Rischio terrorismo sull’Europeo, UEFA e Francia vanno avanti


A meno di tre mesi dall’Europeo, iniziano a circolare timori per lo svolgimento della manifestazione a causa degli atti di terrorismo che sconvolgono l’Europa. La Francia però va avanti per la sua strada

– di Luca Nigro –

Il pubblico invade il campo dello Stade de France nella drammatica notte di Parigi (ph. Statesman)

Il pubblico invade il campo dello Stade de France nella drammatica notte di Parigi (ph. Statesman)

Gli attentati di Parigi e Bruxelles dopo aver evidenziato falle sui sistemi di intelligence e sicurezza dei due Paesi, hanno fatto accrescere esponenzialmente la paura in tutta Europa. Il terrorismo islamico ha dimostrato di non far distinzione di luoghi o eventi. L’obiettivo è colpire qualsiasi posto affollato, che siano locali notturni, teatri, ristoranti, aeroporti o metro non fa alcuna differenza. Ecco perché uno degli obiettivi sensibili sono e rimangono gli eventi sportivi, soprattutto gli stadi dove migliaia di tifosi accorrono ad assistere e tifare per le proprie squadre. Se il 13 Novembre allo Stade de France non ci fu l’ennesima carneficina, è solo grazie al ripensamento di Abdeslam Salah. Domenica scorsa, grazie alle informazioni in mano alle autorità turche, è stato annullato per il pericolo attentato il derby Galatasaray-Fenerbahce previsto alla Turk Telekom Arena di Istanbul e capace di ospitare 52000 spettatori. Belgio-Portogallo in programma martedì prossimo, si giocherà a Leira e dunque a campi invertiti. E’ chiaro, a questo punto, che tutta l’attenzione sia rivolta al prossimo Europeo in Francia. Il paese transalpino è il più colpito e continua ad essere sotto attacco. Un annullamento al momento, non è preso in considerazione ma l’ipotesi di poter assistere a delle gare a porte chiuse rimane. Lo ha dichiarato ieri l’ex presidente della Federcalcio Giancarlo Abete.

Euro 2016 (ph. UEFA)

UEFA e Francia non mostrano timori in vista di Euro 2016 (ph. UEFA)

Le sue parole però, sono state prontamente smentite dall’Uefa che in un comunicato affidato all’Ansa, allontana categoricamente questa ipotesi: “Siamo totalmente fiduciosi che tutte le misure di sicurezza necessarie saranno messe in campo per garantire un campionato europeo sicuro e festoso e, dunque, non è prevista la disputa di partite a porte chiuse”. Quindi per adesso il pericolo non c’è. Si va avanti come da programma. L’Europeo si farà normalmente. E’ quello che dichiara con fermezza il Primo Ministro francese Manuel Valls che in un’intervista rilasciata stamane alla radio Europe 1, tranquillizza tutti: “Sarebbe una sconfitta non far disputare i campionati europei, vorrebbe dire darla vinta ai terroristi. Eventi sportivi di questa portata, invece, servono. L’importante è che si svolgano nelle migliori condizioni e la Francia ha già dimostrato negli ultimi tempi di poter organizzare e ospitare grandi manifestazioni. Continueremo a dimostrarlo”. Nonostante le parole rincuoranti e di circostanza rilasciate da Valls e dall’Uefa, la paura rimane. Il rischio di assistere ad un grande evento come l’Europeo con pochi o addirittura senza spettatori, è alto. La sicurezza, e lo dimostrano i numerosi attacchi terroristici dell’ultimo anno, non è garantita come professato a parole. Lo stato d’emergenza non basta. Bisogna che una volta per tutte le politiche internazionali facciano l’interesse dei popoli e non i propri. Quando e semmai accadrà ciò, allora si potrà tranquillamente andare in un teatro, in un ristorante, in una metro o più semplicemente in uno stadio qualsiasi.

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