Salta la panchina di Rastelli, ma gli allenatori rischiano di più all’estero


L’esonero di Rastelli a Cagliari è il primo della nuova stagione che però ha visto saltare più panchine in Inghilterra, Germania e Spagna

– di Marco Vigarani –

Mister Rastelli è stato esonerato ieri dal Cagliari: è sua la prima panchina a saltare nella Serie A 17/18 (ph. campaniagol.it)

Fino a qualche anno fa il campionato italiano non era soltanto considerato il più bello del mondo ma anche la sfida più difficile per un allenatore. Nessuna competizione di massimo livello metteva infatti tanto a rischio la carriera di un tecnico dimostrando spesso una facilità clamorosa se non addirittura eccessiva all’esonero. Basti pensare all’annata 2011/12 che portò addirittura a 20 cambi di panchina durante l’arco del campionato stabilendo un nuovo record assoluto e probabilmente ineguagliabile visto che nei principali tornei europei si è storicamente arrivati al massimo a 15 avvidendamenti. Al calo di questa tendenza hanno evidentemente contribuito anche la scomparsa in tempi diversi dal radar della Serie A tanto di Cellino quanto di Zamparini, presidenti particolarmente propensi al cambio di guida in corso di stagione, ma forse la vera motivazione è da cercare altrove. Con equilibri economici sempre più precari, ormai anche i dirigenti comprendono il valore della pazienza rispetto ai costi di mantenimento a libro paga di più staff tecnici.

Clamoroso esonero per Carlo Ancelotti da parte del Bayern Monaco (ph. Itasportpress.it)

L’annata 2017/18 ha visto arrivare soltanto ieri il primo esonero con Massimo Rastelli allontanato dal Cagliari attualmente fermo in 14esima posizione ma guardando la situazione nei maggiori campionati europei scopriamo che quasi ovunque è già stato fatto saltare un numero più elevato di teste. Il record spetta alla Liga con tre licenziamenti tutti concentrati nella seconda parte di settembre e che hanno coinvolto il Deportivo Alaves (da Zubeldia a Cabello), il Villarreal (da Escribà a Calleja) ed il Las Palmas (da Marquez ad Ayestaran) mentre invece Germania ed Inghilterra i dirigenti si sono fermati a quota due. In Bundesliga addio a Jonker, mister del Werder Brema sostituito da Schmidt, ma soprattutto al nostro Carlo Ancelotti, cacciato clamorosamente dal Bayern Monaco che si è affidato poi a Heynckes passando per l’interregno di Sagnol. Nella Premier League invece da ieri si è aggiunto un secondo esonero a quello di De Boer, ex condottiero privo di risultati del Crystal Palace: anche il Leicester ha infatti scelto di chiudere l’esperienza con Shakespeare. L’unica eccezione in questo quadro arriva dalla Ligue 1 francese in cui tutti gli allenatori che hanno iniziato la stagione sono ancor al proprio posto.

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