Rischio Portogallo, Svezia out. Bene Islanda, Ungheria e Belgio


Ecco gli ultimi verdetti dei gironi: avanti con brivido il Portogallo con Islanda, Ungheria e Belgio. Eliminata la Svezia, passa l’Irlanda

– di Luca Nigro –

Finalmente si è svegliato Cristiano Ronaldo ed il Portogallo avanza (ph. Zimbio)

Finalmente si è svegliato Cristiano Ronaldo ed il Portogallo avanza (ph. Zimbio)

Se l’è vista davvero brutta, ma alla fine il Portogallo passa agli ottavi da ripescata. Chi l’avrebbe mai detto alla vigilia di questo Europeo che Cristiano Ronaldo e compagni avrebbero sofferto così tanto in un Gruppo definito come il più debole. Eppure i due pareggi con Islanda e Austria, hanno messo a serio rischio la qualificazione. Eliminazione che nel pomeriggio di Lione, si era anche materializzata per ben tre volte. L’Ungheria, vincitrice finale del Girone, ha messo davvero paura ai lusitani grazie ad una prova sopra le righe. La squadra di Storck, già qualificata, ha giocato a viso aperto ed è andata sempre avanti nel risultato con un gol di Zoltan Gera e la doppietta di Balazs Dzsudzak. Ma i portoghesi guidati da un ritrovato e monumentale Cristiano Ronaldo, sono riusciti ad agguantare per i capelli un Europeo che gli stava sfuggendo clamorosamente di mano. Senza alcun dubbio la partita di Lione, si può definire la più bella e spettacolare della prima fase. A partire forte è l’Ungheria che al 19’ è già avanti con Gera bravo ad indovinare l’angolino opposto con un sinistro da fuori area nato da una corta respinta della difesa lusitana su azione di calcio d’angolo. Pregevole lo stop di petto e la coordinazione. Il Portogallo non riesce a rendersi pericoloso ma trova comunque il pareggio poco prima dell’intervallo con Nani. Ronaldo riceve tra le linee verticalizzando per il giocatore del Fenerbache che, appena entrato in area fulmina, Kiraly. Per lui, seconda marcatura in tre gare. In avvio di ripresa ti aspetti che il Portogallo faccia la partita, ed invece a passare sono ancora i magiari. Punizione dal limite dello specialista Dzsudzsak, deviazione di Andrè Gomez e Rui Patricio è battuto. La paura di uscire clamorosamente dall’Europeo, sveglia Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse del Real prende per mano i suoi e due minuti più tardi, su cross di Joao Màrio, s’inventa un colpo di tacco pazzesco che lascia ammutolito Kiraly. Con questo gol, Ronaldo diventa il primo giocatore della storia ad aver segnato in quattro edizioni di un Europeo. L’Ungheria subìto il nuovo pareggio, non si da per vinta e poco dopo torna per la terza volta in vantaggio. Protagonista ancora Dzsudzsak che realizza grazie a un’altra conclusione deviata. Ronaldo sfoga tutta la sua rabbia per le disattenzioni difensive dei compagni trasformandola in carica agonista. Reazione che si finalizza al 62’ con la doppietta personale: stacco di testa perentorio in area e Kiraly non può far altro che guardare. E’ la rete che fissa il risultato finale. Prima però c’è tempo per assistere al clamoroso palo di Szalai a Rui Patricio battuto. Cinque gol in 21 minuti e occasioni a grappoli che certificano la spettacolarità del match. Adesso agli ottavi l’Ungheria affronterà domenica il Belgio. Per il Portogallo sabato a Lens ci sarà l’ostacolo Croazia.

Ungheria-Portogallo 3-3
Ungheria (4-2-3-1): Kiraly; Lang, Guzmics, Juhasz, Korhut; Gera (46’ Bese), Pinter; Lovrencsics (82’ Stieber), Elek, Dzsudzsak; Szalai (70’ Nemeth). All.: Storck.
Portogallo (4-4-2): Rui Patricio; Vieirinha, Pepe, Ricardo Carvalho, Eliseu; Joao Mario, William Carvalho, Joao Moutinho (46’ Renato Sanches), André Gomes (61’ Quaresma); Nani (81’ Danilo Pereira), Cristiano Ronaldo. All.: Santos.
Arbitro: Atkinson (Inghilterra).
Marcatori: 19’ Gera, 42’ Nani; 47’ Dzsudzsak, 50’, 62’ Cristiano Ronaldo, 55’ Dzsudzsak.
Note. Ammoniti: Guzmics, Juhasz, Gera, Dzsudzsak (Ung).

Gioia incontenibile per i tifosi ed i giocatori dell'Islanda che accede agli ottavi (ph. Zimbio)

Gioia incontenibile per i tifosi ed i giocatori dell’Islanda che accede agli ottavi (ph. Zimbio)

Nella seconda partita del Gruppo F, la piccola Islanda batte nel recupero l’Austria e fa la storia. Prima vittoria in un Europeo e memorabile qualificazione agli ottavi. Saint Denis è uno spettacolo di colori. Il bianco e rosso austriaco, ma soprattutto il blu islandese. Sono 10000 mila i tifosi islandesi presenti sugli spalti (per intenderci il 5% della popolazione totale). L’Austria, fin qui deludente, deve assolutamente centrare i tre punti ma si ritrova di fronte una squadra determinata, magari poco spettacolare, ma generosissima. Al 2’ Gudmundsson fa tremare i pali di Robert Almer colpendo di destro da oltre 30 metri. Gli austriaci faticano a fare gioco e l’Islanda ne approfitta intorno al ventesimo. Solita rimessa laterale lunga di Gunnarsson, Bodvarsson mette giù eludendo il diretto marcatore e batte Almer in diagonale. Lo svantaggio pian piano sveglia gli austriaci che poco prima dell’intervallo, si ritrovano una grande occasione per il pareggio. Skulason strattona in area Alaba e per il polacco Marciniak ci sono gli estremi per il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Dragovic che angola troppo e colpisce il palo alla destra di Halldorsson. Al rientro dagli spogliatoi il C.T. austriaco Koller getta nella mischia Schopf e Janko e la squadra cambia decisamente volto. Proprio il neo entrato Schopf al 60’ riequilibra le sorti del match dopo una bella serpentina conclusa con un preciso diagonale che non lascia scampo al portiere islandese. Il pari non serve all’Austria che alza il baricentro schiacciando nella propria metà campo l’Islanda. Halldorsson è miracoloso due volte su Schopf e Alaba. Le innumerevoli mischie e i calci d’angolo collezionati nel finale dai biancorossi, lasciano inevitabilmente il fianco ai contropiedi islandesi e in uno di questi, in pieno recupero, il neo entrato Traustason realizza il gol vittoria capitalizzando alla perfezione una situazione di 3 contro 1. L’Austria ancora una volta è costretta a salutare l’Europeo nella prima fase. Per l’Islanda invece esplode la gioia. Negli ottavi di lunedì a Nizza si troverà di fronte l’Inghilterra anche se il risultato passerà in secondo piano. Da ieri il 22 Giugno sarà il nuovo giorno di festa nazionale. Parola del C.T. Heimir Hallgrimsson.

Islanda-Austria 2-1
Islanda (4-4-2): Halldorsson; B. Sævarsson, Arnason, R. Sigurdsson, A. Skúlason; Gudmundsson (87’ Ingason), A. Gunnarsson, G. Sigurdsson, B. Bjarnason; Sigthorsson (80 Traustason), Bodvarsson (71’ T. Bjarnason). All.: Lagerback-Hallgrimsson.
Austria (4-2-3-1): Almer; Dragovic, Prodl (46’ Schopf), Hinteregger, Fuchs; Ilsanker (46’ Janko), Baumgartlinger; Klein, Alaba, Arnautovic; Sabitzer (78’ Jantscher). All.: Koller.
Arbitro: Marciniak (Polonia).
Marcatori: 19’ Bodvarsson, 60 Schopf, 94’ Traustason.
Note. Ammoniti Skúlason, Sightòrsson, Halldorsson (Isl); Janko (Aut).

Tutta la delusione di Ibrahimovic dopo l'eliminazione (ph. Zimbio)

Tutta la delusione di Ibrahimovic dopo l’eliminazione (ph. Zimbio)

Serviva una vittoria alla Svezia per sperare nella qualificazione ed invece un gol nel finale di Radja Nainggolan spegne le velleità degli scandinavi. Ibrahimovic, alla sua ultima partita in Nazionale, lascia la Francia senza vittorie ma soprattutto senza gol. Al Belgio bastava anche un pareggio per raggiungere il secondo posto, ma la formazione di Wilmots va oltre. I ritmi sin dalle battute iniziali sono intensi e la partita diventa piacevole con un azione da una parte e dall’altra. Al 3’ ci prova Witsel che da buona posizione non centra la porta. Due giri di lancette più tardi, è Beg ad avere sul destro il pallone del vantaggio ma la sua girata in acrobazia viene deviata da uno strepitoso Courtois. Al 12’ Lukaku sfiora il gol di sinistro. Larsson lo imita al 24’. Poco dopo De Bruyne impegna Isaksson in angolo. Sul capovolgimento di fronte è Ibrahimovic a sfiorare il palo con un diagonale in corsa. Allo scadere Belgio ancora vicino al gol. De Bruyne crossa in area per la testa di Meunier che da pochi passi non trova il bersaglio. In avvio di ripresa, la Svezia preme sull’acceleratore e prima con Ekdal e poi con il solito Ibrahimovic, mette i brividi a Courtois. Il Belgio decide di agire prevalentemente in contropiede. Al 65’ De Bruyne testa ancora una volta i riflessi di Isaksson superbo nel deviare in angolo il rasoterra indirizzato all’angolino. Poco più tardi il giocatore del Manchester City lancia in profondità Lukaku che tutto solo si fa ipnotizzare dall’estremo difensore svedese. Courtois alla mezz’ora è costretto a distendersi su una potente e velenosa punizione di Ibrahimovic. Al 79’ Lukaku dopo essersi liberato di Granqvist, calcia alto con il destro. Un minuto dopo, è il neo entrato Mertens a tentare la via della rete dopo una bella serpentina, ma Isaksson c’è. All’83’ la Svezia va ad un passo dal vantaggio e dalla possibile qualificazione agli ottavi. Su azione di calcio d’angolo Granqvist svetta di testa, Courtois stavolta è battuto ma De Bruyne salva sulla linea. Dal possibile gol svedese, si passa sul capovolgimento di fronte al vantaggio belga. Nainggolan riceve ai 25 metri e fa partire un destro terrificante che trafigge il bravo Isaksson. In pieno recupero, con gli svedesi sbilanciati in avanti, Benteke servito tutto solo in area da Hazard spreca clamorosamente. E’ l’ultima emozione di un match che sancisce il secondo posto dei belgi e l’eliminazione della Svezia. Dopo 7 anni il C.T. Erik Hamrèn lascia la panchina. Per il Belgio, domenica a Tolosa, la sfida contro la sorpresa Ungheria.

Svezia-Belgio 0-1
Svezia (4-4-2): Isaksson; Lindelof, Johansson, Granqvist, Olsson; Larsson (70’ Durmaz), Ekdal, Kallstrom, Forsberg (82’ Zengin); Berg (63’ Guidetti), Ibrahimovic. All.: Hamrèn.
Belgio (4-2-3-1): Courtois; Meunier, Alderweireld, Vermaelen, Vertonghen; Witsel, Nainggolan; Carrasco (71’ Mertens), De Bruyne, Hazard (93’ Origi); R.Lukaku (87’ Benteke). All.: Wilmots.
Arbitro: Brych (Germania).
Marcatore: 84’ Nainggolan.
Note. Ammoniti Meunier, Witsel (Bel); Ekdal, Johansson (Sve).

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