeguati di paragone è necessario controllare tutti i campionati professionistici di massima categoria che abbiano iniziato la stagione tra i mesi di agosto e settembre pertanto il panorama risulta davvero ampio e diversificato: dalla Romania al Portogallo, dall’Irlanda alla Turchia. La Serie A si presenta come un’anomalia assoluta visto che le 12 espulsioni complessive rimediate da Bologna e Genoa non rispecchiano l’andamento generale del calcio europeo ma in particolare gli emiliani detengono un record assoluto con cinque cartellini rossi diretti ai quali si è aggiunto lunedì il primo per doppia ammonizione comminato a Pulgar. Per avere un primo termine di paragone si pensi che l’annata 2015/16 si è chiusa per il Bologna con 4 rossi diretti e 3 per doppia ammonizione.

Adam Masina è stato espulso contro la Lazio  (ph. Gazzetta dello Sport)

Un’espulsione dello scorso anno ai danni di Adam Masina (ph. Gazzetta dello Sport)

Partendo nell’analisi dalle maggiori competizioni si scopre un netto distacco tra le squadre italiane più indisciplinate e quelle straniere. Basti pensare che in Bundesliga e Premier League, campionati fisici ben più della nostra Serie A e tradizionalmente identificati con un gioco maschio, le formazioni più “cattive” hanno totalizzato tre espulsioni ciascuna con il Manchester City in evidenza grazie ai suoi tre cartellini rossi diretti. Situazione più grave nella Ligue 1 francese dove Lorient e Bastia hanno collezionato già quattro espulsioni mentre in Spagna il Malaga è arrivato a quota cinque, due dirette e tre per somma di ammonizioni. Evidentemente quindi nessuna delle squadre appartenenti alle principali competizioni europee ha raggiunto il livello del Bologna ma un paio di eccezioni si possono trovare. In Russia infatti il Rostow si è visto sventolare ben sette cartellini rossi così come il Glenavon, formazione che milita nella massima divisione del Nord Irlanda. In entrambi i casi però non solo i campionati di riferimento hanno percorso già qualche giornata in più nel proprio cammino, ma soprattutto le espulsioni dirette non sono arrivate al record di 5 detenuto dai ragazzi di Donadoni, guidati nella specialità da capitan Gastaldello.

L'episodio contestato dell'espulsione di Maietta a Bari (ph. Serie B)

Il rosso a Maietta in occasione di Bari-Bologna di Serie B (ph. Serie B)

Guardando al recente passato rossoblù scopriamo però che questa tendenze all’indisciplina, al gioco scorretto o alle proteste eccessive ha un precedente non troppo lontano nel tempo. Era infatti il 2014/15 ed il Bologna militava in Serie B. Ad inizio maggio quella squadra che stava vivendo il difficile periodo di transizione dalla gestione di Diego Lopez a quella di Delio Rossi divenne la più “cattiva” del campionato e riuscì addirittura a collezionare ben sei espulsioni in sette giornate consecutive. Si trattava evidentemente di una rosa molto diversa per età, formata in due momenti diversi con giocatori spesso di grande esperienza che però avevano come unico obiettivo la rincorsa ad una promozione che sembrava sempre più lontana a causa della grande cavalcata di Carpi e Frosinone. Incertezza e frustrazione potevano essere la causa scatenante di quel Bologna troppo focoso ma non possono rappresentare motivazioni valide per la situazione attuale in cui Donadoni, saldamente in sella, chiede serenità e determinazione e l’obiettivo dichiarato della salvezza non risulta oggettivamente in discussione.

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