Rossi: “E’ tempo di passare dalle parole ai fatti”


Il tecnico rossoblù ha fatto il punto della situazione alla vigilia della cruciale sfida contro il Carpi, dopo una settimana in cui si è parlato tanto di chi possa prendere il suo posto sulla panchina del Dall’Ara

– di Luigi Polce –

Delio Rossi oggi in conferenza stampa (ph. zimbio)

Delio Rossi oggi in conferenza stampa (ph. zimbio)

Settimana a dir poco complicata quella appena trascorsa dal Bologna e da Delio Rossi, costretto a preparare la fondamentale partita contro il Carpi mentre i nomi dei papabili sostituti spuntavano come fossero funghi: “Fa parte di questo mondo: se su otto partite ne perdi sette può succedere una situazione del genere – ha ammesso oggi Rossi nella consueta conferenza stampa della vigilia -. Io la vivo come l’ho vissuta già altre volte in passato, penso positivo e mi auguro che domani per me non sia l’ultima partita, ma la prima di un nuovo ciclo. Un solo risultato a disposizione? Non penso, non puoi fare un ragionamento del genere con trenta partite davanti, anche se è ovvio che tutto è legato alla prestazione. La nostra non mi sembra una squadra passiva, che non ha un barlume di gioco o un progetto. C’è da migliorare, quello è vero, ma se la squadra non avesse avuto le cose che ho appena detto allora ci sarebbe stato un cambio in panchina. Io sono del parere che l’allenatore va cambiato solo quando la squadra non lo segue più, ma non so come si ragiona da dirigente e nel caso la società fosse di diverso avviso non potrei entrare nel merito del discorso. Posso solo dire che io, sinceramente, non mi sento messo in discussione dal club”. Miglioramento significa anche provare a fare qualcosa in più rispetto alle precedenti uscite, nonostante contro il Palermo si sia visto una delle migliori versioni del Bologna 2015/16: “Con il Palermo miglior partita? Però abbiamo perso. E’ una situazione spiacevole anche per i ragazzi: dobbiamo lavorare e migliorare, il potenziale c’è e la strada da seguire è questa. Ci sono certe cose fatte meglio e altre ancora non bene, molte volte siamo ingenui e poco attenti, adesso comunque è tempo di passare dalle parole ai fatti, altrimenti i punti non li fai. Onestamente non ho mai pensato che sia meglio giocare male e vincere piuttosto che il contrario, alla lunga son convinto che la ragione sarà dalla nostra parte”. Si spera che la ragione possa essere dalla parte dei rossoblù già contro il Carpi, che ha vissuto una vigilia altrettanto movimentata per via della querelle legata allo stadio ‘Braglia’: “Non so com’è stata la loro vigilia, conosco la nostra – ha sentenziato il tecnico riminese -. Per noi è una partita delicata contro una diretta concorrente, sul loro campo, dove dobbiamo cercare quei punti che non abbiamo ottenuto fino ad oggi. Il Carpi è una squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato in carrozza, sorprendendo un po’ tutti. Molti di quel gruppo sono rimasti, e come ho già detto in questo modo riesci a mascherare qualche lacuna, soprattutto grazie alla voglia che hanno di dimostrare che meritano la categoria conquistata sul campo. Ho grande rispetto per questo tipo di squadre, poi vediamo cosa succede a fine campionato”. Per il delicato match potrebbero esserci delle scelte importanti di formazione, prima fra tutte l’esclusione di Destro. Rossi resta abbottonato, facendo però trapelare qualcosina: “Per la prima settimana ho quasi tutti a disposizione, non mi era mai capitato ed è un buon segnale. Sceglierò la formazione più logica, sapendo che qualcuno avrà un’autonomia limitata. Krafth è pronto e c’è la possibilità di vederlo in campo, per quanto riguarda Giaccherini invece vi dico che sono un testone, e che comunque non è detto che debba ricapitare la stessa cosa (ricaduta dopo il rientro dall’infortunio nel match contro l’Udinese), altrimenti non giocherebbe mai. Destro? Ad oggi, prima dell’allenamento di rifinitura, sono tutti a disposizione. Secondo me contro il Palermo ha fatto una partita discreta, la squadra lo ha assistito ma lui può far meglio: abbiamo fatto nove tiri in porta, non penso sia poco. In questo momento, il suo problema sono le aspettative: se un giocatore non estrinseca più le qualità che ha fatto vedere in passato, uno si deve interrogare per capire qual è la medicina migliore. Sin qui ha dimostrato poco, e bisogna trovare la chiave di volta: farlo giocare, dargli un turno di riposo, aspettarlo. Una cosa è certa: se andiamo avanti così, non arrivo molto lontano”.

 

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