Saputo: “Ora voglio ricreare un Bologna vincente”


In un’intervista alla rivista ufficiale della FIFA, Joey Saputo racconta la nascita e lo sviluppo della sua avventura alla guida del Bologna: dal 20% iniziale ai sogni di gloria per il futuro

– di Marco Vigarani –

Saputo festeggia tagliando la torta (ph. Bologna)

Saputo festeggia la Serie A tagliando la torta (ph. Bologna)

Il Bologna è tornato in Serie A ed ora Joey Saputo è più che mai l’uomo più desiderato dalle riviste specializzate di tutto il mondo per raccontare la sua storia di imprenditore ed il suo progetto per il club rossoblù. Anche il magazine ufficiale della FIFA si occupa del magnate italo canadese che spiega la nascita del suo interesse nel club felsineo: “Nell’agosto del 2014 quando incontrai Andrew Nestor a New York non avevo intenzione di acquisire una squadra di calcio italiana ma quando mi parlò di questa possibilità ne rimasi affascinato. Il Bologna ha vinto sette scudetti, è una citta in posizione strategica e di giuste dimensioni in cui ha vissuto per quattro anni Marco Di Vaio che mi ha convinto ad entrare in società con una quota del 20%“. Saputo parla quindi del momento difficile dello sport in cui ha deciso di investire maggiormente dopo la rinuncia di alcuni investitori: “Il calcio italiano è in crisi ma sono convinto che si riprenderà e quando questo momento arriverà voglio essere presente. Lo stadio, il marketing e le sponsorizzazioni sono tutti strumenti utili per replicare a Bologna il modello vincente applicato con gli Impact a Montreal“.

Ecco quindi che il chairman rossoblù chiarisce la sua visione del futuro per il Bologna: “Il business è sempre business ma sto mettendo il cuore e l’anima in questa avventura italiana. La meravigliosa accoglienza che abbiamo ricevuto dai bolognesi mi ha convinto di aver preso la decisione giusta e mi  spinge a fare ogni sforzo per essere all’altezza delle loro aspettative. Ora che abbiamo conquistato la promozione in Serie A la nostra priorità è costruire una squadra competitiva che consentirà al Bologna di replicare i successi del passato. Sono estasiato di aver visto crescere anche il senso di appartenenza alla cultura italiana nella mia famiglia. I miei genitori sono venuti allo stadio con me in febbraio e sono molto orgogliosi così come i miei figli sono felici e mi chiedono già nuovi acquisti per la squadra. Per fortuna però non si aspettano che porti in rossoblù Messi o Ronaldo“.

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