Ritardi dei pagamenti, slittamento del closing, svalutazione della moneta cinese. Milan, una cessione infinita ed estenuante


L’analisi delle problematiche che si celano dietro alla cessione del Milan alla cordata cinese. Tutte le incertezze di una trattativa lunghissima 

– di Tiziano De Santis –

Silvio Berlusconi con i trofei vinti da presidente dell’AC Milan (ph. Corriere.it)

Dubbi, certezze e perplessità, conditi da un malumore crescente di un presidente che ha portato il club in cima al mondo prima di essere travolto da un dei peggiori incubi della propria carriera. E’ un pò questa l’ombra che si cela dietro al Milan di Silvio Berlusconi, costretto ancora una volta a vedere il passaggio ufficiale delle consegne della proprietà slittare di un altro – l’ennesimo – mese. Le problematiche sono diverse, a dir la verità: in primis il pagamento di 420 milioni di euro a Fininvest per l’acquisto del 99.93% delle quote del Milan; in secundis, ma non di minor rilevanza, le certezze che una cordata come quella attualmente in trattativa può dare in futuro per il ritorno del Diavolo ai vertici del calcio mondiale, considerando il fatto che non ci sono ancora le fondamenta nel presente per un closing vero e proprio. I cinesi hanno già versato sin qui ben 200 milioni di caparra alla società finanziaria di Berlusconi. Il vero problema è: si può davvero aspettare un ulteriore mese per la fine dei conti? Ammesso che i conti quadrino, ovviamente. Se “Fininvest ha un dannato bisogno di vendere“, come ammette Giuseppe La Scala, rappresentante dei piccoli azionisti, il Silvio Berlusconi sembra sempre più stizzito dai vari ostacoli e incognite che si celano dietro una trattativa lunga ed estenuante, quasi ai limiti dell’impossibile. “O arrivano i soldi o mi tengo il Milan“, avrebbe dichiarato il presidente ai propri uomini di fiducia, a testimonianza di un’impazienza che cresce sempre più alla luce dei vari slittamenti della cessione a Sine-Europe Sports. Il silenzio di Galliani completa l’opera: l’amministratore delegato rossonero incarna, infatti, l’ulteriore prova, semmai ce ne fosse bisogno, dell’incombenza delle titubanze e dell’irresolutezza circa la questione. Nel caso in cui il cambio di proprietà non dovesse concludersi in favore della cordata cinese, i 200 milioni di caparra versati nelle casse della società milanese rimarrebbero validi alla luce di un contratto blindato. L’auspicio di Berlusconi che tutto vada per il migliore dei modi evidentemente non basta più. A maggior ragione se fossero veritiere le voci di un governo cinese contrario alle operazioni portate avanti dalla cordata interessata. La svalutazione della moneta cinese, in questo senso, di certo non facilita il tutto, anzi porta a un incremento dei costi sull’investimento. Tenersi il Milan, allora, potrebbe rappresentare la vera svolta di una negoziazione tanto lunga quanto estenuante per entrambe le parti in causa. Una nuova caparra di 100 milioni, la terza sinora, permetterebbe lo slittamento del closing di un altro mese, è vero, ma chi sono veramente i nuovi investitori? E’ questa la vera domanda che molti tifosi milanisti (e non solo) si pongono ormai da troppo tempo: i nomi delle società che verrebbero a comporre il fondo Sino-Europe Sports per arrivare alla somma di 620 milioni sono rimasti all’oscuro di ogni tipo di filtro. Il Sole 24 Ore ha cercato, nel frattempo, di risolvere la questione suddetta rivelando la lista degli investitori consegnata a Fininvest: accanto a Yonghong Li e Han Lì – stipulanti del contratto preliminare il 5 agosto 2016 – potrebbero esserci Haixia, China Construction Bank, China Merchants Bank, Huarong e un manager di Hong Kong. Ma al momento tale ipotesi è screditata dalla smentita di China Merchants Bank e Huarong circa il proprio interessamento nella cordata. I ritardi dei pagamenti e la nostalgia di Berlusconi nel lasciare in mano ad altri la propria creatura potrebbero dare un pò più di luce ad una trattativa che sembra non poter mai volgere al termine. E allora rimane solo un ultimo quesito da porsi: vale davvero la pena affidarsi, in futuro, a chi non riesce a costituire una certezza nel presente?

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