Rossi: “In discussione mi ci metto da solo, sulla Juve dico…”


Il tecnico rossoblù, presente al Bologna shop in Galleria Cavour per la presentazione del libro “Romano Fogli. Classe e lealtà mondiali”, ha raccontato alcuni aneddoti sul suo ex allenatore, protagonista del volume, con uno sguardo anche alla Juventus e alla sua situazione

– di Luigi Polce –

Delio Rossi e Romano Fogli, insieme in Galleria Cavour per la presentazione del libro "Romano Fogli. Classe e lealtà mondiali" (ph. 1000cuorirossoblù.it)

Delio Rossi e Romano Fogli, insieme in Galleria Cavour per la presentazione del libro “Romano Fogli. Classe e lealtà mondiali” (ph. 1000cuorirossoblù.it)

Camicia bianca sotto una giacca altrettanto bianca, pantaloni sul rossastro, scarpe da ginnastica e un volto che nasconde pensieri e tensioni frutto di una settimana turbolenta, che ha portato in dote al Bologna due sconfitte e qualche malumore di troppo: questo il ritratto odierno di Delio Rossi, accorso questo pomeriggio in Galleria Cavour in occasione della presentazione del libro di Giuliano Musi Romano Fogli. Classe e lealtà mondiali“, il quale racconta le gesta di un grande uomo di calcio che, tra i tanti, ha allenato anche lo stesso Rossi durante la stagione 1983-84, nel Foggia di cui l’attuale tecnico rossoblù era capitano. Proprio sui trascorsi in Puglia, Rossi racconta un aneddoto ai presenti: “Foggia non è grandissima – esordisce – ed è capitato dunque che le nostre mogli si conoscessero in tribuna durante gli allenamenti. Mia moglie ha invitato Fogli e sua moglie a casa mia, e dopo i convenevoli di rito ha offerto un po’ di vino a Romano, dicendo che lo aveva portato mio padre: lui assaggia, non dice nulla, e la serata procede normalmente. Quando sono andati via, assaggio anche io questo vino e mi accorgo che ci eravamo sbagliati: quello non era vino, era aceto. E lui non aveva detto nulla , dico questo per farvi capire che tipo di persona è Romano”. “Mi faceva digerire” aggiunge Fogli, strappando una risata ai presenti.

Ancora altri aneddoti, legati stavolta al Fogli allenatore in seconda di Giovanni Trapattoni, alla Fiorentina, con protagonisti diversi nomi  “forti” come Batistuta, Rui Costa ed Edmundo che fanno battere forte il cuore agli appassionati più romantici. Poi, una volta esaurito il tempo delle foto e delle dediche sulle copie del libro, disposte in bella vista al centro del negozio del Bologna, si passa alle tematiche di più stretta attualità. E qui il volto di Rossi lentamente cambia, si trasforma, quasi si incupisce. Delio non vorrebbe parlare di tematiche che vanno al di là dell’evento ma, punzecchiato dai giornalisti presenti, analizza così il momento della Juventus prossima avversaria dei rossoblù in campionato: “Noi siamo giudicati dai risultati, ed è normale che quando sei incudine ti devono battere. La Juventus ha messo in atto una ricostruzione, e quando fai un procedimento simile hai bisogno di tempo, non è facile sostituire tre pezzi importanti come Pirlo, Tevez e Vidal, che ti facevano vincere le partite. Poi magari quelli che sono arrivati, giocatori altrettanto importanti, diventeranno più bravi di quelli che sono andati via, ma in questo momento mi sembra ingeneroso giudicare un allenatore che si trova a vivere questo salto generazionale “. Discorso che calza a pennello per Allegri ma pure per il suo Bologna, anche se Rossi preferisce non azzardare un tale paragone, che pure ci starebbe. Il tempo comunque, almeno a parole, glielo ha dato Pantaleo Corvino, che domenica scorsa nell’immediato post partita ha ribadito fiducia piena al tecnico: “A me non ha detto nulla, abbiamo parlato di altro – il commento di Rossi – Sicuramente certe parole fanno piacere, ma per come sono fatto io non ho bisogno di essere messo in discussione: mi ci metto da solo, nel momento stesso in cui firmo il contratto”.

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