Rossoblù ko anche a Udine: il Bologna di Saputo è il più sconfitto della storia


Il Bologna chiude l’anno con la 21esima sconfitta stagionale. Il gol di Fofana premia l’Udinese contro i rossoblù ormai chiaramente in vacanza

– di Marco Vigarani – 

Sono passati nove mesi da quando il Bologna ha iniziato la sua stagione sfidando il Torino, oggi l’anno si chiude a Udine. In mezzo tanta noia, troppe sconfitte e purtroppo anche numerose polemiche che hanno avvelenato le ultime settimane in una vera escalation di rabbia e nervosismo. Per quella che potrebbe la sua ultima recita in rossoblù Donadoni sceglie forzatamente alcune seconde linee con Orsolini, Avenatti e Torosidis in campo nel 3-5-2 che sfida il 4-4-1-1 di Tudor a caccia del punto decisivo per la permanenza in Serie A.

Fofana festeggia il gol che salva l’Udinese (ph. Zimbio)

Sono subito i padroni di casa a farsi vivi in attacco con Jankto che però non inquadra la porta da posizione favorevole a differenza di Samir poco dopo sugli sviluppi di un calcio d’angolo che chiama De Maio alla ribattuta nell’area piccola. È viva l’Udinese che costringe gli emiliani a chiudersi senza riuscire praticamente a passare la metà campo e al 18′ una palla persa da Crisetig regala l’ennesima sortita friulana che si conclude con l’incrocio dei pali colpito da Stryger Larsen. Tocca poi a Da Costa (in campo per un attacco di lombalgia di Mirante) salvare il risultato sulla conclusione di De Paul ma il gol è solo questione di tempo e al 30′ tocca a Fofana infilare la palla in rete con un diagonale preciso successivo alla solita palla persa dal Bologna con successiva dormita colllettiva del reparto arretrato. In teoria arriverebbe immediato anche il raddoppio ma la segnalazione del fuorigioco risparmia il colpo al cuore dei tifosi felsinei. Arriva però una nota di cronaca anche per il Bologna con l’infortunio di Orsolini che deve lasciare il posto a Krejci. L’ottima Udinese si vede negare anche un rigore nel finale di un primo tempo assolutamente dominato in cui il Bologna non ha costruito nemmeno un’occasione da rete.

Mercoledi Saputo potrebbe cacciare Donadoni ma i problemi veri sono altrove (ph. Zimbio)

Il segno della gara non cambia ed in avvio di ripresa Da Costa deve salvare prima su Lasagna poi su Barak mentre i compagni di movimento continuano a non giustificare il proprio viaggio verso Udine. Donadoni cerca una scossa operando il secondo cambio: tocca a Falletti entrare al posto di Avenatti. Proprio l’uruguaiano cerca di scuotere i suoi con una percussione centrale e poco dopo anche con il primo tiro in porta dei rossoblù. Al 67′ però nuovo palo dei padroni di casa con De Paul al termine di una ripartenza poco prima che Lasagna lasci il posto a Perica e Widmer prenda in posto di Barak per le prime scelte anche di mister Tudor. Verdi cerca un tiro velleitario e per gli ultimi dieci minuti viene raggiunto anche dall’amico Di Francesco che entra in campo al posto di Poli. Ultima sostituzione anche per i bianconeri con Pezzella che rileva Hallfredsson ma ormai la gara non ha più nulla da offrire.

Il Bologna di Saputo offre così la 21esima sconfitta ai suoi tifosi segnando un nuovo record nella sua storia nata nel 1909 e che oggi viene infangata da una proprietà che aveva promesso qualcosa di molto diverso. Nelle prossime ore magari pagherà Donadoni, nelle prossime settimane cambieranno aria alcuni giocatori protagonisti di una stagione indecente, ma dovrebbero cambiare la mentalità e l’approccio di una dirigenza e di una proprietà che in tre anni non sono riusciti a segnare praticamente nessun passo avanti. A meno che non si chieda alla città di Bologna di festeggiare la salvezza con fuochi d’artificio e caroselli per le strade.

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One thought on “Rossoblù ko anche a Udine: il Bologna di Saputo è il più sconfitto della storia

  1. Castoro 1956

    A Bologna si festeggerà con fuochi d’artificio solo all’annuncio dell’esonero di Donadoni. La piazza è satura, una dirigenza seria avrebbe dovuto proteggere la tifoseria non un allenatore indifendibile. Sono molto deluso dell’atteggiamento dei responsabili. Ora il presidente è spalle al muro, avrebbe potuto e dovuto dare un segnale di interesse e di affezione ma purtroppo il suo silenzio ha creato molti malumori. Si è permesso a Donadoni pronunciare parole offensive verso i tifosi, prenderli in giro, continuare con protervia e arroganza a guardare tutti dall’alto verso il basso. Restiamo in serie A ma siamo una società di serie B, fa male doverlo riconoscere. Per riconquistare credibilità occorre un messaggio forte subito, via Donadoni e Bigon e riconfermare Verdi, credo solo così si potrà riconquistare la stima di chi da anni mastica amaro senza meritarlo. E i soldi per il mercato? Ragazzi, Saputo se solo volesse… ma purtroppo pare non voglia.

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