Regno: “Il Bologna fa quello che può. Destro deve migliorare l’atteggiamento”


Analisi ampia del campionato di Serie A e dell’annata del Bologna compiuta dal tecnico Carlo Regno durante il Pallone Gonfiato Classic

– di Marco Vigarani –

Carlo Regno negli studi del Pallone Gonfiato

Da anni braccio destro di Davide Ballardini nelle avventure sulle panchine di tutta Italia, l’allenatore marchigiano Carlo Regno è stato ospite della puntata di lunedì sera del Pallone Gonfiato Classic proponendo interessanti riflessioni sul campionato italiano, sul Bologna e su tematiche di natura tattica. Per iniziare ecco un breve quadro della sua carriera: “A Cagliari una salvezza incredibile alla prima esperienza in A, a Palermo con una grande squadra chiudemmo a 52 punti, a Roma abbiamo iniziato bene con una Supercoppa ma l’ambiente è particolare. Infine a Genova in due anni abbiamo trovato uno stadio stupendo per giocare a calcio e persone concrete. Personalmente poi nel 2004 ho vinto uno Scudetto con gli Allievi del Parma avendo in squadra ragazzi come Rossi, Lupoli e Dessena“. A proposito della stagione dei rossoblù ha poi detto: “Il Bologna sta facendo un campionato alla portata dei giocatori che ha: non è una squadra fortissima e non bisogna dare colpe all’allenatore. Anzi. Ho allenato il Palermo e posso dire che non è tanto differente dal Bologna però è in fondo alla classifica quindi vorrà dire qualcosa. Contro il Genoa se Pandev fa il suo dovere entrando in campo magari poi si vince, invece domenica contro la Lazio servirà un’impresa perchè i capitolini sono fortissimi e la differenza di valori è assolutamente evidente“.

Regno ha allenato Destro all’esordio in Serie A (ph. Zimbio)

A proposito del comportamento del macedone poi ha ulteriormente approfondito dicendo: “Trovo inaccettabile che un dipendente si rifiuti di fare il proprio lavoro. Spero che il club prenda provvedimenti nei suoi confronti. Alla Juventus, società per la quale certamente non tifo, va detto che non sarebbe mai successo“. Inevitabile poi chiedere a Regno un parere su Mattia Destro, allenato proprio al Genoa ad inizio carriera: “Allora faceva panchina con Immobile perchè in attacco avevamo gente come Toni e Borriello ma è un ragazzo con una grande qualità che però deve anche cambiare atteggiamento a maggior ragione in una città come Bologna. Sicuramente come fisico e caratteristiche può giocare da centravanti perchè attacca lo spazio, usa bene entrambi i piedi ed è anche bravo a rifinire il gioco per i compagni mandandoli in porta con l’ultimo passaggio. Quando ci sono le qualità è già importante ed è più facile modificare la mentalità piuttosto che imparare qualcosa che non si è in grado di fare“. Riflessioni sul tema attaccanti allargate poi ad altri due suoi ex calciatori: “Borriello è un bel ragazzo ma soprattutto un professionista molto serio che non spacca affatto gli spogliatoi: ho un ottimo ricordo di lui. Acquafresca con noi a Cagliari fece benissimo e si conquistò il suo spazio ma lo ricordo anche da avversario a livello di giovanili ed era davvero temibile“.

Carlo Regno ai tempi della sua esperienza a Bologna (ph. Youtube)

Si è parlato poi con Regno anche di due tematiche sensibili della realtà bolognese: espulsioni nonostante pochi falli e manovra inconcludente. “In realtà fare pochi falli è un vantaggio a patto che poi si riconquisti la palla e proprio quelli meno fallosi sono sempre i difensori migliori anche perchè magari li fanno ma in modo furbo. Il giro palla è applicato anche dal Barcellona ma la differenza è tutta nell’ultimo passaggio: serve il lavoro degli attaccanti come fa il Sassuolo che negli ultimi 20 metri trova spesso l’imbucata decisiva. Trovare la quadratura comunque non è semplice perchè se poi verticalizzi sempre la gente chiede più gioco“. Anche una puntualizzazione metodologica sul metodo di Donadoni, pur nel totale rispetto del lavoro del collega: “Far allenare la squadra subito al lunedì penso sia una scelta valida a livello di recupero. Addirittura a Faenza avevo proposto di andare in ritiro subito dopo la partita alla domenica per vivere insieme le ore successive alla gara“. Infine spazio ad un ricordo della sua avventura in rossoblù: “La retrocessione a Bologna per me resta il più grande dolore sportivo perchè pensavamo di poterci salvare e con Diamanti ce l’avremmo fatta. Guaraldi non ci parlò di una sua possibile cessione al momento del nostro arrivo ma poi andò davvero tutto storto. Ci siamo presi le nostre colpe però voglio anche precisare che l’anno dopo in Serie A ha trovato spazio soltanto Kone“.

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