Sarà vero duello Quintana-Nibali al Giro numero 100?


Ecco la presentazione del centesimo Giro d’Italia tra percorsi e campioni: sfida Quintana-Nibali per il trionfo finale

– di Claudio Fargione –

Il colombiano Nairo Quintana (ph. Zimbio)

Finalmente siamo arrivati alla vigilia del Giro d’Italia numero 100, il Giro delle due isole e dell’omaggio agli attesissimi Aru e Nibali, ma anche, a detta di molti, il Giro fatto su misura di Quintana. Purtroppo l’avvicinamento alla corsa rosa non è stato per nulla gioioso: prima l’infortunio al ginocchio di Fabio Aru ha privato la corsa di uno dei suoi protagonisti, poi, a nemmeno due settimane dal via, un destino ben più malevolo ha portato via Michele Scarponi. Il marchigiano era il capitano designato dell’Astana e la squadra kazaka ha deciso di ricordare l’aquila di Filottrano non sostituendolo e si presenterà al via di Alghero con solo 8 corridori.

Sulla carta sembra così delinearsi un duello per la vittoria finale con i due super favoriti Quintana e Nibali pronti a sovrastare gli avversari. Sui 3572 chilometri che compongono le 21 tappe del Giro 2017, i 4 arrivi in salita e le 5 tappe indicate come “alta montagna” sembrano strizzare l’occhio allo scalatore colombiano. Se si ripresentasse al Giro nello stesso stato di forma visto in avvio di stagione alla Tirreno-Adriatico, Nairo “spianerebbe” non solo ogni asperità ma anche ogni avversario. A supportarlo troverà anche una Movistar che rappresenta una delle migliori squadre in circolazione, con gregari di lusso quali Amador, Anacona e Gorka Izagirre capaci di spalleggiare Quintana su ogni terreno. Dall’altra parte Nibali in avvio di stagione è apparso ancora lontano dalla migliore forma possibile e ha lasciato perplessi anche la scelta della Bahrain-Merida di disertare nella preparazione corse molto probanti come il Paesi Baschi, il Romandia ed il Tour of Alps per puntare al solo Giro di Croazia. Sulle rive dell’Adriatico il messinese ha mostrato una forma ancora da rivedere in salita, ma con un colpo tipico del suo repertorio ha ribaltato la situazione all’ultima tappa conquistando la classifica finale grazie ad un abbuono strappato in un traguardo volante. Un vittoria cercata e voluta più con la testa che con le gambe e con una motivazione in più: dedicare la vittoria all’amico Scarponi appena scomparso ed al quale Vincenzo era legatissimo. Che possa essere questa una “molla” ulteriore per conquistare la corsa rosa anche quest’anno? A fare la differenza infatti non saranno solo le salite: ad un’attenta analisi il percorso offre parecchie insidie nascoste.

Il messinese Vincenzo Nibali (ph. Zimbio)

Oltre alle sempre pericolose discese (spesso ancora più selettive delle ascese) e ad un meteo tipicamente bizzoso, il via con le tappe sarde regala un andamento mosso sia planimetricamente che altimetricamente e superfici stradali tutt’altro che perfette. Discorso analogo per le tappe siciliane, nelle quali non si possono trascurare nemmeno gli ostacoli tipici di ogni attraversamento di centri abitati. Chi punta alla classifica dovrà tenere gli occhi bene aperti prima ancora di risalire lo stivale, con il primo arrivo in salita all’Etna già alla quarta tappa seguito cinque giorni dopo da quello del Block Haus: due prove senza appello che bocceranno i meno pronti già nella prima settimana. Occhio poi a tappe velenose, quelle cosiddette di “media montagna”, come Bagno di Romagna e Bergamo, senza dimenticare la cronometro umbra: 39 chilometri che possono risultare indigesti a molti. Per togliere ogni dubbio sui più forti resta poi la tre giorni alpina: nelle tappe di Bormio, Canazei ed Ortisei si scaleranno i vari Mortirolo, Stelvio, Tonale, Pordoi e Gardena prima dell’ultimo arrivo in salita a Piancavallo e della cronometro finale a Milano con partenza dall’Autodromo di Monza. Insomma, chi avrà gambe e voglia di lottare troverà pane per i suoi denti praticamente ogni giorno e stiamo parlando dei vari Van Garderen, Yates, Thomas, Landa, Pozzovivo, Jungels, Zakarin, Kruijswijk, Mollema, Dumoulin, tutta gente capace di infilarsi tra i primi 10 in classifica generale gli scorsi anni e vogliosa di fare lo sgambetto ai due grandi favoriti.

Ma ricordate: il bello del Giro è sempre nella sua varietà ed imprevedibiltà che lo rendono la corsa più difficile al mondo. Con buona pace di quel Chris Froome che tenterà l’assalto al quarto Tour ma non osa sfidare la corsa rosa…

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