Ricordo di Mario Poltronieri, voce storica della Formula 1


Il ricordo di Mario Poltronieri, voce storica della Formula 1, nelle parole del direttore Alberto Bortolotti

– di Alberto Bortolotti –

E un’altra voce se ne è andata, ma stavolta l’ho conosciuta bene.

Inizio ’96, il Pallone Gonfiato (con Basketland) è su Rete 8, emittente del gruppo Ferretti. Il titolare conosce l’avvocato Bendinelli, che allora reggeva le sorti dell’Autodromo di Imola, dopo una carriere politica in DC. I figli frequentano lo stesso sport (scherma o pattinaggio, non ricordo).
Due anni prima la tragedia di Senna aveva scosso le coscienze e trascinato in tribunale tanti protagonisti della Formula 1, tra cui il legale toscano “naturalizzato” bolognese. Per curare l’immagine del circuito sulle rive del Santerno era stato contrattualizzato Mario Poltronieri, storica voce RAI del Circus a quattro ruote, ora in pensione.

Addio a Mario Poltronieri

Bendinelli propone a Ferretti un “magazine” tv curato dal suo consulente di prestigio, appunto l’ex telecronista. Ferretti chiama me per coordinarlo. Il titolo è “Imolasprint”, crasi tra la nostra capitale motoristica e il suffisso delle riviste della Conti Editore. Iniziamo a occuparci di tutto quanto non faceva parte del mondo Formula 1, ma presto mi rendo conto che la formula non funziona per niente. Allora prendo spunto da Basketland e propongo un magazine sulle corse, Motorland, di cui ho persino depositato (con Domenico Nanni !) il marchio. Iniziamo a parlare di Formula 1, che è poi il vero “core business” per i tifosi, e spostiamo le modalità da registrata a live e la collocazione alla domenica sera, diciamo post Domenica Sportiva, dopo le 23.
Poltronieri si circonda di vecchi draghi del motorismo commentato, arrivano i “graffi” di Marcello Sabbatini, le vignette di Giorgio Serra “Matitaccia”, poi Carlo Cavicchi, direttore di Autosprint, Guido Schittone, che lo sarà, Romolo Tavoni, già ds Ferrari, Franco Nugnes, la “mente” di SportAutoMoto, i fan club della Rossa, tutti i protagonisti di quel mondo passano da noi. Subito ci rendiamo conto che il titolo della trasmissione va personalizzato e allora viriamo definitivamente sul “Processo di Poltronieri“. Benchè Mario fosse diversissimo dal prototipo biscardiano: tanto popolarmente tronfio il molisano quanto signorile il milanese.

Mario Poltronieri con Enzo Ferrari

Da Italia 7 passiamo a Odeon Tv e ci installiamo direttamente in sala stampa dell’Autodromo. Prima epiche gozzoviglie nella cambusa dell’Enzo e Dino Ferrari poi in onda. E presto anche le moto, quando diventiamo il Processo al Gran Premio. Un gruppo di stagionate lame giornalistiche con un curatore, come il sottoscritto, estraneo a quel mondo, più giovane, ma armato solo del rispetto obbligato verso quei senatori, di cui Mario, già collaudatore prediletto da Carlo Abarth, era il “chief”. Nell’epoca pre-Sky mettevamo leggerezza emiliana e competenza brianzola al servizio di un pubblico affezionatissimo. Cantavamo le gesta epiche di Michael Schumacher e Valentino Rossi senza mai prostrarci verso la loro potenza e il fascino delle vittorie. Del resto Poltronieri e Sabbatini tenevano testa a Enzo Ferrari, Matitaccia dileggiava tutti con la forza di lapis e pennarello, battersi contro Todt (allora ds della Rossa) o l’onnipotente agente di Rossi, l’ex buttafuori Gibo Badioli e tutto il clan valentiniano sembrava un gioco da ragazzi. Delle volte lo fu, delle altre meno. A un certo punto tutto si sfilacciò, specie il circuito (Odeon perse i pezzi) e l’esperienza, purtroppo, finì. Ma non l’affetto tra i protagonisti.

La notizia luttuosa della dipartita di Poltronieri arriva mentre riparte la stagione: 38 gare tra Formula 1 e Motomondiale, 4 continenti coinvolti (esclusa solo l’Africa), 30 domeniche impegnate su un totale di 35 disponibili. Restano fuori tanti week-end, ma quando fa troppo freddo non si può correre, i team hanno bisogno di una pausa lunga, in inverno, e una corta, in estate, entrambe per mettere a punto i dettagli dei mezzi senza l’incubo della corsa nella festa successiva. Ci sono diverse polemiche per le sovrapposizioni, ma queste risultano inevitabili, dato che le discipline motoristiche più seguite debbono infittire il calendario per ammortizzare su più eventi i costi crescenti. E poi le sovrapposizioni non sono così cervellotiche, salvo il 27 agosto, Silverstone moto e Spa auto quasi alla stessa ora (slitterà la Motogp). Nel finale di stagione la Formula 1 va nelle Americhe, le due ruote sono in Asia e Oceania, fusi orari che non si disturbano. All’inizio capita il contrario, non si può certo dire che non si siano sentiti, gli estensori dei calendari.

Di sicuro non sentiremo più la voce di Mario come a Digione per il duello Arnoux-Villeneuve. Altri tempi, altra classe, altre persone.

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