Rimondi ammette: “Saputo ci ha convinti, Zanetti no”


Il socio Gian Paolo Rimondi parla degli avvenimenti di mercoledì sera in CdA e dei motivi che hanno spinto ad accettare la proposta degli americani

– di Marco Vigarani –

Gian Paolo Rimondi, socio e consigliere del Bologna

Gian Paolo Rimondi, socio e consigliere del Bologna

Dopo l’entusiasmo di Tacopina e Saputo ma anche dopo la delusione di Baraldi e Zanetti, parla uno dei soci del Bologna che mercoledì sera durante il CdA ha preso parte alla votazione con la quale la cordata americana ha ottenuto il via libera per procedere all’aumento di capitale e, se tutto andrà come previsto, acquistare il club. Intervistato durante “Scusate l’interruzione” su Radio International Bologna, il consigliere Gian Paolo Rimondi ha spiegato lo stato attuale delle cose: “In seguito al CdA abbiamo risposto alla loro lettera d’intenti firmata accettando la proposta nei tempi stabiliti e ora gli avvocati sono al lavoro per chiudere il contratto. In ogni trattativa fino a quando non c’è la firma può succedere di tutto ma credo e spero che non ci saranno problemi anche perchè non dimentichiamo che la proposta che ci hanno presentato, in caso di rinuncia, avrebbe valore legale“. Rimondi poi spiega perchè in pochi giorni si sia passati dal clamoroso ritorno di Zanetti all’accettazione della proposta di Tacopina e soci: “Il punto di svolta nella vicenda è stato proprio rappresentato dall’offerta degli americani che ci è sembrata più interessante degli scenari proposti da Zanetti che comunque va ringraziato per il suo impegno anche se l’atteggiamento tenuto in questa vicenda ha sicuramente influito sulla nostra valutazione finale. In teoria egli avrebbe potuto semplicemente far valere il suo diritto sull’aumento di capitale ma non so perchè non l’abbia fatto preferendo ritirarsi. Fino a quindici giorni fa, nonostante le richieste avanzate a Tacopina, non avevamo certezze sugli investitori presenti alle sue spalle ma ora Saputo ha rotto gli indugi e di fronte alle sue potenzialità economiche abbiamo avuto la certezza di lasciare il Bologna in mani sicure. Noi abbiamo sempre voluto essere certi di non lasciare questo bene della città nelle mani del primo arrivato“. Ancora qualche chiarimento riguardo a tempi e modalità del versamento del denaro pattuito: “Smentisco che Saputo abbia chiesto una proroga rispetto al termine fissato per il 15 ottobre. Inoltre preciso che non ci sarà alcun indennizzo per noi soci ma quello che gli americani verseranno a rate fuori dall’aumento di capitale servirà a Bologna 2010 per ammortizzare e quindi eliminare il mutuo dell’albergo di Carloforte. Per quanto riguarda il centro tecnico spero si vada avanti perchè il terreno è un patrimonio del Bologna ed il progetto è già stato approvato ma la decisione spetterà agli americani. Posso però dire che nel loro business plan era presente anche questa voce“.

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