Rio 2016: l’Italia va forte! Il punto sui risultati azzurri di ieri


La giornata dell’ 8 agosto 2016 ha regalato ancora soddisfazioni: dall’oro nella carabina 10 metri di Campriani all’argento nel tiro a volo di Pellielo

– di Tiziano De Santis –

Che Rio 2016 fosse colorata di azzurro lo si sapeva già. Ma la frequenza delle soddisfazioni provate nei giorni trascorsi sinora forse in pochi l’avrebbero prevista. L’attuale classifica del medagliere ci vede al 4° posto, con 3 ori, 4 argenti e 2 bronzi; meglio di noi, Stati Uniti, primi, e, di seguito, Cina e Australia.

Niccolò Campriani con al collo la medaglia d'oro vinta nella carabina 10 metri (ph. Corrieredellosport.it)

Niccolò Campriani con al collo la medaglia d’oro vinta nella carabina 10 metri (ph. Corrieredellosport.it)

A luccicare più di tutte è, nella giornata dell’8 agosto, la medaglia d’oro assegnata a Campriani nella carabina maschile ad aria compressa dai 10 metri: il fiorentino domina e raggiunge la finalissima, regalando il 3° oro all’Italia. Per il 28enne è l’ennesima conferma del proprio valore, visti gli argenti raggiunti nelle ultime due Olimpiadi. Ora, però, c’è qualcosa di diverso: la gara altro non è che un costante scontro ad eliminazione, modalità in cui Campriani si sta dimostrando senza rivali. Già in testa alle eliminatorie col punteggio record di 630,2, in finale arriva un netto 206,1 grazie a cui dell’ucraino Kulisch e del russo Maslennkov non rimane altro che la polvere dei secondo e terzo posto. Non male, per uno che “ha odiato il proprio sport“, come ha riferito lo stesso Campriani al termine della gara, essere ingegnere di se stesso e della propria tecnica sopraffina; non male rivelarsi la prima carabina italiana di costruzione propria a vincere un oro olimpico: già, perchè l’atleta è stato coinvolto in prima persona nella realizzazione e nel designe del fucile che oggi gli consente di sparare colpi millimetrici e di vincere l’oro.

Giovanni Pellielo con la medaglia d'argento vinta nel tiro a volo (ph. Coni.it)

Giovanni Pellielo con la medaglia d’argento vinta nel tiro a volo (ph. Coni.it)

L’argento vinto da Pellielo nel trap di tiro a volo è la conferma, per il giovanotto di ben 46 anni, della propria forza e, nel contempo, del proprio limite: il vercellese, infatti, nel suo palmares, è a quota 1 bronzo (Sydney) e due altri argenti (Atene e Pechino) prima della medaglia di Rio. La longevità sembra rivelarsi inversamente proporzionale alla lucidità e direttamente proporzionale alla costanza di Pellielo nell’essere un campione intramontabile. La maledizione dell’oro è l’unica macchia di un talento puro, superato, stavolta, dal croato Glasnovic agli shoot-off. Il veterano della squadra azzurra (e 3° medagliato più anziano di tutti i tempi) guarda già avanti, tuttavia, volgendo l’attenzione all’attesa di Tokyo 2020. Per Fabbrizi, invece, argento a Londra, solo al 6° posto il punteggio totalizzato.

Nella pallanuoto, il Settebello non delude, autore di due vittorie su due sinora: ad essere schiacciata è la Francia per 11-8; raggiunto il primo posto nella classifica del Gruppo B, il prossimo avversario sarà il Montenegro, sicuramente più forte della Spagna e della Francia battute fin qui, per non parlare di Croazia e Stati Uniti. Il cammino del nostro team acquatico sta, dunque, per accendersi.

Federica Pellegrini (ph. Corriereadriatico.it)

Federica Pellegrini (ph. Corriereadriatico.it)

Rimanendo in tema vasca, Federica Pellegrini, vinta la propria batteria dei 200 stile libero, riesce a raggiungere la finale grazie al 3° tempo di 1’55″44 scritto nelle semifinali (dietro alla Ledecky, campionessa mondiale, e alla Sjostrom). Alle 3.19 della notte italiana di mercoledì 10 agosto la nuotatrice di Mirano sarà impegnata in quella che lei stessa ha definito “la gara più veloce della storia in finale“.

Il disastro più clamoroso arriva, invece, dal volley femminile con le ragazze di Bonitta che vengono messe in ginocchio dalla Cina in 3 set su 3; per il team azzurro si tratta della 2° sconfitta consecutiva, dopo quella inflitta dalla Serbia con lo stesso brusco risultato. Sarà necessario vincere contro l’Olanda per sperare nella qualificazione: in caso di k.o., infatti, l’italvolley non potrà far nulla se non rimpiangere le occasioni perse.

Nel pugilato, Clemente Russo raggiunge i quarti grazie al 3 a 0 rifilato al tunisino ChaktamiVincenzo Mangiacapre, invece, superato il Messicano Romero, dovrà rientrare in Italia a causa della frattura allo zigomo subita nell’incontro.

Nel tennis, Paolo Lorenzi viene battuto dallo spagnolo Bautista Agut col punteggio di 7-6(2), 6-2. Sara Errani supera la ceca Strycova 6-2, 6-2 e raggiunge i quarti. Fognini e Seppi passano il turno grazie alla vittoria per 5-7, 7-5, 6-3 sui brasiliani Bellucci-Sa.

Nel torneo maschile di beach volley, la coppia italiana Carambila e Ranghieri piegano i canadesi Binstock e Schachter 2-1, nella partita del Girone A.

Nella canoa, Stefanie Horn è prima, grazie allo score totalizzato di 99.07 punti e 0 penalità, in attesa della semifinale del 10 agosto.

Nella scherma, Loreta Gulotta subisce una sconfitta ai quarti del torneo di sciabola dall’ucraina Kharlan: il brutto e severo punteggio di 15-4 ne è il testimone.

Nel tiro con l’arco, Mauro Nespoli vola agli ottavi grazie al successo sul kazako Duzelbayev (demolito 6-0).

 

 

 

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