Roma rinuncia alle Olimpiadi, un’occasione persa per sempre


Riflessioni sul no alle Olimpiadi 2024 da parte del sindaco di Roma Raggi e sull’occasione unica sfumata per tutta l’Italia

– di Alberto Bortolotti –

Virginia Raggi ha detto no a Roma 2024 (ph. ANSA)

Virginia Raggi ha detto no a Roma 2024 (ph. ANSA)

La cosa che colpisce di più nella grottesca vicenda delle Olimpiadi romane sono le dimensioni degli schieramenti. Con la Raggi il “suo” popolo, salvo il fatto che presto o tardi non venga “pizzarottizzata” e allora claque, torcida e tifoseria dovrà inervitabilmente scindersi; in mezzo chi tenta di trovare una ratio a questo immenso casino, “aveva preso quell’impegno, è coerente, vediamo”, dimenticando l’impressionante serie di gaffe, sgarbi, manifestazioni di incapacità volute o inconsapevoli, “aiutateci, siamo la ggente”; dall’altra parte tutto il mondo dello sport, compatto, mica solo il CONI, atleti, dirigenti, semplici appassionati, che si scaldano, si indignano, protestano, provano a reagire contro la vuota esposizione di trite parole d’ordine raccattate sul blog della conferenza stampa post-minestrone (e bidone) di mercoledì.

E Malagò? Aplomb da vero tombeur des femmes. Giovedì eccolo farsi galante, baciamano alla Sindaco, “una donna non deve mai chiedere scusa”. Poi, verranno le cause legali, e saranno salate. Intanto, una (forse antiquata) lezione di stile.

Montezemolo e Malagò sognano le Olimpiadi a Roma nel 2024 (ph. La Stampa)

Montezemolo e Malagò facevano squadra nel comitato Olimpico (ph. La Stampa)

Virginia Raggi fa parte di quel contesto elitario, presuntuoso e auto-referenziale che pensa che lo sport sia inutile. Lo dicono i suoi atteggiamenti, lo dice il suo candido presentarsi in conferenza stampa (con applausometro al seguito, roba che in un contesto civile dovrebbe comportare l’immediata levata di scudi della stampa e dire grazie, ma se è “Il Grande Fratello” noi salutiamo) e affermare che l’indomani si sarebbe presentata a Roma la tappa del “Momdiale Europeo” di calcio. Proprio così,. una esibita ignoranza che fa tanto atteggiamento alternativo ma cozza con professionalità e rispetto del (proprio, anzi tutto) ruolo. Se mancano le briglie, articolare un pensiero è complesso. Documentarsi, magari sui libri e non sull’onnipotente web, chissà, è troppo per l’ex legale di complemento dello studio Previti?

L’Italia ha perso, credo per sempre, la chance di fare un grande evento polisportivo. Molti esulteranno. Lo sport vive di sogni e il “Movimento” (per me è un partito come gli altri, delle volte peggio, ma mi sbaglierò…) li ha spezzati con la solita banale caterva di scuse “difensive”.

Io tremo al pensiero dei romani, i quali però hanno assorbito tanto nella loro storia che credo sopravviveranno anche stavolta. “Nun je dà retta, Roma, che t’hanno cojonato…

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