Saputo: “Obiettivo diventare competitivi, ma coi tempi giusti. Pronti a rinforzare la squadra e a continuare con Donadoni. I nostri tifosi sono speciali”


Le parole di Joey Saputo nella conferenza stampa di fine stagione: dal mercato allo stadio, dal giudizio sull’annata conclusa alle aspettative future

– di Tiziano De Santis –

Il presidente del Bologna Joey Saputo con l’ad Claudio Fenucci e il ds Riccardo Bigon

Al tramonto della stagione calcistica 2016/2017, il presidente Joey Saputo vuole fare il punto della situazione in generale e nel particolare in casa rossoblu. Nella conferenza stampa indetta presso la sala-conferenze dello Stadio Renato Dall’Ara, il chairman italo-canadese ci tiene subito a ringraziare i presenti e i supporter, chiarendo anche quanto fatto di buono e quanto ancora sia da migliorare a Bologna: “Grazie di essere qui non mi piace nulla di più che essere davanti ai giornalisti la mattina presto. Quando vengo a Bologna durante la stagione non parlo coi giornalisti: per me è un’abitudine iniziata a Montreal. Parlo sempre a inizio e fine stagione. All’inizio di quest’anno avevamo gli obiettivi del mantenimento della categoria possibilmente (facendo meglio dell’anno scorso) e della crescita dei nostri giovani ragazzi. L’obiettivo più grande è stato raggiunto e penso che molti dei nostri ragazzi siano maturati quest’anno. E’ anche vero che rispetto allo scorso anno non siamo riusciti a raggiungere risultati importanti con avversari di prima fascia. Il problema di questa stagione è stato la continuità: abbiamo alternato partite buone a partite meno buone e dobbiamo migliorare in questo nella prossima stagione. Avremo una squadra più competitiva il prossimo anno. Voglio ringraziare i nostri tifosi, che vogliono davvero bene a questa squadra e che ci sono stati sempre vicini. Capisco che vogliono una squadra più competitiva, ma come imprenditore devo ragionare su una tempistica più lunga. Siamo costruendo le basi, lavoriamo per assicurare che nel futuro questo team vada sempre più in alto. Ma bisogna farlo piano piano e con i tempi giusti. Ieri per me era una festa, la Juve aveva già vinto e anche noi eravamo già salvi“.
Si passa, quindi, alle domande dei giornalisti e alle rispettive risposte.

– Su Donadoni: “Roberto ha un contratto sino a giugno 2018, ma per me la continuità è sempre molto importante. La società ha avuto la possibilità di parlare al mister del nostro piano e lui ha sposato il nostro progetto. Vi annuncio che stiamo parlando con lui per prolungare il contratto. Credo che siamo sulla strada giusta, siamo contenti di quello che ha il mister ha fatto con noi“.

– Sul prossimo mercato e sulle differenze tra Montreal e Bologna: “La negoziazione di Dzemaili è stato fatto prima della fine della stagione e potevo annunciarlo prima. La stagione finisce, bisogna rivedere la situazione e a gennaio di solito prendiamo delle decisioni su certi giocatori. Abbiamo parlato con il settore tecnico sul prossimo mercato. A livello delle spese non dirò mai al pubblico quanto sborserò. Sappiamo il nostro valore, cosa vogliamo fare e dove vogliamo arrivare. Abbiamo i mezzi per farlo. Siamo pronti a rinforzare la squadra col prossimo mercato. Abbiamo la forza di tenere giocatori come Simone Verdi e Federico Di Francesco. Dobbiamo, però, anche inserire giocatori che facciano crescere questo clubMontreal e Bologna sono due società diverse, ma se si può lavorare assieme e ci si può aiutare perchè non farlo. Non farò mai del male ai miei club. Lavoriamo insieme ma su due progetti differenti (“E’ un rapporto di sinergia per uno scouting che faccia bene a entrambi i club, immersi l’uno in una grande lega come quella canadese, l’altro in quella italiana“, chiarisce Claudio Fenucci, presente in sala assieme a Riccardo Bigon e Marco Di Vaio). Se preleviamo un giocatore a livello di Dzemaili, dobbiamo rimpiazzarlo con un giocatore a livello di Dzemaili. Qui è differente rispetto a Montreal: Drogba è stata un’occasione. Se ci sarà l’opportunità di portare un giocatore qui che entra nel progetto in mentalità, filosofia e guadagno, lo prenderemo. Non ci sono giocatori del Montreal attualmente pronti a venire a Bologna. Abbiamo fatto un investimento su Destro un paio di anni fa, abbiamo visto che lui ha il potenziale per essere un top-player e dobbiamo avere pazienza per farlo diventare tale.

Joey Saputo parla in conferenza stampa

– Il bilancio bolognese: “E’ stata sinora un’esperienza abbastanza positiva: quando sono venuto a Bologna volevo far crescere il settore giovanile canadese. Quando sono venuto qui a Bologna, la piazza mi ha accolto molto bene. Non direi che è stato difficile, ma è un calcio un po’ più complesso. Una bella esperienza per me: sono felice di avere l’opportunità di far crescere una società con una storia abbastanza importante. Il Bologna non è mio, è vostro e farò di tutto per riportarlo alla gloria del passato. Questa è stata una stagione abbastanza difficile, nel senso che ci mancava la consistenza nel gioco. Ogni domenica per me è stato difficile guardare perchè pensavo di avere una squadra migliore di quella apprezzata sul campo. Ma se vediamo la partita di ieri, quest’anno abbiamo perso 7 punti dal 90′ in poi. Io soffro ad ogni partita, ma il fatto che ci siamo salvati e la crescita di molti giocatori sicuramente fa bene. Quando sono arrivato abbiamo messo un piano di cinque anni e penso che nei prossimi anni possiamo investire un po’ di più”. (Tema, quest’ultimo, su cui l’a.d. Fenucci intende puntualizzare: “La società l’anno prossimo avrà 9 milioni di euro di ricavi in più. Il fatturato possiamo in parte farlo noi, in parte serve un cambiamento a livello di sistema, parlo dei diritti televisivi”). Una cosa è la passione che si mette sul campo per far le cose, l’altro la razionalità. Avrei potuto mettere subito tanti soldi e poi finire senza risultati, penso sia importante fare delle scelte razionali per poter crescere poco per volta sempre di più. Per il futuro, i diritti televisivi e lo stadio sono i punti importanti su cui lavorare. A livello della biglietteria dobbiamo migliorare per avere dei ricavi importanti. Abbiamo preso una squadra, dovevamo farla crescere con dei ricavi importanti. Abbiamo uno stipendio abbastanza alto, è vero, ma stiamo cercando di prendere le misure“.

– Sullo stadio: “A livello del progetto dello stadio, posso dire che ho trovato che qui è più facile lavorare rispetto a Montreal. Vedo che c’è una voglia di realizzare lo stadio da parte di tutti. E’ una cosa che dobbiamo fare, anche se è comunque complicato. Quando si prende un progetto si guardano anche che i partner siano affidabili. L’operazione della città della moda ci aiuta a ridurre l’investimento nello stadio. Ma, sia chiaro, noi investiremo nello stadio. All’inizio volevamo 25.000 posti di capienza, ma stiamo lavorando ancora per capire bene se possiamo avere qualcosa in più“. Fenucci aggiunge: “Il processo sullo stadio è nella fase delle procedure con l’amministrazione comunale e stiamo anche capendo bene l’aspetto economico del lavoro. Stiamo lavorando su questo, abbiamo già fatto dei passi iniziali significativi e la stessa società sta lavorando col gruppo Maccaferri sia per lo stadio che per la riqualificazione del Cierrebi, per crearne uno dei poli del progetto dello stadio. E’ un progetto di riqualificazione urbana importante. Un altro dei temi su cui stiamo ragionando è la struttura alternativa in cui potremo e dovremo giocare: si può sia creare uno stadio temporaneo in città, sia andare a giocare in altri stadi extraurbaniLo stadio è cittadino e ha un’ovvio svantaggio sui parcheggi e sui mezzi pubblici, è un problema generale italiano: è, perciò, possibile che anche nell’antistadio rimanga un collegamento sportivo“.

– Le aspettative: “Aumentando l’utile della squadra possiamo investire molto di più e non sappiamo dove potremo arrivare. Se si può investire non si sa mai dove si può essere. Spero che in quindici anni riusciremo ad avere uno stadio con ricavi più importanti e che la situazione dei diritti tv cambi. L’obiettivo è arrivare al top nel gruppo delle società a noi comparabili. In questo progetto ci siamo tutti, anche i soci di minoranza, in cui io credo molto e ieri presenti per fare il punto della situazione su quanto fatto sinora. Per l’anno prossimo, l’obiettivo ce l’ho in mente ma non ho ancora avuto l’opportunità di parlare con il nostro direttore. Non ho fissato nulla di preciso per il 2020, ovvio che lo stadio fa parte dei discorsi sui ricavi maggiori. Se viene nel 2020, bene, se viene prima, meglio.

– Sulla dirigenza: “Non ho avuto mai i contratti con i capi delle mie aziende. Non ho bisogno di un contratto con Claudio Fenucci. Se lui è contento di stare a Bologna, può rimanere a Bologna finché vuole. E’ un rapporto di fiducia, che è alla base, prima ancora che un rapporto per contratto. Il prolungamento, se la si mette sul piano del contratto, non è un problema“.

– Su Totti e su un possibile arrivo del capitano giallorosso a Montreal: “Per me è un giocatore della Roma, non lo vedo con un’altra maglia. Non credo sia giusto portarlo a Montreal, per me lui è la Roma“.

 

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