Salvezza, punti e giovani: tre diktat di Saputo da rispettare


Il presidente Saputo ha indicato tre obiettivi precisi per la stagione: salvezza, punti e crescita dei giovani. A che punto è oggi questo Bologna?

– di Marco Vigarani –

Il ritorno di Saputo in Italia, pur non producendo una conferenza stampa aperta a tutti i media cittadini, ha comunque dato alcuni punti fermi a tutto l’ambiente. Più precisamente il presidente canadese ha individuato tre precisi parametri per valutare l’esito finale della stagione 2016/17 del Bologna e di conseguenza l’operato delle varie aree strategiche. Raggiungimento della salvezza, una classifica finale con più punti dell’anno scorso e crescita dei giovani della rosa rossoblù. Non si tratta certamente di missioni impossibili o di proposte particolarmente innovative ma di capisaldi fondamentali che denotano una volta di più il pragmatismo del numero uno del club ed una programmazione sul lungo periodo che non mira a strabilianti eccessi. Ora però, con un terzo di campionato alle spalle, si può già provare a capire quali e quanti obiettivi saranno probabilmente raggiunti a fine anno.

Joey Saputo ha fissato tre obiettivi precisi per il suo Bologna (ph. Ansa)

Salvezza – La certezza matematica non è ancora arrivata ma servirebbe davvero un tracollo inimmaginabile per non rivedere il Bologna in Serie A nel corso della prossima stagione. Le tre squadre candidate alla retrocessione sono ormai definite da almeno un mese e probabilmente stanno anche già lavorando in vista del campionato futuro tra un paracadute economico da gestire e nuove prospettive. Pescara, Crotone e Palermo ragionevolmente saluteranno la massima categoria senza impensierire il Bologna negli ultimi tre mesi così come non è accaduto nel terribile febbraio appena concluso nonostante la brusca frenata degli emiliani. La classifica propone infatti i siciliani terzultimi a quota 15 punti, staccati di 13 dal Bologna ed accreditati finora di un cammino da 0.57 punti di media a partita. La proiezione finale vedrebbe teoricamente il Palermo chiudere a quota 21-22 ma probabilmente il bottino finale dei rosanero sarà più elevato pur senza dover per questo motivo infastidire il Bologna che oggi è già a 28 e potrà usufruire anche tra aprile e maggio di tre scontri diretti contro squadre residenti stabilmente nei bassifondi della graduatoria (Pescara, Empoli e proprio Palermo).

Nel 2017 il Bologna viaggia a 0.88 punti a partita, oggi ne ha 28 in classifica (ph. Schicchi)

Punti – Se quindi il primo obiettivo fissato da Saputo sembra ormai raggiunto, diventa più complesso pensare di tagliare con successo il secondo traguardo. La stagione 2015/16 vide infatti il Bologna chiudere il campionato al quattordicesimo posto con 42 punti: un bottino sicuramente ragguardevole e che oggi rischia di diventare un pericoloso ostacolo. Va infatti ricordato che la posizione finale non può oggettivamente essere considerata un parametro attendibile in quanto influenzata notevolmente dalle altre concorrenti ma i 28 punti finora conquistati dai ragazzi di Donadoni rendono quasi un miraggio la quota “fissata” da Saputo a 43. Non solo infatti il passo finora tenuto di 1.07 punti a partita non permetterebbe di colmare la distanza attuale tra desiderio e realtà ma quello del nuovo anno ha subito un’ulteriore rallentamento. Nel 2017 infatti il Bologna ha viaggiato a 0.88 punti a gara con due vittorie, due pareggi e sei sconfitte di cui quattro consecutive. Considerando ipoteticamente tre vittorie nelle sfide già citate contro Pescara, Empoli e Palermo sarebbe comunque necessario aggiungere altri due successi per esaudire la volontà del chairman Saputo ed il calendario non sembra presentare grandi occasioni ad una squadra che quest’anno non è mai riuscita a fare lo sgambetto ad un top team e che spesso ha mostrato la propria forza solo contro le formazioni più deboli.

Minutaggio minimo per Donsah, pagato 6 milioni di euro nel 2015 (ph. Il Resto del Carlino)

Giovani – Per analizzare il terzo punto non si possono usare facilmente numeri e statistiche ma la valutazione può comunque essere oggettivizzata partendo dai dati di impiego dei giovani della rosa. Tra i primi dieci rossoblù per numero di minuti giocati compaiono infatti appena cinque Under 25 a conferma della necessità avuta da Donadoni di far spesso ricorso alla parte più esperta della rosa. Se da una parte troviamo Masina protagonista per 2157′ e quindi messo quasi sempre alla prova sul campo, dall’altra incontriamo casi come quelli di Mbaye, Rizzo e Donsah (costati complessivamente circa 14 milioni di euro a Saputo) che insieme non arrivano neanche a 1700′ e rischiano quindi di trasformarsi in investimenti fallimentari. La sfortuna ha evidentemente bloccato giovani come Verdi, Helander e Sadiq ma non si può dire lo stesso per Ferrari, Oikonomou e Di Francesco che a lungo sono rimasti fuori dalle rotazioni con il primo addirittura costretto a scegliere il prestito al Verona a gennaio per sperare di trovare più spazio. Aldilà del semplice minutaggio poi sembra che siano davvero pochi i giovani rossoblù ad aver fatto significativi passi avanti rispetto al momento del loro ingresso in rosa: al netto dell’infortunio sicuramente il migliore è Verdi ma alle sue spalle forse si possono inserire davvero soltanto Pulgar per personalità e Masina per esperienza. Tutti gli altri sembrano fermi in un apprendistato senza grandi prospettive.

A meno di clamorosi exploit ecco allora che a fine stagione il Bologna potrebbe raggiungere con successo forse solo uno dei tre obiettivi fissati e ribaditi da Saputo la scorsa settimana. A quel punto, come confermato dallo stesso Saputo, verranno riconsiderati i piani per migliorare a partire dalla prossima stagione. Nonostante le voci circolate nelle ultime ore però potrebbe non essere necessariamente Donadoni a pagare un eventuale insuccesso a maggior ragione visto che il chairman ha ribadito la stima nel tecnico e che soprattutto le ragioni di un mancato raggiungimento degli obiettivi potrebbero riguardare anche altre aree della struttura societaria.

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