Rio 2016 volge al termine: tutti i risultati azzurri prima del gran finale


Prima del tramonto dei Giochi Olimpici di Rio, l’Italia ha vantato di atleti impegnati nelle rispettive discipline: da Chamizo alle Farfalle, all’Italvolley 

– di Tiziano De Santis –

Spettacolo pirotecnico di chiusura dei Giochi Olimpici di Rio 2016. (ph. Postbreve.com)

Spettacolo pirotecnico di chiusura dei Giochi Olimpici di Rio 2016.
(ph. Postbreve.com)

Rio 2016 è ormai agli sgoccioli prima del gran finale. La cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici del Brasile ha il privilegio di tenersi nella bomboniera del Maracanà, in un carnevale di musica e coreografia. Tra la colonna sonora partorita da Alê Siqueira e la colorata arte frutto del pathos che tanto caratterizza il popolo giallo-verde, a sfilare con in mano il tricolore italiano è Daniele Lupo, argento, assieme al compagno di squadra Paolo Nicolai, dopo la grande  finale di beach volley giocata contro i brasiliani Alison e Bruno Schmidt.
Per l’Italia, si tratta della prima medaglia conquistata nella disciplina sopracitata, probabilmente uno dei motivi fondamentali, questo, della decisione del presidente del Coni, Giovanni Malagò, di affidare la parte di portabandiera del movimento atletico azzurro a Lupo.
Per il 25enne romano, la notizia si è rivelata un’ulteriore vittoria, dopo quelle di Copacabana e del titolo europeo, ma, soprattutto, dopo il momento più alto della propria vita, più che della propria carriera: il trionfo sul tumore che lo ha costretto ad allontanarsi dall’attività agonistica, in seguito ripresa con ottimi risultati.

Le ultime 24 ore di Rio 2016 narrano, a cominciare dalla notte del 21 agosto, dei non pochi rimpianti di Alessia Trost, specialista italiana del salto in alto, disciplina che l’ha vista sul tetto del mondo (allieve e juniores) e d’Europa (nella categoria Under 23). La 23enne di Pordenone non riesce a sfruttare l’occasione ghiottissima che si presenta dinanzi ai suoi occhi: basti pensare che il salto che vale l’oro, quello della 37enne spagnola Ruth Beitia, si rivela di 1.97 m. Dopo Mosca ’80, è la prima volta che per trionfare sul gradino olimpico più alto si scende sotto l’asta dei 2 m. Un vero peccato per la Trost, che si classifica dopo la statunitense Chaunte Lowe (4°), la croata Blanka Vlasic (bronzo) e la bulgara Mirela Demireva (argento). Oscura anche la gara dell’altra italiana impegnata nel salto in alto, Desiree Rossit, addirittura 16° con l’ 1.88 raggiunto dopo il secondo tentativo.

3’27”05 è il crono che imprigiona le staffettiste italiane Maria Enrica Spacca, Ayomide FolorunsoLibania Grenot e Maria Benedicta Chigbolu al 6° posto nella finale della 4×400. Pensare di aver conquistato l’ultimo atto con la stessa posizione non è, di certo, un gran bel conforto per le azzurre, costrette a vedere dal basso e lontane dal podio il sesto oro in carriera di Allyson Felix, già argento sui 400 e trascinatrice del team Usa nel capitolo conclusivo della staffetta. 3’19″06 è il tempo complessivo ottenuto dalle americane, che precedono, in tal modo, la Giamaica (argento, con 3’20″34).

Frank Chamizo con addosso la bandiera italiana dopo il bronzo conquistato contro Molinaro. (ph. Raisport.rai.it)

Frank Chamizo con addosso la bandiera italiana dopo il bronzo conquistato contro Molinaro.
(ph. Raisport.rai.it)

Nella lotta libera categoria 65 kg, l’italo-cubano Frank Chamizo, campione del mondo, esce sconfitto dal rivale storico Toghrul Asgarov, campione olimpico a Londra 2012 nei 60 kg. Il 24enne di Matanzas, sicuro nei propri mezzi e sempre libero dagli schemi di chi lo allena, si arrende al 6-4 finale a favore dell’azero, vedendo anche un reclamo di tutto il proprio team non accettato dalla giuria: nel finale, infatti, Chamizo schiaccia il proprio avversario grazie alla tecnica del pancia a terra, mossa che varrebbe 2 punti, se non fosse per un challenge richiesto e rispedito al mittente.
Il risultato insperato, tuttavia, non scalfisce definitivamente il morale del lottatore della spedizione italiana, che riesce a conquistare la 28° medaglia azzurra con il bronzo ottenuto grazie alla vittoria sull’americano Frank Aniello Molinaro. Per la verità, tra i due non c’è partita: Chamizo si conferma molto più forte del rivale, mettendolo in ginocchio e scacciandolo prepotentemente dal podio dei primi tre con un 5-3 complessivo. Da segnalare, nella giornata dell’italo-cubano, è un problema al braccio destro. Il bronzo è sempre meglio di niente, ma resta un pò di delusione per l’oro mancato e in orbita Chamizo prima del match contro Asgarov.

Un capitolo più in scuro che chiaro lo meritano le ragazze della ginnastica ritmica italiana: le Farfalle, che nella giornata di sabato volavano in finale grazie al 4° piazzamento, non riescono, nella domenica, a migliorarsi, in graduatoria, battendo le proprie ali meno elegantemente di Russia, Spagna e Bulgaria, rispettivamente premiate con oro, argento e bronzo. Bisogna, tuttavia, ricordare che il team ritmico femminile odierno, rispetto a quello coperto di bronzo a Londra, vanta di ben 4/5 di formazione diversa, con la sola Marta Pagnini rimasta in rosa con la fascia di capitano.

Nella maratona di 42 km e 195 metri di Rio, mentre Ruggero Pertile chiude in 38° posizione e Stefano La Rosa 57°, Daniele Melucci desiste, al decimo km, a un problema fisico: a svanire, con il suo infortunio e il conseguente ritiro, sono le speranze azzurre di ben figurare nella competizione, che vede vincere il keniano Eliud Kipchoge, alla 3° medaglia olimpica con il tempo di 2.08.44. Dopo di lui, a tagliare il traguardo sono l’etiope Lilesa e lo statunitense Galen Rupp.

Nella mountain bike, l’oro viene assegnato, come da pronostico, allo svizzero Nino Schurter, mentre il ceco Jaroslav Kulhavy e lo spagnolo Nicolas Coloma sono rispettivamente argento e bronzo. Mentre Luca Braidot arriva al debutto olimpico, Marco Aurelio FontanaPeter Sagan, partiti alla grandissima, si vedono privare dal fato avverso di un copione da protagonisti: entrambi gli azzurri, infatti, forano sulla stessa pietra, caso più unico che raro, scivolando alla larga dalle prime posizioni.

Il Brasile del volley esulta dopo la vittoria per 3-0 e l'oro ottenuti in finale contro l'Italia. (ph. Itasportpress.it)

Il Brasile del volley esulta dopo la vittoria per 3-0 e l’oro ottenuti in finale contro l’Italia.
(ph. Itasportpress.it)

Infine, nel volley, i padroni di casa del Brasile fanno propria un match giocato in maniera impeccabile contro un’Italia dalla ricezione e dall’attacco non degni dell’oro olimpico. La squadra di Bernardinho schiaccia da subito la nazionale di Blengini contro il muro sia sul piano psicologico sia su quello atletico e fisico: i 3 set a 0 rendono bene l’idea del miracolo tanto sperato quanto svanito in un nulla di fatto. Per il Brasile, quella conquistata è la terza medaglia olimpica, dopo quelle del 2004 e del 1992. L’Italia, invece, non riesce a sfatare il tabù oro, raccogliendo la 6° medaglia dal 1984 ad oggi (3 bronzi e 3 argenti): la metà dei trionfi azzurri, ma coperti di giallo, splendono, con quello di domenica, nel palmares della pallavolo brasiliana maschile dal 1992 ai nostri giorni.

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