Rimonte subite e cartellini, c’è lavoro per Donadoni


Donadoni a caccia di equilibrio per un Bologna che ha evidenziato due problemi importanti: le rimonte subite e l’eccessivo numero di cartellini

– di Luca Nigro –

Roberto Donadoni (ph. Zimbio)

Roberto Donadoni ha risollevato il Bologna (ph. Zimbio)

Da quando in panchina è arrivato Roberto Donadoni, il Bologna ha sicuramente cambiato passo. Diciassette punti in dieci gare sono un ottimo bottino. Rispetto alla gestione Delio Rossi, i rossoblu hanno triplicato la media. Il Bologna è passato da un avaro 0,6 ad un rinfrancante 1,7 punti a partita. Ma le prime venti giornate disputate sin qui, hanno evidenziato che la strada per raggiungere un giusto equilibrio è ancora lunga. Senza considerare le gare con Sassuolo, Palermo, Inter, Empoli e Chievo perse di misura al Dall’Ara, un dato che di certo va migliorato, e possibilmente non ripetuto, è quello delle rimonte subite. In ben quattro occasioni, la squadra di Donadoni si è fatta recuperare dopo essere passata in vantaggio. Addirittura in due di queste ha dovuto soccombere.

Gioia incontenibile per Destro dopo il rigore del 2-2

La gioia incontenibile di Destro dopo il rigore del 2-2 contro la Roma, una rara rimonta effettuata dal Bologna in stagione

La prima, quella che forse più di tutte ha lasciato l’amaro in bocca, è la sconfitta con l’Udinese del 27 Settembre. Dopo un ottimo primo tempo chiuso in vantaggio con il gol di Mounier, nella ripresa i friulani sono riusciti a ribaltare gelando il Dall’Ara. Sette giorni dopo altra rimonta. Stavolta lo scenario è quello dello Juventus Stadium. Dopo il secondo gol consecutivo di Mounier arrivato ad inizio partita, la Juventus fa sua la gara chiudendo con un 3-1 finale. Esonerato Rossi, arriva Donadoni. Con il tecnico bergamasco la squadra ritrova fiducia ma per altre due volte si fa rimontare. Stavolta però, riesce quantomeno a portare a casa un punto. Il 21 Novembre in casa con la Roma apre le marcature Masina. E’ un Bologna positivo che però va sotto nella ripresa grazie a due rigori concessi ai giallorossi. Ci pensa poi Destro nel finale, sempre dagli undici metri, a rimettere le cose apposto. In questo caso, il Bologna è stato bravo a riequilibrare un match che non meritava di perdere. E si arriva alla partita di domenica scorsa. Di fronte un’altra squadra capitolina, la Lazio dell’ex Pioli. Grande primo tempo dei rossoblu: 2-0 ed ospiti storditi. Nella ripresa, complice anche l’espulsione di Masina, arriva la rimonta dei biancocelesti galvanizzati dagli ingressi di Lulic e Klose. Al fischio finale sembrano più due punti persi che uno guadagnato.

Adam Masina è stato espulso contro la Lazio (ph. Gazzetta dello Sport)

Adam Masina è stato espulso contro la Lazio (ph. Gazzetta dello Sport)

L’inferiorità numerica, ha di certo determinato il risultato. Come la determinò il 14 Settembre quando Rizzo, si fece espellere nella gara di Genova contro la Sampdoria. Sul risultato di 0-0, il centrocampista rossoblu ad inizio ripresa, rimediò il secondo giallo ingenuamente lasciando la squadra in dieci e permettendo così alla Samp di fare sua la gara. L’unico cartellino rosso che non ha inciso sul risultato, è stato quello sventolato il 12 Dicembre a Diawara. Lo stadio è sempre il Marassi, di fronte stavolta c’era il Genoa. Il giovane guineano fu espulso in pieno recupero dopo la rete di Rossettini. Il fischio finale arrivò alcuni attimi dopo non precludendo la vittoria. Escludendo quest’ultimo caso, da quello analizzato si evince che Donadoni dovrà lavorare anche su queste situazioni. Sia le rimonte che i cartellini (gialli e rossi), rientrano nell’aspetto mentale. Quando la squadra migliorerà soprattutto su questo, allora si che potrà fare il tanto atteso salto di qualità.

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